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Sopralluogo vigili per abuso edilizio

9 Gennaio 2019


Sopralluogo vigili per abuso edilizio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Gennaio 2019



Abuso edilizio: segnalazione anonima ai vigili urbani, come si fa e quali sono le conseguenze.

Il tuo vicino di casa ha iniziato alcuni lavori sulla sua proprietà che, ad occhio e croce, ti sembrano non in linea con i vigenti regolamenti edilizi comunali. Innanzitutto la costruzione è troppo vicina al confine di casa tua. In secondo luogo, le opere, realizzate da un muratore privo di esperienza e senza la supervisione di professionisti, sono prive di alcun accorgimento tecnico. Hai tutto il sospetto che si possa trattare di un abuso edilizio, per cui vuoi informare di ciò le autorità comunali competenti affinché facciano un accesso e possano accertarsi se è tutto in regola. Non sei un esperto del settore e non vuoi neanche rischiare che una errata segnalazione possa inasprire i già non idilliaci rapporti che ci sono tra di voi. Così ti chiedi se sia possibile una segnalazione anonima al Comune e se, a seguito di questa, ci sarà un sopralluogo dei vigili per l’abuso.

Di tanto parleremo qui di seguito tenendo conto di una recente sentenza del Tar Lazio [1] che si è occupata di un caso molto simile al tuo. Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono le conseguenze di una denuncia anonima per abuso edilizio (cliccando sulla parola puoi scaricare anche il facsimile).

Si può inviare una denuncia anonima contro un abuso edilizio?

Se presenti un esposto ai Carabinieri, alla Procura della Repubblica o presso l’ufficio tecnico del Comune e ti firmi, l’interessato che sarà raggiunto dal sopralluogo dei vigili ed a cui sarà contestata la costruzione abusiva potrà accedere agli atti e conoscere il tuo nome. Non c’è dunque alcuna tutela della riservatezza visto che le informazioni che tu hai fornito vengono trasfuse in un atto della pubblica amministrazione (e quindi pubblico) il quale è sempre soggetto alla massima trasparenza massima, come Costituzione impone.

Dall’altro lato però la nostra legge non prevede la possibilità di presentare denunce anonime per segnalare reati commessi da terzi. Ogni denuncia (e a maggior ragione la querela) deve contenere il nome e il cognome di chi agisce. Di fatto, però, tanto le segnalazioni quanto le denunce arrivano spesso senza alcuna firma. La conseguenza è che l’amministrazione, dinanzi a uno di questi atti, non è tenuta a muoversi e ad accertare l’illecito. Tuttavia, ciò non toglie che, nei suoi poteri di indagine, ugualmente possa muoversi e agire per propria stessa iniziativa. Tant’è che gli abusi edilizi sono reati di interesse pubblico, che quindi non richiedono la segnalazione del privato.

Detto ciò, è ben possibile che la denuncia anonima faccia scattare la sanzione per l’abuso. Sanzione che è valida anche se a segnalare l’irregolarità è una lettera non firmata dal suo autore e spedita ai vigili urbani. L’ha scritta un vicino infastidito o soltanto invidioso? Chissà. Questo non importa. Certo è che la denuncia proveniente dallo sconosciuto risulta comunque utilizzabile: rappresenta soltanto un sollecito all’accertamento. E da questa, quindi, ben può aver luogo un sopralluogo della polizia municipale (vedremo a breve in che modo). La validità dell’accertamento è riconosciuta per analogia in base alle regole applicabili nel procedimento penale.

La denuncia non firmata non può giustificare l’avvio di intercettazioni telefoniche, perquisizioni e sequestri, accessi in casa dell’indagato: per tali atti tipici di indagine è invece necessaria l’esistenza di indizi di colpevolezza. Invece, in caso di esposto anonimo l’attività compiuta da pm e polizia giudiziaria resta atipica, ma può servire ugualmente agli investigatori per cercare elementi utili a individuare la notizia di reato. Insomma è solo un atto che serve a stimolare l’avvio informale delle indagini.

Altrettanto vale per i vigili urbani che hanno compiuto l’accertamento sulla base della “soffiata”.

A chi inviare la denuncia per abuso edilizio?

La lettera anonima può essere inviata tanto alla polizia municipale, tanto ai carabinieri (in presenza di reato), tanto all’ufficio tecnico del Comune. È del resto il responsabile di quest’ultimo ufficio che ordina il sopralluogo e redige il verbale definitivo con cui accerta la commissione dell’abuso edilizio.

Di solito, prima di effettuare il sopralluogo, la polizia municipale si reca al Comune per estrarre copia di tutta la documentazione presentata dal proprietario dell’immobile al momento dell’avvio delle opere edili. È chiaro che, se non dovesse esservi alcun progetto o richiesta di autorizzazione, si è inequivocabilmente di fronte a un abuso bell’e buono; non servirebbero altre prove. In altri casi, invece, è necessario il confronto di un tecnico che verifichi se le opere realizzate dal proprietario sono davvero conformi con quelle “denunciate” al Come con la Scia, la richiesta di permesso a costruire o qualsiasi altro documento.

Che succede durante il sopralluogo della polizia municipale?

Al sopralluogo la polizia può presentarsi da sola o anche con l’ausilio di un incaricato dell’ufficio tecnico. Quest’ultimo viene infatti accompagnato dal vigile urbano sia come testimone, che come “forza pubblica”, nel caso il presunto abusivista, faccia resistenza all’ispezione.Viene redatto un verbale che passa poi all’ufficio tecnico del Comune per gli opportuni accertamenti definitivi e per l’invio della contestazione al responsabile dell’abuso edilizio. Nello stesso tempo, la constatazione viene spedita anche alla Procura della Repubblica per l’avvio del procedimento penale (se ne ricorrono i presupposti).

note

[1] Tar Lazio, sent. n. 10268/18.


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