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Detrazioni fiscali 2019: lavori in casa, acquisto mobili e giardini

9 Gennaio 2019


Detrazioni fiscali 2019: lavori in casa, acquisto mobili e giardini

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Gennaio 2019



†aree verdi e bonus giardini: i bonus fiscali del 2019.

Anche per il 2019 sono confermate le detrazioni fiscali per chi deve fare lavori in casa o deve completare quelli già iniziati nell’anno precedente. la legge di Bilancio ha prorogato di un anno l’accesso ai bonus in scadenza lo scorso 31 dicembre. Le regole sono le stesse dell’anno passato. Del resto si tratta di uno dei bonus fiscali più riusciti della nostra contorta politica fiscale, che solo nel 2018 ha messo in circolazione ben 28,6 miliardi di investimenti (proiezioni Cresme).

Anche per il 2019, inoltre, le detrazioni fiscali su lavori in casa, acquisto mobili e giardini seguono il cosiddetto «principio di cassa»: vale cioè la data di pagamento della fattura della ditta e non quella di inizio dei lavori o la data riportata sulla fattura. 

Lavori di ristrutturazione

Sono agevolati gli interventi di recupero elencati dall’articolo 16-bis del Tuir. La detrazione spetta per le opere di manutenzione ordinaria su parti comuni condominiali e di manutenzione straordinaria, ristrutturazione, risanamento, ecc. per la proprietà privata individuale. Quindi non è possibile ottenere la detrazione per le piccole opere come l’installazione di grate alle finestre.

La detrazione Irpef è pari al 50% delle spese sostenute dal contribuente e pagate entro il 2019. La detrazione non si sconta in un unico anno ma va ripartita in dieci rate annuali. La spesa massima agevolata è di 96mila euro per ogni unità immobiliare (pertinenze comprese), sostenuta entro la fine del 2019. Questo significa che chi spende 100mila euro dovrà pagare integralmente di tasca propria 4 mila euro mentre dei restanti 96 mila otterrà la restituzione della metà attraverso lo scorporo dalle tasse dei successivi dieci anni.

I pagamenti devono avvenire con bonifico bancario o postale “parlante” (cioè con codice fiscale, partita Iva e specifica causale con riferimento normativo, v. sotto). Per alcuni interventi (che generano risparmio energetico) entro 90 giorni dal termine dei lavori va inviata la comunicazione online all’Enea.

Lavori di riqualificazione energetica

Sono agevolati gli interventi di riqualificazione energetica globale e sulle coperture, la sostituzione degli infissi e degli impianti di riscaldamento, impianti ci climatizzazione con caldaie a condensazione o pompa di calore, l’installazione di solare termico, la sostituzione dei vecchi boiler scaldacqua con quelli a pompa di calore, ecc.

La detrazione (Irpef e Ires), ripartita in dieci anni, è pari al 65%; ma al 50% per finestre, schermature, caldaie a condensazione e a biomassa. Si applica fino al 31 dicembre 2019 (31 dicembre 2021 in condominio). La detrazione va ripartita in 10 rate annuali dello stesso importo. 

Per alcuni lavori condominiali sugli involucri il bonus arriva al 70 o 75%. 

Anche in questo caso è necessario pagare i lavori tramite bonifico “parlante”. 

È previsto come obbligatorio l’invio della comunicazione dei lavori all’Enea entro 90 giorni. La comunicazione può essere fatta direttamente dal contribuente. 

Tra gli interventi da comunicare ci sono il cambio delle finestre, l’installazione degli impianti fotovoltaici e di contabilizzazione del calore, ma anche l’acquisto di elettrodomestici abbinato ai lavori edili. L’invio online all’Enea va eseguito entro 90 giorni dal collaudo o dalla fine dei lavori (per le opere concluse dal 1° gennaio al 21 novembre 2018 va fatto entro il 19 febbraio 2019).

