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Calcolo aumento assicurazione dopo sinistro

24 Gennaio 2019 | Autore: Teresa Rullo
Calcolo aumento assicurazione dopo sinistro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Gennaio 2019



Se provochi un incidente stradale la compagnia di assicurazione risarcisce i danni, ma la polizza aumenta e la classe di merito peggiora.

Dopo un incidente stradale può essere più conveniente risarcire i danni di tasca propria piuttosto che affidarsi alla compagnia con cui si è assicurati per la RC auto. Nel caso in cui si scelga di far intervenire l’assicurazione, bisogna sapere che la polizza subirà un aumento e anche la classe di merito verrà modificata. Peggio ancora se nell’arco dello stesso anno l’automobilista ha commesso più incidenti stradali. Per capire quanto si dovrà pagare di più, oltre che rivolgersi all’agenzia di riferimento si può provare a fare il calcolo aumento assicurazione dopo sinistro. In questo articolo cercheremo di capire proprio questo: in che modo si calcola l’aumento della polizza e a quale classe di merito si viene assegnati secondo il meccanismo bonus/malus. Senza dubbio, più bassa è la classe di merito di appartenenza, minore sarà l’aumento del premio assicurativo al momento del rinnovo.

Cosa sono le classi di merito?

La classe di merito è un valore che viene utilizzato dalle compagnie di assicurazione per misurare l’affidabilità dell’automobilista, a seconda del numero di incidenti commessi. Si può immaginare che ciascuna classe di merito rappresenti un punteggio del cliente in base al numero di incidenti commessi. I clienti che si trovano nella prima sono i più virtuosi, mentre quelli che si trovano nella diciottesima sono quelli che commettono più incidenti.

Le classi di merito sono in tutto 18 e sono uguali per tutte le compagnie. La migliore è la prima e sempre meno lo saranno le altre a salire di numero. Infatti, più bassa sarà la classe di merito, minore sarà il costo della polizza.

Quando una persona stipula una polizza RC auto per la prima volta, gli viene assegnata la classe di merito quattordici, a meno che l’automobilista decida di avvalersi dei benefici introdotti dal Decreto Bersani [1]. Secondo questa legge, quando si acquista un’automobile, per la stipulazione della polizza RC auto ci si può avvalere della classe di merito di un altro componente dello stesso nucleo familiare. Questo è un modo importante di risparmiare sull’assicurazione quando si acquista per la prima volta una macchina o anche un motoveicolo.

Quindi, se una ragazza acquista la sua prima automobile potrà avvalersi, ad esempio, della classe di merito del padre. Poniamo che il padre abbia la terza classe di merito, secondo la legge appena citata, anche la figlia potrà avere la stessa classe piuttosto che partire dalla numero 14.

In caso di incidente cosa succede alla classe di merito di appartenenza?

Quando si commette un incidente stradale, se viene richiesto l’intervento dell’assicurazione, ci sarà la perdita della classe di merito di appartenenza con un conseguente aumento del premio assicurativo pagato. In particolare, se una persona che ha la classe di merito 5 commette un incidente, passerà nella classe 7 con il conseguente aumento del costo della polizza. Questo declassamento viene definito malus.

Se, invece, in un anno una persona con classe 5 non commette alcun sinistro, l’anno successivo gli verrà attribuita la classe 4 usufruendo quindi del cosiddetto bonus.

In generale, quindi, si può dire che se nell’anno non si commettono incidenti si guadagna una classe di merito mentre, se si provoca un incidente si perdono ben due classi.

Peggio ancora quando nello stesso anno l’automobilista commette più incidenti. In questo caso, infatti, si possono perdere molte classi di merito. Per capire di quante classi di merito si retrocede, bisogna fare una semplice operazione matematica. La formula da applicare è X3-1 dove X è il numero di incidenti commessi in un anno. Quindi, se ad esempio, una persona provoca 4 incidenti in un anno l’operazione matematica sarà: (4×3) – 1 che è uguale a 12-1 e quindi a 11. Ciò significa che quella persona perderà ben 11 classi di merito e se si trovava nella quinta, a seguito dei quattro incidenti commessi in un anno, si vedrà assegnare la classe 16.

Va detto, però, che il malus (cioè la perita di 2 classi di merito in caso di incidente) scatta solo quando la responsabilità dell’automobilista è superiore al 50%. Nel caso in cui si verifichi un concorso di colpa, l’automobilista non perderà mai la classe di merito di appartenenza.

