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Cartelle: differenza tra rottamazione e saldo e stralcio

10 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Gennaio 2019



Come gestire il debito con l’Agenzia delle Entrate Riscossione: aderire alla rottamazione o al saldo e stralcio?

Hai una o più cartelle esattoriali per debiti di vario tipo (multe, tasse, contributi ecc.) e, viste le recenti novità normative, vorresti sapere qual è la strada migliore per ridurre il più possibile l’importo da pagare. Effettivamente è stata fatta una grande confusione, anche a livello mediatico, tra vari istituti: definizione agevolata (rottamazione), stralcio delle mini cartelle, saldo e stralcio. Tutti i predetti strumenti hanno come finalità quella di ridurre il debito affidato all’agente della riscossione e consentire ai contribuenti di pagare almeno una parte delle cartelle esattoriali. Ogni strumento prevede, tuttavia, presupposti e benefici diversi.

Al momento lasciamo da parte la misura dello stralcio delle “mini cartelle”: si tratta, infatti, dell’annullamento automatico delle cartelle dal 2000 al 2010 inferiori a mille euro. Tali cartelle sono già state annullate, senza necessità di domanda, entro il 31 dicembre 2018, ragion per cui non sono più comprese nei ruoli a carico dei contribuenti. Esaminiamo direttamente la differenza tra rottamazione ter e saldo e stralcio.

Rottamazione ter: cos’è e come funziona

Grazie alla “terza edizione” della definizione agevolata, è possibile rottamare i carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

Se il ruolo non è stato ancora affidato all’agente della riscossione o è stato affidato nel 2018, non è possibile procedere con la rottamazione.

Beneficio: aderendo alla rottamazione, si paga l’importo residuo del debito, senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si dovranno pagare gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019 oppure fino ad un massimo di 18 rate consecutive in 5 anni, con le seguenti scadenze:

  • le prime due rate entro il 31 luglio 2019 e il 30 novembre 2019
  • le restanti 16 rate, entro il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno fino al 2023. La prima e la seconda rata sono pari al 10% del dovuto; le restanti rate invece sono di pari importo.

Quali cartelle si possono rottamare?

Possono essere rottamate tutte le cartelle esattoriali, a prescindere dall’importo e dal tipo di credito, purchè si tratti di ruoli affidati all’Agente della Riscossione dal 2000 al 2017.

Sono, tuttavia, esclusi dalla rottamazione i seguenti crediti:

  • recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea;
  • crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Chi può rottamare le cartelle

Tutti possono rottamare le cartelle esattoriali, sia persone fisiche che giuridiche, a prescindere dal reddito.

Possono aderire alla rottamazione anche coloro che avevano già aderito:

  • alla prima rottamazione e sono decaduti per non aver versato tempestivamente ed integralmente le rate del piano di definizione;
  • alla rottamazione-bis nel solo caso in cui siano state saldate, entro il 7 dicembre 2018, tutte le rate in scadute nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018.

Saldo e stralcio cartelle: cos’è e come funziona

Il saldo e stralcio delle cartelle consente di pagare solo una percentuale della sorte capitale, decurtando sanzioni e interessi. La percentuale da pagare cambia in base al reddito risultante dall’Isee del nucleo familiare. Essa corrisponde al:

  • 16% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo per chi ha l’Isee fino a 8.500 euro;
  • 20% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo per chi ha l’Isee da 8.500,01 a 12.500 euro;
  • 35% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo per chi ha l’Isee da 12.500,01 a 20.000 euro.

L’importo “stralciato” può essere pagato:

  • in unica soluzione con scadenza il 30 novembre 2019;
  • in massimo 5 rate consecutive scadenti il 30 novembre 2019 (35% del dovuto), il 31 marzo 2020 (20%), il 31 luglio 2020 (15%), il 31 marzo 2021 (15%) e il 31 luglio 2021 (15%).

Quali cartelle si possono stralciare

Si possono stralciare esclusivamente le cartelle aventi ad oggetto:

  • imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni. Si tratta dei debiti per omesso versamento Irpef e Iva a seguito di autoliquidazione e controllo automatico della dichiarazione dei redditi.
  • contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Chi può stralciare le cartelle

Il saldo e stralcio può essere richiesto solo dalle persone fisiche (sono quindi escluse le società, le associazioni, gli enti ecc.) che si trovino in una grave e comprovata difficoltà economica e cioè:

  • che abbiano un Isee inferiore a 20mila euro;
  • che abbiano avviato la procedura di liquidazione del patrimonio (sovraindebitamento), a prescindere dal valore dell’Isee. In tale ipotesi l’importo da pagare a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione è pari al 10% di quello dovuto.

