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Pagheremo di più sui conti correnti: per estratti conto, il bollo sale al 2 per mille

16 Ottobre 2013
Pagheremo di più sui conti correnti: per estratti conto, il bollo sale al 2 per mille

Sugli estratti conto che la banca invia al cliente sale la tassazione relativa all’imposta di bollo.

Nella nuova legge di stabilità approvata ieri sera dal Consiglio dei Ministri appare una misura che andrà ad incidere su tutti i risparmiatori, piccoli e grandi in modo indifferenziato.

Sale infatti l’imposta di bollo (dall’1,5 al 2 per mille) sulle comunicazioni periodiche fatte dall’Istituto di credito alla clientela per i prodotti finanziari: si tratta degli estratti conto inviati ai risparmiatori periodicamente. Sono compresi anche i depositi bancari e postali (i cosiddetti conti deposito), anche se rappresentati da certificati.

L’aumento è più consistente rispetto a quanto era stato anticipato negli scorsi giorni (si parlava di un 1,65 per mille).

Cosa sono le comunicazioni periodiche su cui si applica la nuova tassazione?

Nei contratti che durano nel tempo (per esempio un conto corrente, un mutuo, ecc.), il cliente ha diritto a ottenere dalla banca, sia alla scadenza del contratto e, comunque, almeno una volta all’anno (generalmente, avviene però trimestralmente), una comunicazione analitica con una completa e chiara informazione sullo svolgimento del rapporto. Essa quindi contiene

– l’estratto conto;

– il saldo;

– un quadro aggiornato delle condizioni economiche applicate.

Il cliente ha 60 giorni di tempo per opporsi a eventuali voci o all’intero estratto conto: se non lo fa, la comunicazione si intende approvata.

I costi addebitati alla clientela quale corrispettivo delle comunicazioni periodiche non sono superiori alle spese sostenute per il loro invio. Ma, ad essi, si aggiunge anche l’imposta di bollo che, come appena detto, arriva ora al 2 per mille con la nuova legge di stabilità.



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