Se c’è concorso di colpa, infatti, l’automobilista subirà solo l’aumento dell’assicurazione e non gli verrà modificata la classe di merito.

Bisogna evidenziare, inoltre, che la responsabilità viene anche cumulata: ciò significa che si sommano tutti gli incidenti commessi negli ultimi cinque anni dall’automobilista e se la somma supera il 50% si applica il malus.

Appare opportuno evidenziare che l’aumento della polizza e la perdita di classe di merito si verificano solo quando l’automobilista abbia causato l’incidente e non se questo è stato provocato da altri.

A quale classe di merito si viene assegnati se non si commettono incidenti?

L’automobilista prudente e virtuoso viene premiato dalle compagnie di assicurazione. Infatti, nel caso in cui non si commettono incidenti, ogni anno si guadagna una classe di merito più bassa e allo stesso modo il premio assicurativo pagato si riduce. Se una persona con classe di merito 10 per cinque anni consecutivi non commette incidenti, arriverà addirittura nella classe numero 5. Lo scopo del sistema bonus/malus è proprio quello di incentivare la prudenza alla guida e penalizzare gli automobilisti più indisciplinati.

Quanto detto riguarda le disposizioni universali sui contratti di assicurazione che possono sempre essere modificati dall’agente a seconda delle esigenze del proprio cliente.

Alcuni contratti di assicurazione possono, infatti, prevedere il pagamento di un premio superiore per l’inserimento di clausole che escludono l’applicazione del malus in caso di un sinistro durante l’anno. Ad esempio, se una persona con classe 5 stipula questo tipo di contratto, in caso di un solo incidente nell’anno, non perderà la classe di merito di appartenenza se resta con quella compagnia di assicurazione (garanzia bonus protetto). Se, però, quella stessa persona decide di cambiare compagnia, dall’attestato di rischio si evincerà l’esistenza di un incidente e quindi la sua classe di merito sarà retrocessa alla 7.

Ci sono, infatti, delle condizioni che valgono solo all’interno della compagnia e riguardano la singola polizza e non possono essere applicate anche al di fuori. Un esempio è appunto la garanzia bonus protetto che abbiamo appena visto. Le stesse regole del mercato e della concorrenza, talvolta, inducono le compagnie ad avere delle condizioni più accattivanti per attrarre i clienti.

Va ribadito, quindi, che parliamo di classe di merito universale in riferimento ad una classificazione valida per tutte le compagnie di assicurazione. Accanto a questa, ciascuna compagnia al proprio interno può adottare una diversa classificazione degli assicurati e attribuire una classe di merito diversa e più vantaggiosa che, però, non vale all’esterno.

Quindi, se la persona decide di cambiare assicurazione, non può far valere quella classe che gli era stata attribuita dalla precedente compagnia.

Come si calcola l’aumento dell’assicurazione dopo un incidente?

Dopo un incidente stradale, come dicevamo, l’automobilista che lo ha causato può pagare i danni provocati oppure può chiedere l’intervento della sua compagnia di assicurazione. Solitamente, se il danno è di lieve entità, ad esempio, una piccola ammaccatura, conviene pagare direttamente il danneggiato.

Oltre a questa possibilità, però, chi ha provocato l’incidente, sempre quando il danno sia di lieve entità, può anche far intervenire l’assicurazione e, poi, chiedere alla propria compagnia di rimborsare quanto pagato al danneggiato e fare il cosiddetto “riscatto del sinistro”. Solitamente, piuttosto che rimborsare la compagnia, conviene pagare di tasca propria la persona danneggiata.

L’aumento della polizza, a seguito di un incidente, è sempre proporzionato all’entità del danno e, soprattutto, alla classe di merito in cui si arretra. Se il danneggiante si trova nella classe 3 subirà sicuramente un aumento inferiore rispetto a colui che si trovi in classe 14. L’entità dell’aumento dipenderà, inoltre, anche dall’età dell’automobilista.

Le condizioni più sfavorevoli sono sicuramente a carico del neopatentato. Allo stesso modo diverso sarà l’aumento se c’è stato un lieve impatto che ha determinato un’ammaccatura del paraurti piuttosto che uno scontro frontale che oltre a distruggere le automobili ha provocato anche dei feriti gravi.

