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Documenti per le pratiche di successione

23 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Gennaio 2019



La dichiarazione di successione: quando e a chi spetta presentarla, quali dati vanno riportati, la documentazione da allegare e il calcolo dell’imposta di successione.

Tuo padre è deceduto da poco e devi presentare la dichiarazione di successione? Il tecnico che hai incaricato per seguirti la pratica all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, ti ha chiesto di fornirgli una copiosa documentazione? A cosa e perché servono tutti questi documenti per le pratiche di successione? Qui troverai la risposta alle tue domande; infatti, ti verrà spiegato in cosa consiste la dichiarazione di successione, a chi spetta presentarla, gli allegati da produrre, la loro funzione e come va calcolata l’imposta di successione.

Cos’è la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione è un adempimento obbligatorio di natura fiscale attraverso il quale si comunica all’Agenzia delle Entrate il subentro degli eredi nel patrimonio del defunto.

Sulla base di tale dichiarazione verranno calcolate le imposte che gli eredi dovranno pagare in relazione al grado di parentela con il defunto o a specifiche disposizioni testamentarie.

Alla dichiarazione di successione va allegata una documentazione più o meno copiosa tenuto conto delle modalità di successione e di quanto lasciato dal defunto.

La successione si apre nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto.

La legislazione vigente prevede che la dichiarazione di successione vada presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che in genere coincide con data del decesso. Se viene presentata in ritardo di non più di 30 giorni, verrà applicata una sanzione amministrativa che va da un minimo del 60% ad un massimo del 120% dell’imposta liquidata.

Se l’imposta non è dovuta, la sanzione sarà compresa tra i 50 e i 500 euro. Nel caso di mancata presentazione, la sanzione potrà variare tra il 120% ed il 240% dell’imposta liquidata, se dovuta, altrimenti sarà compresa tra un minimo di 250 ed un massimo di 1.000 euro.

A chi spetta presentare la dichiarazione di successione?

I soggetti, che per legge, sono obbligati alla presentazione della dichiarazione di successione sono:

  • gli eredi (coloro cioè, che succedono al defunto nella titolarità dei suoi beni e dei suoi diritti, ad esempio il coniuge e i figli) e i legatari (coloro che hanno ricevuto per via testamentaria singoli beni facenti parte dell’eredità; si pensi al caso in cui il defunto ha stabilito nel proprio testamento che un determinato bene vada assegnato ad un amico fidato), ovvero i loro rappresentanti legali;
  • gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta (è questo il caso di coloro che sono diventati eredi di una persona di cui sia stata dichiarata dal tribunale l’assenza o la morte presunta essendo scomparsa da almeno 2 anni dalla sua ultima residenza o domicilio, senza lasciare notizia);
  • gli amministratori dell’eredità ovvero i soggetti che sono diventati amministratori dell’eredità in presenza di situazioni particolari (si pensi all’ipotesi in cui il defunto ha designato nel testamento, come suo erede, un soggetto solo se accada un evento futuro ed incerto);
  • i curatori dell’eredità giacente, che sono quei soggetti che vengono nominati dal tribunale ad amministrare il patrimonio del defunto quando il “chiamato all’eredità” non ha accettato l’eredità o non è entrato nel possesso dei beni ereditari;
  • gli esecutori testamentari che vengono indicati dal defunto nel testamento al fine di curare le sue ultime volontà;
  • i trustee.  Il trust è un particolare istituto giuridico nel quale il defunto ha trasferito i propri beni affinché vengano amministrati e gestiti dal trustee, che dovrà trasferirli ai soggetti beneficiari, dopo un determinato periodo di tempo.

Se più persone sono obbligate a presentare la dichiarazione è sufficiente che sia presentata da una sola.

La dichiarazione di successione non va presentata se l’eredità è devoluta al coniuge ed ai parenti in linea retta del defunto (genitori e nonni, figli e nipoti) e il patrimonio del defunto non superi i 25.822,84 euro e nell’asse ereditario non rientrino beni immobili o diritti reali immobiliari.

Per la presentazione della dichiarazione di successione è necessario compilare un apposito modello 4, che è disponibile on-line o presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

La dichiarazione va inoltrata dal dichiarante ovvero dagli altri soggetti autorizzati come commercialisti o uffici territoriali Caf, telematicamente nell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto. A tal fine, è necessario utilizzare l’apposito programma presente sul sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Se il defunto non risiedeva in Italia, ma all’estero la dichiarazione va presentata presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza italiana.

