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Illegittima segnalazione in Centrale Rischi: ammissibile il procedimento d’urgenza

4 aprile 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 aprile 2013



I danni derivanti dall’errata comunicazione della Banca alla Centrale Rischi possono essere limitati con un intervento d’urgenza del giudice

 

La Centrale dei Rischi è un sistema informativo attraverso il quale la Banca d’Italia fornisce alle banche un’informativa utile per la valutazione del merito creditizio della clientela, anche al fine di analizzare e gestire il rischio di credito. Si tratta di un importante strumento rivolto a tutelare il risparmio, ma che, se non correttamente utilizzato, può essere causa di gravi danni per gli operatori economici (imprese e persone fisiche). Le informazioni presenti nel sistema, infatti, sono caricate, ogni mese, unilateralmente dalle banche senza coinvolgere direttamente i clienti. Questi ultimi, pertanto, in caso di informazioni erronee sul proprio conto, vedrebbero pregiudicata la possibilità di accedere al credito, con rischi per la sopravvivenza dell’attività stessa.

Già da qualche tempo i giudici, a tutela delle aziende e dei soggetti coinvolti, sono più volte intervenuti dichiarando le gravi responsabilità di banche che avevano fornito alla Centrale Rischi comunicazioni errate sull’utenza. Sono stati previsti risarcimenti a favore dei clienti danneggiati, ricorrendo a un criterio di quantificazione del danno secondo “equità” (ossia in base a quanto, secondo il convincimento del giudice, appare equo e giusto nel caso concreto), attesa la difficoltà d’individuazione di una specifica voce di danno.

La giurisprudenza ha comunque affermato il principio secondo cui il danno non deve essere necessariamente provato dalla parte che agiste, poiché tale danno sussiste di per sé [1] e viene determinato automaticamente dall’errata informazione relativa a un soggetto.

Oltre all’azione di risarcimento del danno, esistono altre azioni giudiziarie per tutelare il proprio diritto ad avere delle informazioni esatte sul proprio merito creditizio.

Il ricorso d’urgenza (“art. 700”)

Recentemente, alcune aule dei tribunali [2] hanno consentito al cliente della banca di agire – per la immediata correzione dei dati in Centrale Richi – con una procedimento speciale, detto “d’urgenza”, emesso in via cautelare dal giudice (eventualmente senza neanche sentire prima la la banca) [3].

In questo modo, l’intervento tempestivo del giudice ha evitato il protrarsi dei danni (la media è di circa tre/quattro mesi per ottenere l’ordinanza).

Nel procedimento “in via d’urgenza” il cliente non può chiedere al giudice anche il risarcimento del danno nei confronti della controparte, per il quale bisogna invece avviare, in un momento successivo (o anche contemporaneamente), un autonomo giudizio (una causa ordinaria).

 

A volte le informazioni inserite nel sistema della Centrale Rischi non sono corrette e/o aggiornate. Per cui, prima di chiedere un finanziamento, è sempre opportuno verificare presso la Banca d’Italia i dati contenuti nella Centrale Rischi.

Per farlo basta collegarsi sul sito della Banca d’Italia e trasmettere la richiesta corredata da tutti i documenti necessari.

note

[1] È in re ipsa.

[2] Ord. Trib. di Verona 18.03.2013; Ord. Trib. di Lecce 08.01.2013.

[3] Art. 700 cod. proc. civ.

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