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Pubblicità in outsourcing: la società committente resta responsabile

22 Novembre 2011 | Autore:
Pubblicità in outsourcing: la società committente resta responsabile

Quando un’azienda si avvale dell’opera di altre ditte per la promozione dei propri prodotti, resta responsabile per il trattamento dei dati dei soggetti terzi, nonostante la delega dell’attività di marketing.

Quando un’azienda si avvale dell’opera di altre ditte per la promozione dei propri prodotti, è lei che resta responsabile per il trattamento dei dati (e non quella a cui è stata delegata l’attività di marketing).

Lo ha recentemente stabilito il Garante per la protezione dei dati personali [1] che, con questo, ha voluto mettere un ulteriore punto alla lotta contro le offerte commerciali indesiderate.

La battaglia era nata con l’istituzione del Registro Pubblico delle Opposizioni, il quale, tuttavia, non era riuscito a fermare l’afflusso pubblicitario tramite telefonate, fax, email, posta)ì, che anzi negli ultimi anni ha registrato un forte aumento. Numerosi sono stati, infatti, i reclami in materia di trattamento dei dati personali prevenuti da parte degli abbonati ai servizi di telefonia i quali, nonostante l’iscrizione nel Registro Pubblico, hanno lamentato la ricezione di contatti indesiderati per finalità promozionali.

Questo perché, normalmente, le società che producono o vendono beni ed erogano i servizi, oggetto delle campagne promozionali, si avvalgono di soggetti terzi (gli outsourcer) cui conferiscono mandato per l’attività di promozione e commercializzazione attraverso mirati contatti commerciali nei confronti di potenziali clienti.

In questo modo, le società mandanti vorrebbero spogliarsi di quella rognosa attività di gestione dei dati personali, nominando responsabili del trattamento soggetti terzi, ossia le agenzie che operano in outsourcing e che, appunto, si occupano della promozione.

Alcune società mandanti (per es., Wind Telecomunicazioni S.p.A., Vodafone Omnitel N.V., Teletu S.p.A.), dinanzi l’accusa di aver operato promozioni non gradite, si sono giustificate sostenendo che responsabili del trattamento sarebbero solo le società in outsourcing, che agirebbero in qualità di titolari autonomi del trattamento dei dati dei potenziali clienti. Esse hanno pertanto rivendicato la propria estraneità rispetto a eventuali illeciti (quali, ad esempio, contatti promozionali indesiderati avviati nei confronti di titolari di utenze telefoniche che abbiano curato la propria iscrizione nel Registro pubblico delle opposizioni; trasmissione, in assenza del consenso informato dell’interessato, di messaggi a carattere pubblicitario via telefax etc.).

Nello stesso tempo, però, le società in outsourcing operano concretamente con sistemi non troppo delicati nella gestione della clientela potenziale, contattando indistintamente i cittadini che hanno fatto espressa richiesta di essere cancellati dalle liste promozionali, quanto gli altri.

Invece, il Garante è voluto intervenire proprio per dettare prescrizioni più forti e richiamare alla responsabilità i soggetti interessati della promozione pubblicitaria

L’articolo prosegue per i-dome a questo indirizzo



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