Se non si conosce l’ultima residenza italiana, la denuncia va inoltrata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate “Roma 6” in Via Canton 20 – CAP 00144 Roma.

Si badi bene che non può essere utilizzato un modello differente dal modello 4 altrimenti la dichiarazione sarà nulla.

Se nell’attivo ereditario è presente un immobile, prima della presentazione della dichiarazione di successione, il dichiarante deve pagare le eventuali imposte ipotecarie e catastali, le imposte di bollo, eventuali tasse ipotecarie e tributi speciali attraverso il metodo dell’autoliquidazione. Il dichiarante può, quindi, calcolare queste imposte e questi tributi da sé o chiedendo la consulenza di un commercialista o ancora rivolgendosi al Caf.

Quali sono i dati riportare nella dichiarazione di successione?

Nella dichiarazione di successione vanno riportati :

  • la data e il luogo del decesso;
  • le informazioni anagrafiche relative al defunto comprensive della residenza e del codice fiscale;
  • i dati del testamento, se presente e l’ammontare dell’asse ereditario;
  • i dati anagrafici, la residenza e il codice fiscale di tutti i chiamati all’eredità o dei legatari;
  • una dichiarazione dello stato di famiglia che evidenzi il grado di parentela o affinità tra defunto ed eredi;
  • i dati catastali degli immobili caduti in successione presenti nelle visure catastali.

Una volta presentata la dichiarazione di successione, nei successivi 30 giorni, andrà presentata la dichiarazione di voltura degli immobili agli uffici dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competenti.

I documenti da allegare alla dichiarazione di successione

La documentazione da allegare alla dichiarazione di successione va predisposta con attenzione al fine di non pregiudicare l’efficacia dell’intera procedura.

I principali documenti [1] necessari ad aprire e portare avanti una pratica di successione sono i seguenti:

  • certificato di morte, che va richiesto al Comune in carta libera per uso successione o un’autocertificazione [2] o in caso di assenza o di morte presunta, copia autentica della sentenza dichiarativa dell’assenza o della morte presunta;
  • fotocopia di un documento di identità e dei codici fiscali del defunto e degli eredi e legatari in corso di validità;
  • estratto dell’atto di matrimonio del defunto. Nell’ipotesi in cui il defunto fosse legalmente separato o divorziato va allegata la copia del decreto di separazione o della sentenza di divorzio;
  • certificato dello stato di famiglia storico del defunto in carta semplice per uso successione da richiedere in Comune o un’autocertificazione;
  • in presenza di beni immobili, bisogna allegare i documenti tecnici degli immobili caduti in successione ((planimetrie catastali, elaborati planimetrici, mappale, copie accatastamenti DOCFA, eventuali variazioni successive) e le copie dei titoli di provenienza cioè degli atti di acquisto delle proprietà immobiliari intestate al deceduto e/o cointestate con altri soggetti. Sono tali ad esempio gli atti di vendita, donazione, divisione, ecc. oppure se le proprietà immobiliari sono pervenute per successione, bisogna produrre la copia della dichiarazione di successione; se la successione è stata regolata da un testamento, occorre anche una copia del verbale di pubblicazione del testamento; se gli immobili sono stati costruiti dal defunto, va prodotta copia del titolo di provenienza del suolo sul quale ha edificato. Per i terreni è necessario richiedere il certificato di destinazione urbanistica all’ufficio tecnico del Comune di appartenenza o produrre un’autocertificazione;
  • nel caso di presenza di conti correnti, libretti di risparmio, titoli depositati presso banche (azioni, obbligazioni, ecc.) o presso la posta bisogna allegare la dichiarazione della banca/posta che certifichi la presenza di eventuali rapporti intestati al defunto, con l’indicazione dei relativi estremi e valori;
  • se il defunto aveva acceso un mutuo ipotecario, bisogna allegare il certificato della banca relativo al debito alla data del decesso e copia del contratto di stipula del mutuo;
  • nel caso di crediti (come arretrati, rimborsi IRPEF, ecc.), occorre presentare il documento dal quale risultano tali crediti, il loro relativo importo nonché gli estremi del debitore (ad esempio se il defunto era titolare di una pensione di invalidità civile, va allegato l’attestato con l’indicazione di eventuali ratei di invalidità civile maturati e non riscossi dal defunto con l’indicazione dell’ente (Inps) che è tenuto al pagamento;
  • se il defunto aveva maturato indennità quale lavoratore dipendente, va allegata la relativa dichiarazione del datore di lavoro con l’indicazione di tali indennità (es. mensilità, 13ma, 14ma, TFR, ferie, ecc.);
  • nel caso di donazioni che il defunto aveva stipulato in vita in favore di uno o più eredi, bisogna allegare copia degli atti di donazione o copia degli atti di vendita stipulati negli ultimi 6 mesi di vita del defunto;
  • nel caso di aziende o di quote di società (società in nome collettivo, a responsabilità limitata oppure in accomandita semplice), occorrono una visura camerale e una situazione patrimoniale, redatta da un commercialista con riferimento alla data di apertura della successione (ovvero alla data della morte del defunto) e con l’indicazione del complessivo valore patrimoniale e del valore percentuale della quota;
  • se il defunto era proprietario di navi, imbarcazioni o aeromobili, occorrono il libretto di navigazione per le imbarcazioni o il certificato dei pubblici registri recante l’indicazione degli elementi di individuazione di navi ed aeromobili;
  • se il defunto ha lasciato testamento, prima di presentare la dichiarazione di successione, bisogna procedere alla pubblicazione del testamento. Successivamente alla  dichiarazione di successione va allegata copia del testamento autenticato da un notaio (solo in caso di successione testamentaria) o l’eventuale atto di rinuncia all’eredità da parte di uno o più eredi;
  • se il defunto era titolare di cassette di sicurezza, bisogna allegare il verbale di apertura di tali cassette redatto da un funzionario dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio oppure da un pubblico ufficiale;
  • prospetto di autoliquidazione di tutte le imposte ipotecarie e catastali con relative ricevute di pagamento;
  • ricevuta di pagamento delle imposte di cui al precedente punto.

