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Ascensore: danni e risarcimento

9 Gennaio 2019


Ascensore: danni e risarcimento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Gennaio 2019



Dislivello o ascensore bloccato: se qualcuno si fa male il condominio è responsabile e deve pagare i danni?

Spesso si pensa alla responsabilità del condominio per la caduta di calcinacci dai cornicioni o per la tradizionale tegola dal tetto. Si prendono le misure di sicurezza se c’è un gradino pericolante o una mattonella divelta. E si corre ai ripari quando un buco nel giardino può far cadere un passante distratto. Ma poco spesso si pensa alle conseguenze che può avere un ascensore malfunzionante. Conseguenze che, anche in questo caso, possono portare all’obbligo di risarcire eventuali danni fisici causati da un infortunio. La chiusura improvvisa dell’ascensore (dovuta a una cellula fotoelettrica non in regola), l’insidioso dislivello rispetto al piano d’arrivo, il blocco del sistema per un paio di ore (con all’interno un condomino claustrofobico) sono sempre fonte di responsabilità salvo si riesca a dimostrare che l’evento è avvenuto per un fattore improvviso e imprevedibile (si pensi a un blackout che abbia interessato l’intera città o a) o alla colpa del trasportato (si pensi a sette persone che entrano in un ascensore superando i limiti o a un condomino che utilizzi l’impianto per trasportare dei mobili particolarmente pesanti).

A dimostrazione di quanto il problema sia tutt’altro che isolato si possono prendere in considerazione le numerose sentenze degli ultimi anni che hanno analizzato il problema ascensore, danni e risarcimento. E non è da sottovalutare il fatto che, a detta della giurisprudenza, non si può scaricare la patata bollente sulla ditta di manutenzione che non ha fatto a dovere il proprio lavoro: il diretto responsabile nei confronti dell’infortunato resta sempre il condominio.

A rischiare di dover risarcire il danno – danno che, a volte, può essere di diverse migliaia di euro – sono ovviamente le casse condominiali che, a loro volta, sono costituite dai contributi versati dai vari proprietari. E se pagare le quote ordinarie è già una difficoltà per molti proprietari ci si può già immaginare cosa possa succedere quando c’è da mettere mano al portafogli per risarcire la vecchietta che si è rotta una gamba a causa dell’improvviso “sali e scendi” dell’ascensore. Se poi si considera che quasi sempre le richieste di indennizzo finiscono in causa, all’indennizzo in sé si aggiungono anche le spese legali. 

A quel punto, chi ci rimette di più? Chiaramente chi ha sempre pagato le quote. Perché è proprio da queste che è costituito il conto corrente condominiale da cui il creditore – con le buone o con le cattive – attingerà. E se il conto dovesse essere in rosso o con saldo zero, partiranno le azioni legali nei confronti dei singoli condomini, con aggressione dei loro beni personali.

È bene, quindi, spendere tre minuti del proprio tempo per conoscere quali sono le regole in materia di ascensore condominiale, responsabilità e danni, onde mettersi al riparo per tempo da eventuali richieste di risarcimento. 

Qui di seguito analizzeremo alcune delle sentenze più interessanti sulla materia.

Blocco dell’ascensore: chi risarcisce?

Iniziamo dal problema più diffuso: il blocco dell’ascensore. Una sentenza del Tribunale di Larino [1] ha ricordato che il condominio ha una responsabilità oggettiva per tutte le cose sottoposte alla sua custodia, ivi compreso quindi l’ascensore [2]. In via diretta sono quindi responsabili le casse condominiali salvo poi la possibilità di rivalersi nei confronti della ditta di manutenzione se il difetto di funzionamento è dipeso da una non corretta verifica dell’impianto.

Se l’ascensore rimane bloccato il condominio è quindi responsabile. Ma attenzione: per ottenere il risarcimento, il danneggiato ha un onere particolare che non si ferma a dover dimostrare l’evento in sé (il blocco). Poiché infatti il nostro processo civile non ammette cause intentate per il semplice “principio”, il malcapitato può presentare una richiesta di risarcimento solo se riesce a dimostrare di aver subito un danno effettivo. Danno che non può essere desunto dal semplice fatto in sé («Siccome sono rimasto bloccato cinque minuti, mi sono sentito male» oppure «ho perso un appuntamento importante») ma deve essere provato concretamente. 

Si può quindi richiedere il risarcimento del danno fisico (eventuali lesioni che abbiano comportato una invalidità, seppur per pochi giorni), del danno economico (ad esempio, la perdita di chance derivante da un affare sfumato, un biglietto per un viaggio sfumato, ecc.) ed eventualmente del danno morale (in questo caso però il risarcimento è più difficile dovendosi provare la lesione di un diritto costituzionale come il diritto alla salute come nel caso di persona claustrofobica).