Per conoscere l’esatto ammontare dell’aumento e l’eventuale aumento delle classi di merito bisognerà rivolgersi alla propria agenzia di assicurazione che terrà conto anche del tipo di polizza stipulata.

In generale, possiamo dire che dopo un incidente la polizza auto subisce un aumento che va dal 30% al 240%. Le variabili che influiscono sull’aumento riguardano appunto l’esperienza dell’automobilista ed il numero di incidenti causati nell’arco dell’anno. Il conducente esperto subirà un aumento della polizza di gran lunga inferiore rispetto a quello neopatentato.

Che succede se dopo un incidente si cambia compagnia assicurativa?

Com’è noto il preventivo della polizza RC auto viene fatto dalla compagnia di assicurazione sulla base dell’attestato di rischio che rappresenta l’affidabilità dell’automobilista.

Dall’attestato, infatti, si evince se il guidatore ha commesso incidenti fino a 60 giorni prima della scadenza della polizza RC auto (cosiddetto periodo di osservazione). Ciò significa che se si provoca un incidente pochi giorni prima della scadenza della polizza, questo non risulterà nell’attestato di rischio. In tali ipotesi, l’automobilista potrà cambiare compagnia di assicurazione e raggirare il declassamento ed il relativo l’aumento dovuti all’incidente.

Ovviamente non sempre accade in quanto oggi le compagnie di assicurazione oltre ad informarsi attraverso l’attestato possono accedere al registro nazionale dei sinistri e prendere i dati relativi alla macchina da assicurare. In tal caso avranno contezza di altri eventuali sinistri commessi prima della scadenza della polizza e a nulla servirà cambiare compagnia.

Nel caso in cui la compagnia chieda una dichiarazione rispetto ad eventuali incidenti commessi e non risultanti dall’attestato, è sempre bene dire la verità per non incorrere in gravi violazioni di legge.


Di Teresa Rullo

note

[1] D. L. Bersani n. 7 del 31.01.2007, convertito in L. n. 40/2007.


3 Commenti

  1. Vorrei solo ricordare all’autrice dell’articolo che la richiesta di quanto pagato dalla Compagnia va richiesto non alla Compagnia stessa (“….chiedere alla propria compagnia di rimborsare quanto pagato al danneggiato e fare il cosiddetto “riscatto del sinistro”…”), che, a quanto mi risulta, non è al corrente dell’entità del risarcimento (cosa strana, ma, a quanto dichiarato dalle Compagnie, vera), ma alla CONSAP. Solo quando arriverà il preventivo per l’annualità successiva, il contraente potrà optare per il rimborso, con le modalità variabili da una Compagnia all’altra, fermo restando, cosa importante, che il rimborso va fatto alla CONSAP e non alla Compagnia. Inoltre, cosa non meno importante, anche in caso di rimborso, il premio aumenterà comunque, pur se si mantiene la stessa classe di merito (solo per inciso, faccio notare che la formula bonus/malus, ormai da anni andrebbe cambiata in solo malus, in quanto i premi, pur scendendo di classe, quando va bene restano gli stessi dell’anno precedente, ma, quasi sempre, aumentano di anno in anno, anche senza l’escamotage delle Compagnie di aumentare ogni anno i massimali (complice il Ministero).

  2. Buona sera, nell’articolo viene indicato che “Appare opportuno evidenziare che l’aumento della polizza e la perdita di classe di merito si verificano solo quando l’automobilista abbia causato l’incidente e non se questo è stato provocato da altri.” Vorrei esporre un caso: con accertamento e verbale della Polizia Municipale risulta che di notte in un centro abitato l’assicurato (A), abbagliato da un veicolo C in senso contrario (C – è sconosciuto perché non subendo danni ha abbandonato la scena dell’incidante), provoca un incidente ai danni del ciclista (B) che procedeva nella stessa direzione di C in senso contrario ad A. Il ciclista B era posizionato fra A ed il veicolo C sconosciuto. Anche in questo caso per A pur pagando i danni a B non viene modificata la classe ed aumentata la polizza, oppure aumentano entrambe?

    1. Quando si circola in bicicletta si rischia due volte: una prima perché, trattandosi di un mezzo leggero, ci sono più possibilità di farsi male in caso di caduta; una seconda perché, qualora dovesse avvenire un incidente o un investimento, le conseguenze legali in caso di colpa del relativo conducente potrebbero essere più gravi. Ti consigliamo di leggere i nostri articoli sull’argomento:
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