Le passività deducibili

Gli eredi hanno diritto di detrarre dall’imposta di successione determinati debiti lasciati dal defunto come rate di mutuo, saldo di conto corrente negativo, cambiali, spese mediche e chirurgiche relative al defunto negli ultimi sei mesi di vita e spese funerarie. Ciascun erede gode, in relazione al grado di parentela con il defunto, di una fascia di esenzione detta franchigia e pertanto, se il defunto lascia beni per un valore inferiore alla franchigia, è inutile portare tali passività in detrazione.

A cosa servono i dati e gli allegati alla dichiarazione di successione?

I dati deducibili dalla documentazione allegata alla dichiarazione di successione servono per la liquidazione dell’imposta di registro ipotecaria e catastale e di bollo, derivanti dalla successione; in altre parole servono per la quantificazione dell’imposta sulle successioni.

Il calcolo di detta imposta sarà effettuato direttamente dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate sulla base dei documenti presentati.

Innanzitutto l’ufficio determinerà la base imponibile, cioè il valore netto dell’asse ereditario, dato dalla differenza tra l’importo complessivo dei beni e dei diritti che rappresentano l’attivo dell’asse ereditario e l’importo complessivo delle passività e degli oneri deducibili (si pensi, tra i principali, ai debiti personali del defunto). Sulla base imponibile si applicheranno le imposte di successione con le aliquote che saranno a loro volta stabilite sulla base del rapporto di parentela che intercorre tra il dante causa e l’avente causa.

In maggior dettaglio, le imposte sono pari al:

  • 4% nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta (presente una franchigia di 1 mln euro per ciascun beneficiario);
  • 6% nei confronti degli altri parenti fino al quarto grado e degli affini in linea retta, nonché degli affini in linea collaterale fino al terzo grado (presente una franchigia di 100 mgl euro per ciascun fratello o sorella);
  • 8% nei confronti degli altri soggetti.

Per ulteriori informazioni sull’argomento trattato si consiglia la lettura dell’articolo “Dichiarazione di successione: cos’è e chi deve farla?”.

note

[1] Art. 30 D. L. n. 346 del 1990.

[2] Artt. 46 e 47 D.P.R. n. 445 del 28.12.2000.


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1 Commento

  1. Coloro che ” hanno perso tempo per ideare questa deleteria modalità operativa di pratiche successorie” meriterebbero di trascorrere “L’ALDILA” nel più TRISTO cerchio infernale.

    Ed egualmente per chi ha firmato senza essersi reso conto di cosa firmava.

    Non esiste ALTRO PAESE ad avere una simile procedura.

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