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Cartelle non notificate: ricorso

9 Gennaio 2019


Cartelle non notificate: ricorso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Gennaio 2019



Come fare opposizione contro l’estratto di ruolo dal quale dovesse risultare un debito per cartelle esattoriali mai consegnate al contribuente. 

Se un giorno dovessi accorgerti di avere un debito con l’Agenzia Entrate Riscossione o con la società di riscossione dei tributi locali e dovessi essere certo che nessuna cartella di pagamento, prima di allora, ti è mai stata notificata, come potresti difenderti? Facciamo un paio di esempi per calarci nei panni del povero contribuente alle prese con i tradizionali problemi fiscali. Hai ricevuto un sollecito di pagamento da parte dell’agente della riscossione che si richiama a una precedente cartella esattoriale notificata qualche anno prima. Non ricordando a cosa questa si riferisca e volendoci vedere chiaro, ti fai rilasciare dallo sportello un estratto di ruolo. Lì scopri, a sorpresa, che sulla tua posizione sono riportati una serie di debiti di cui non hai mai avuto notizia: multe, bolli auto e alcune sanzioni tributarie. Di tutto ciò il postino non ti ha mai informato. Ti accorgi infatti che l’indirizzo a cui sono state spediti gli avvisi è quello vecchio dei tuoi genitori, dove ormai non vivi più da diverso tempo. Peraltro alcuni di questi  tributi sono ormai prescritti. Ma su tutto prevale il fatto che nessuna raccomandata ti è mai arrivata. Come fai a tutelarti? Ecco il secondo esempio. Un giorno ti arriva un preavviso di fermo auto per una cartella che, secondo quanto in esso riportato, ti sarebbe stata notificata quattro mesi prima. Anche in questo caso, però, sei all’oscuro di ciò.

Se ti sembrano esempi scolastici o inverosimili, sappi che gran parte dei ricorsi contro l’agente della riscossione attengono proprio a notifiche non andate a buon fine o di cui l’esattore ha perso le prove di ricevimento (gli avvisi di ritorno o la relazione di notifica del messo notificatore) e per le quali quindi non esiste prova. Un’altra buona fetta delle opposizioni attiene invece a debiti ormai caduti in prescrizione. In questo articolo ci soffermeremo sul primo aspetto: ti spiegheremo cioè come fare ricorso contro le cartelle non notificate e come cancellare dall’estratto di ruolo i debiti illegittimi.

Cartelle non notificate: si può fare ricorso?

Contro l’estratto di ruolo – ossia quel documento che ti rilascia lo sportello dell’agente della riscossione o che puoi ricavarti da solo accedendo al relativo sito – non è possibile fare ricorso. Il ricorso va proposto contro gli atti “ufficiali” dell’esattore: cartelle, preavvisi di ipoteca o di fermo, intimazioni di pagamento, ecc. Invece l’estratto di ruolo è un atto a uso interno. Ciò nonostante la Cassazione a Sezioni Unite [2] ha ritenuto possibile opporsi all’estratto di ruolo in un solo caso: quando in esso dovessero risultare delle cartelle di cui il contribuente non ha mai ricevuto la notifica. In buona sostanza, è ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario.

