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Chi è il debitore di un’obbligazione pecuniaria?

27 Novembre 2017
Chi è il debitore di un’obbligazione pecuniaria?

Nelle obbligazioni pecuniarie ci sono almeno due parti: quella debitrice, obbligata a effettuare il pagamento e quella creditrice, beneficiaria dello stesso

In ogni obbligazione pecuniaria vi sono almeno due parti: il creditore ed il debitore. Vediamo chi è il debitore e la disciplina che lo riguarda.

Obbligazioni pecuniarie: chi è il debitore?

Il debitore è il soggetto chiamato ad adempiere l’obbligazione di pagamento. Questo può provvedervi personalmente oppure attraverso un suo rappresentante, ausiliario o collaboratore.
Per il debitore che effettua il pagamento non è richiesta la capacità di agire, pertanto è escluso che questi possa impugnarlo a causa della sua incapacità [1]. Tuttavia al debitore è richiesto di adempiere il pagamento con diligenza e secondo correttezza. Questo deve sostenere le spese connesse all’operazione del pagamento, cooperando a tal fine col creditore.

 Obbligazioni pecuniarie: eredi del debitore

L’obbligazione di adempiere il pagamento non si estingue con la morte del debitore. Infatti, gli eredi del debitore sono tenuti ad adempiere i debiti di quest’ultimo quando hanno accettato l’eredità senza beneficio di inventario. Tale accettazione può essere:

  • espressa, quando il chiamato all’eredità dichiara di accettarla o si qualifica come erede in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata [2];
  • tacita, quando il chiamato all’eredità pone in essere un comportamento che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare [3].

Al fine di evitare il rischio di dover pagare debiti ereditari, l’ordinamento consente la possibilità ai chiamati all’eredità di accettarla con beneficio d’inventario: in questo caso essi rispondono dei debiti ereditari solo nei limiti dell’attivo ereditario.

Debitore: ausiliari o rappresentanti

L’adempimento dell’obbligazione pecuniaria, oltre che da parte del debitore, può essere effettuato da altri soggetti muniti del potere di adempiere, come per esempio un ausiliario o un rappresentante che si qualifica come tale all’atto del pagamento. Se il pagamento è effettuato da un rappresentante senza potere, cioè da chi si è detto rappresentante del debitore senza esserlo veramente, cosiddetto “falsus procurator“, esso può essere rifiutato dal creditore ed è inefficace nei confronti del debitore, a meno che questi non lo approvi successivamente. Se, invece, il rappresentante, nell’effettuare il pagamento, eccede nei poteri conferitigli, il debitore può esercitare l‘azione di annullamento, se ne sussistono i presupposti, od opporsi all’esecuzione del pagamento.

Debitore: adempimento del terzo

Di come funzioni, di quando e perché si verifichi l’adempimento del terzo ne abbiamo parlato nell’approfondimento dal titolo Adempimento del terzo: come funziona. Le motivazioni che possono spingere il terzo a pagare non rilevano e possono essere di qualunque natura. Un terzo può effettuare un pagamento al posto del debitore liberando quest’ultimo, a meno che il creditore rifiuti o il debitore si opponga. Se il terzo effettua un pagamento parziale, il debito non si estingue e, pertanto, il creditore ha il diritto di agire per il residuo contro il debitore o di agire per la risoluzione del contratto se l’inadempimento è grave.


note

[1] art. 1191 Cod. Civ.

[2] art. 475, comma 1, Cod. Civ.

[3] art. 476 Cod. Civ.


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