Differenza tra rottamazione e saldo e stralcio

Come si può notare, le differenze tra rottamazione e saldo e stralcio sono le seguenti:

Beneficio: con la rottamazione si decurtano interessi e sanzioni e si paga l’integrale importo originario della cartella (oltre aggio e diritti di notifica); con il saldo e stralcio si decurtano sanzioni e interessi e si paga solo una percentuale (16%, 20% e 35%) dell’importo originario, in base all’Isee.

Tipologie di cartelle: con la rottamazione si possono definire quasi tutte le tipologie di credito (multe, tasse, contributi ecc.); con il saldo e stralcio si possono definire esclusivamente Irpef e Iva (soltanto se dovuti a seguito di presentazione della dichiarazione dei redditi) e contributi previdenziali di casse e private e lavoratori autonomi Inps, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Tipologie di beneficiari: la rottamazione può essere definita da qualunque contribuente (persona fisica o società), a prescindere dal reddito; il saldo e stralcio è a beneficio esclusivamente delle persone fisiche in grave difficoltà economica (con Isee inferiore a 20mila euro oppure che abbiano aperto la procedura di liquidazione del patrimonio).

Ovviamente, chi ha i requisiti per accedere al saldo e stralcio, ha il vantaggio di ridurre ulteriormente il debito rispetto alla rottamazione, tenendo conto tuttavia del fatto che, mentre con il saldo e stralcio le rate possibili sono solo 5, con la rottamazione sono fino a 18.


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7 Commenti

  1. Buongiorno Avvocato,
    nel Suo articolo, al capitolo 5 – “Quali cartelle si possono stralciare” leggo:
    “imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.”
    Il comma 184 della legge n. 145/2018 tuttavia non riporta la dicitura “con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.” Posso avere delucidazioni riguardo questa difformità?
    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

  2. La ringrazio per la segnalazione. Tuttavia, nonostante la legge preveda l’esclusione suddetta solo per i crediti previdenziali, nel comunicato diffuso dall’Agenzia delle Entrate Riscossione e pubblicato sul sito web si legge:
    “ll provvedimento riguarda i debiti intestati a persone fisiche, risultanti dai singoli carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 derivanti dall’omesso versamento:
    – di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività previste dall’articolo 36-bis del D.P.R. 600/1973 e dall’articolo 54-bis del D.P.R. 633/1972, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento;
    – dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento”.

    Tra le due “interpretazioni” è sicuramente da prediligere quella letterale del dato legislativo.

  3. Come sempre, molto precisi e con un linguaggio non particolarmente tecnico e quindi più accessibile a chi non ha competenze.
    Grazie

  4. Buongiorno vorrei sapere se sono inclusi anche gli accertamenti per caso di “antiriciclaggio”

  5. Buongiorno Avvocato.
    Quello non capisco perchè fa fede lSEE famigliare. Mi spiego meglio..Io ormai da 8 anni il mio reddito è Zero, ma essendo residente con mio Fratello che un minimo ISEE di 18.000 euro, io pur essendo ad oggi nullatenente, per risanare i miei debiti, la mia aliquota è del 35×100. Non si possono scindere i redditi.Grazie

  6. Salve, ma quindi per i titolari di ditta individuale, anche se cancellata dal registro delle imprese, non cambia nulla rispetto al passato, cioé non c’è alcuna possibilità di saldo e stralcio, salvo il caso in cui lo stralcio venga richiesto nell’ambito delle procedure concorsuali, come per le società. La mia considerazione è corretta? Cioé è vero che anche dopo la riforma, l’imprenditore individuale non può stralciare i propri debiti verso l’erario al di fuori delle procedure concorsuali?

  7. Salve, vorrei sapere se la presentazione della domanda di saldo e stralcio sospende un pignoramento presso terzi in corso. Nelle varie faq reperite ho inteso che l’adesione alla rottamazione sospende il pignoramento ma non ho trovato riferimenti al saldo e stralcio. Grazie

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