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Cos’è l’avviso di conclusione delle indagini?

24 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Gennaio 2019



L’avviso di conclusione delle indagini: in cosa consiste, quando è emesso e a chi viene notificato.

Un anno fa hai partecipato ad una rissa (o ti sei reso colpevole di un reato di qualsiasi tipo, come il furto di un oggetto o la semplice lesione involontaria, causata da un incidente stradale) e solo oggi hai scoperto che era in corso un’indagine nei tuoi confronti? Ti è stato recapitato un avviso di conclusione delle indagini e ti chiedi cosa comporta e cosa devi fare? In questo articolo cercheremo di fornire una risposta esaustiva alla tua domanda. Innanzitutto, devi sapere che l’avviso della conclusione delle indagini preliminari è lo strumento attraverso il quale l’indagato (cioè colui nei cui confronti è in corso un’indagine) viene informato del fatto che esiste un procedimento penale a suo carico, che le indagini sono concluse e che può prendere visione di tutti gli elementi raccolti nei suoi confronti (presenti nel fascicolo del pubblico ministero). Le indagini preliminari rappresentano lo strumento attraverso il quale il pubblico ministero che (a seguito di una denuncia o di una querela) è stato informato dell’esistenza di un reato (tecnicamente si definisce notizia di reato) ricerca la prova dei fatti che gli sono stati descritti. Il pubblico ministero, personalmente o (il più delle volte) attraverso la polizia giudiziaria, deve verificare che vi siano i presupposti per iniziare un processo nei confronti di uno o più soggetti determinati ed in relazione ad un unico reato o ad una pluralità di fatti di reato. Egli dirige le indagini e dispone direttamente della polizia giudiziaria che svolge attività anche di propria iniziativa secondo le modalità indicate dalla legge. A seguito di querela, denuncia o referto, la notizia di reato viene iscritta nell’omonimo registro e da quel momento decorre il termine della durata delle indagini (prescritta sempre dalla legge). Gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria, le richieste di autorizzazione di indagine e gli atti del giudice che provvedono su tali richieste sono coperte dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e comunque non oltre la chiusura delle indagini preliminari. L’avviso di conclusione delle indagini, dunque, oltre a comunicare all’indagato la chiusura dell’indagine svolta nei suoi confronti, rompe anche il segreto sugli atti di indagine. Ma andiamo con ordine ed analizziamo con calma le varie fasi.

Le indagini preliminari: cosa sono?

Le indagini preliminari rappresentano l’insieme delle attività compiute dalla pubblica accusa (a seguito della comunicazione di una notizia di reato) per scoprire la verità dei fatti denunciati. Il pubblico ministero e la polizia giudiziaria, dopo aver avuto notizia di un reato di propria iniziativa, o dopo averla ricevuta attraverso una denuncia (una querela o un referto), provvedono a iscrivere la notizia di reato nell’omonimo registro e dall’atto dell’iscrizione iniziano a svolgere le indagini preliminari. In linea generale, la durata delle indagini preliminari non può superare i diciotto mesi, tranne nei casi di delitti più gravi (per esempio di omicidio o di associazione di tipo mafioso anche straniera) per i quali la durata massima è di due anni [1]. Il pubblico ministero può chiedere proroghe del termine per le indagini senza mai superare i limiti suddetti; in caso di assenza di proroghe, il pubblico ministero, entro sei mesi (o un anno in caso di delitti più gravi) dalla data in cui il nome della persona alla quale è attribuito il reato è iscritto nel registro delle notizie di reato [2], richiede il rinvio a giudizio (o l’archiviazione in caso di notizia infondata o di particolare tenuità del fatto reato commesso).

Cos’è l’avviso di conclusione delle indagini preliminari?

È possibile che tu non sappia che qualcuno sta indagando su di te fino a quando non ti viene comunicata la chiusura delle indagini preliminari attraverso l’avviso di conclusione delle indagini. Cos’è l’avviso di conclusione delle indagini [3]? Esso è espressione di una delle garanzie che la legge riserva all’indagato (che sta per diventare imputato) e serve, oltre che a rendergli noto che un pubblico ministero sta per esercitare l’azione penale nei suoi confronti (cioè sta per iniziare un processo), anche (e soprattutto) a permettergli di preparare la propria difesa prima dell’inizio del processo e ad avanzare eventuali richieste al pubblico ministero stesso per indurlo a ripensarci o a modificare l’ipotesi di reato. In sostanza, con l’avviso di conclusione delle indagini scopri per cosa sei stato indagato e quali prove il pubblico ministero ha raccolto contro di te con le sue indagini. L’avviso di conclusione delle indagini contiene, infatti, la spiegazione sommaria del fatto del quale sei accusato, delle norme di legge che avresti violato, della data e del luogo del fatto, con l’avvertimento che tu ed il tuo difensore potete consultare (o copiare) la documentazione relativa alle indagini svolte presso la segreteria del pubblico ministero. La notifica (cioè la comunicazione) dell’avviso di conclusione delle indagini ti consente, infatti, di esercitare alcuni diritti espressamente indicati dal codice di procedura penale.

Diritti e facoltà dell’indagato: quali sono?

L’indagato (ed ovviamente il suo difensore) a seguito di notifica dell’avviso di conclusione delle indagini ha il diritto, entro il termine di venti giorni dalla notifica dell’avviso, di:

  • prendere visione ed estrarre copia di tutti gli atti del fascicolo del pubblico ministero;
  • presentare memorie;
  • produrre documenti;
  • depositare gli esiti delle indagini difensive;
  • chiedere al pubblico ministero di svolgere ulteriori atti di indagine;
  • presentarsi per rilasciare dichiarazioni;
  • o, infine, chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio (l’indagato che chiede di essere sottoposto ad interrogatorio deve essere sentito dal pubblico ministero, o da un suo delegato, a pena di nullità di tutti gli atti successivi).

Esercitando i tuoi diritti, potrai raccontare al pubblico ministero (che ha svolto le indagini nei tuoi confronti) la tua versione dei fatti e, eventualmente, fargli cambiare opinione e convincerlo a chiedere l’archiviazione del procedimento penale.

note

[1] Art. 407 cod. proc. pen.

[2] Art. 405 cod. proc. pen.

[3] Art. 415 bis cod. proc. pen.


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