Prevenzione antisismica

Sono agevolati gli interventi di messa in sicurezza statica delle abitazioni e degli immobili a destinazione produttiva, nelle zone ad alta pericolosità sismica.

La detrazione (Irpef e Ires), ripartita in 5 anni, si calcola su una spesa massima di 96mila euro per unità immobiliare e varia dal 50 all’85% in base al tipo di intervento realizzato.

Anche qui è necessario pagare con bonifico “parlante”. Per gli sconti più elevati occorre ridurre il rischio sismico di una o due classi. È agevolata anche la demolizione e ricostruzione, ma senza aumento volumetrico.

Acquisto mobili ed elettrodomestici

È detraibile l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) destinati ad arredare l’immobile in ristrutturazione (già oggetto di recupero edilizio agevolato ossia per il quale sono richieste le detrazioni fiscali di cui sopra). Quindi, la detrazione fiscale non spetta alla famiglia che non fa, nello stesso tempo lavori in casa ma acquista una lavastoviglie nuova. I lavori edilizi collegati devono essere almeno di manutenzione straordinaria e iniziati non prima del 2018.

La detrazione Irpef è pari al 50% delle spese sostenute nel 2019 e va ripartita in dieci anni. Il pagamento deve avvenire dopo l’inizio dei lavori. Anche in questo caso c’è un limite di spesa massima su cui poter ottenere le detrazioni fiscali: 10mila euro. Quindi chi spende 12mila euro, sui residui 2mila euro non otterrà il bonus. 

La detrazione è “rinnovabile”: ciò significa che vale anche se è stata già esaurita in passato e quest’anno si procede a ulteriori lavori sull’abitazione, con l’acquisto di nuovi mobili. 

Questo è l’unico caso in cui il pagamento non deve necessariamente avvenire con bonifico parlante: vale anche il bonifico semplice, carta di credito o di debito (bancomat).  

Sistemazione a verde

La legge di bilancio 2019 rinnova il cosiddetto bonus verde o giardini. Le detrazioni fiscali infatti riguardano anche i lavori di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e pozzi; coperture a verde e giardini pensili.

La detrazione Irpef è pari al 36% delle spese sostenute, compresi i costi connessi di progettazione e manutenzione. Riguarda anche le parti comuni condominiali.

La detrazione spetta fino a massimo 5mila euro per unità immobiliare; chi quindi possiede due abitazioni può usufruire due volte del bonus per un totale di 10mila euro di detrazioni, spalmati per metà su ciascun immobile. 

Si può pagare con ogni strumento idoneo «a consentire la tracciabilità delle operazioni»: quindi con bonifico, carta di credito o debito, ma anche assegno

non trasferibile.

Come si fa il bonifico parlante

Quando la legge richiede il bonifico parlante è necessario indicare nella causale del predetto bonifico il proprio codice fiscale, la partita Iva e la specifica causale con riferimento normativo. Per gli interventi di recupero edilizio e le misure antisismiche “qualificate” (detraibili al del 50, 70, 75, 80 o 85%) va indicato l’articolo 16-bis del Dpr 917/1986 (o Tuir); mentre per il risparmio energetico qualificato (detraibile al 50%, 65, 70 o 75%), la norma agevolativa è l’articolo 1, commi da 344 a 347 della legge 296/2006 (o Finanziaria 2007). 

Secondo la direzione regionale delle Entrate del Piemonte (risposta all’interpello n. 901-184/2013, protocollo 2013/41381), è ammesso anche indicare la disposizione che ha regolato il bonus del 36% fino al 31 dicembre 2011 (articolo 1, legge 449/1997) o quella che dal 1° gennaio 2012 ha prorogato a regime l’incentivo (articolo 4, comma 1, lettera c, Dl 201/2011). 

Si ritiene possibile, inoltre, inserire le norme che prorogano annualmente l’ecobonus, l’aumento dal 36% al 50% della detrazione sul recupero edilizio, e che hanno introdotto le misure antisismiche “qualificate”: cioè gli articoli 14 o 16 del Dl 63/2013.


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