Dunque, per fare ricorso contro le cartelle non notificate devi innanzitutto procurarti prima l’estratto di ruolo (allo sportello dell’esattore o con una stampa dal sito internet) e, in secondo luogo, devi essere sicuro che le cartelle in esso riportate non ti sono mai state consegnate. Ma come raggiungere questa certezza? Metti che il postino ha provato a raggiungerti in un giorno in cui eri in vacanza e l’avviso di ricevimento che era nella cassetta delle lettere è andato confuso con la pubblicità; oppure metti che ti sei trasferito e hai comunicato in ritardo il cambio di residenza; oppure pensa al caso in cui il porta lettere ha consegnato il plico a un familiare convivente o al portiere. In tutti questi casi hai una possibilità per verificare se la notifica che l’agente della riscossione assume averti fatto è andata a buon fine o meno: presentare una istanza di accesso agli atti amministrativi (allo sportello dell’esattore o tramite Pec) con cui chiedi di poter visionare tutti gli atti del procedimento notificatori (ossia le cartoline di ricevimento o le relate di notifica). La risposta deve avvenire entro 30 giorni con la messa a disposizione di tale documentazione in fotocopia. Da lì potrai vedere se davvero il postino si è presentato all’indirizzo sbagliato o se la firma sul registro delle raccomandate è davvero la tua. Fatto ciò, se rilevi che ci sono dei problemi di notifica, per cancellare le cartelle non notificate dalla tua posizione ed essere definitivamente libero dal debito devi presentare ricorso al giudice. Giudice che varia a seconda del tipo di cartella (per le tasse si va in Commissione Tributaria; multe e sanzioni si presentano al giudice di pace; contributi previdenziali o assistenziali rientrano infine nella competenza del tribunale ordinario, sezione lavoro).

Leggi anche Estratto di ruolo cartelle di pagamento: si può contestare?

Entro quanto tempo far ricorso contro le cartelle non notificate? 

Secondo alcune sentenze, dal momento in cui ti viene consegnato l’estratto di ruolo hai 60 giorni di tempo per presentare ricorso [3]. Se fai scadere il termine però nulla toglie che potresti chiedere un secondo estratto.

Un’altra tesi invece ritiene che il ricorso si possa presentare in qualsiasi momento, senza decadenze [4].

Leggi Termini di impugnazione estratto di ruolo.

Ricorso contro cartelle non notificate: come si fa?

Prima di avviare l’impugnazione, con tutto ciò che essa comporta in termini di costi e di tempo, ti consiglio di presentare una istanza in autotutela con cui chiedi all’esattore di sgravare la cartella per omessa notifica. La puoi presentare in carta semplice con raccomandata o con posta elettronica certificata. Purtroppo però la pratica di tutti i giorni insegna che queste istanze rimangono quasi sempre prive di riscontro.

A quel punto non ti resterà che fare ricorso. Se la cartella non supera 50mila euro, nell’atto di ricorso – da notificare all’agente della riscossione – devi inserire una istanza di mediazione tributaria (oggi obbligatoria).

Se non sai cosa scrivere nell’atto di impugnazione ti aiutiamo noi: puoi infatti trovare un facsimile con il modello di ricorso contro cartelle non notificate nel seguente articolo: Modello di ricorso contro cartelle esattoriali.

Altre eccezioni per vincere la causa contro la cartella non notificata 

Non è detto che nell’atto di ricorso tu debba sollevare solo l’eccezione relativa all’omessa notifica. Se, ad esempio, è passato molto tempo dalla presunta notifica, il debito potrebbe comunque essere caduto in prescrizione. Sicché ti converrà sollevare anche tale eccezione di prescrizione. Il vantaggio è che, se anche l’esattore, a sorpresa, dovesse riuscire a dimostrare che hai ricevuto la cartella o che questa ti era stata notificata correttamente e tu non l’hai ritirata alla posta, avrai una seconda chance di vittoria.

La giurisprudenza ha sancito l’obbligo per l’agente della riscossione di conservare la prova dell’avvenuta notifica delle cartelle per tutto il tempo necessario a contrastare eventuali opposizioni del contribuente. Dunque, ben oltre i cinque anni che invece segnano il limite della possibilità, per il contribuente, di poter chiedere la visione di tale documentazione. Così, se dopo cinque anni l’esattore presenta una richiesta di pagamento e il debitore dovesse eccepire il difetto di notifica, l’amministrazione è tenuta a dare la prova contraria con le cartoline della raccomandata o la relazione di notifica. Succede però spesso che tali prove vengano smarrite, sicché il contribuente vincerà il ricorso per assenza di difesa della controparte.

note

[1] Art. 324 cod. civ.

[2] Cass. Sez. Unite, sent. n. 19704/2015

[3] Cass. sent. n. 13584 del 30.05.2017.

[4] Cass. sent. n. 1302 del 19.01.2018.

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