La Cassazione [3] ha detto che la colpa del condominio discende automaticamente da legge e non va provata al danneggiato. Sarà quindi il condominio, nel difendersi, a dover dimostrare che il blocco dell’ascensore (o qualsiasi altro tipo di malfunzionamento) è stato dovuto a caso fortuito. Caso fortuito che, come abbiamo anticipato in apertura, può derivare da eventi atmosferici, sbalzi di corrente contro cui non sono possibili misure preventive di sicurezza o lo stesso comportamento del danneggiato (che fa dell’ascensore un uso non consentito). E quando tutto manca, il condominio può chiamare in causa la ditta di manutenzione per essere garantito da questa e scaricare su di lei l’obbligo del pagamento.

Approfondimenti: Se l’ascensore si blocca, chi risarcisce il danno?

C’è un aspetto di cui tenere conto: l’eventuale responsabilità dell’amministratore di condominio che, magari, non ha pagato la ditta di manutenzione lasciando l’impianto scoperto e non a norma. Sull’amministratore poco diligente l’assemblea potrà rivalersi intentandogli, se del caso, un’azione di risarcimento e la revoca immediata dall’incarico. Tenendo presente che, se anche l’amministratore non ha potuto pagare per indisponibilità di denaro nelle casse, aveva l’obbligo di comunicarlo ai condomini. Insomma, il fatto che ci siano morosi non è una giustificazione. 

Dislivello ascensore: chi risarcisce?

Altro tipico problema che si può verificare con l’ascensore è quando questo, per un malfunzionamento, si apre non in linea con il piano creando così un dislivello, un gradino poco visibile. È vero che ognuno di noi non può camminare con gli occhi al cielo e deve prestare un minimo di prudenza quando cammina, sicché tanto più è ampio e percepibile il dislivello, tanto meno è possibile chiedere il risarcimento, ma è anche vero che è proprio dalle piccole insidie che nascono le maggiori problematiche. 

A differenza del blocco dell’ascensore, qui è più facile dimostrare la disattenzione dell’utente anche quando il dislivello è di pochi centimetri, dovendo questi prefigurarsi la possibilità di un arresto non sempre ottimale della macchina. La responsabilità del condominio sussiste solo quando il dislivello non è percepibile e non è segnalata (si pensi anche a un ascensore dove la luce interna è fulminata e non consente di vedere dove si mettono i piedi). Spetta al condominio dimostrare la colpa del danneggiato e che la caduta determinata dal dislivello fra il pavimento della cabina dell’ascensore e quello del piano di arresto è stata causata da un suo comportamento poco attento.

La Cass. [3] ha affermato esservi lesioni colpose riportate da una donna nell’uscire dall’ascensore condominiale, a causa del dislivello tra il piano di calpestio interno all’ascensore e il piano terra ove costei era arrivata: dislivello dovuto a malfunzionamento dell’impianto, ed in specie alla cattiva manutenzione dello stesso.

Il fatto che vi fossero state in precedenza parecchie segnalazioni di guasti dell’impianto, con numerosi interventi e anche con il fermo dell’impianto, fra l’altro anche in relazione a un problema che si verificava alla fermata del piano ove avvenne l’incidente hanno fatto deporre la responsabilità dell’evento.

Come detto sopra, la responsabilità del condominio non viene meno neanche in caso di responsabilità dell’impresa destinata al mantenimento dell’impianto perché l’ascensore è nella sfera di disponibilità e controllo dell’amministratore dello stabile, mantenendo il potere-dovere di controllarne il funzionamento e di intervenire allo scopo di eliminare situazioni di pericolo.

Per approfondimenti ulteriori ti consiglio di leggere Caduta nell’ascensore: chi risponde dei danni?

Chiusura improvvisa delle porte dell’ascensore

Un’ultima ipotesi di responsabilità del condominio è per la chiusura improvvisa delle porte dell’ascensore causata dalla rottura della cellula fotoelettrica. Ma poiché, come anticipato, il danneggiato deve usare sempre un minimo di cautela, il risarcimento del danno può essere scontato nei confronti di una persona anziana, priva dei riflessi e delle forze per evitare di rimanere chiuso. Molto più difficile è pretendere il risarcimento per una persona più giovane e in grado non solo di contrastare la forza delle porte ma anche di evitarle scansandosi per tempo.

note

[1] Trib. Larino, sent. del 7.05.2016.

[2] Art. 2051 cod. civ.

[3] Cass. pen. sent. n. 26581/2016


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