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Addetti a lavori usuranti: quale pensione?

13 Gennaio 2019 | Autore:
Addetti a lavori usuranti: quale pensione?

Quali sono le possibilità di uscita dal lavoro per chi è impiegato in mansioni usuranti: pensione di anzianità con le quote, pensione di vecchiaia anticipata, pensione anticipata precoci.

Le possibilità di andare in pensione, per gli addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni, non si limitano alla pensione di anzianità con le quote, che comunque appare una delle migliori agevolazioni nell’uscita dal lavoro: questi lavoratori possono anche pensionarsi con la pensione di vecchiaia anticipata, ossia con un requisito d’età più leggero, e con la pensione anticipata quota 41 per i lavoratori precoci.

Resta ferma, inoltre, la possibilità di beneficiare della pensione anticipata ordinaria e, a partire da aprile 2019, della nuova pensione anticipata con quota 100. Bisogna osservare che la pensione anticipata per gli addetti ai lavori usuranti , nella generalità dei casi, ha dei requisiti più leggeri rispetto a quelli previsti per la quota 100: la quota, difatti, cioè la somma degli anni di età e di contributi, è pari a a 97,6, il requisito di età pari a 61 anni e 7 mesi, e gli anni di contributi richiesti pari a 35. Se, però, a richiedere la pensione agevolata è un lavoratore che possiede anche contributi da lavoro autonomo, la quota ed il requisito di età sono elevati di un anno: ci si può pensionare, quindi, con 62 anni e 7 mesi di età, mentre la quota 100 ne richiede solo 62. I requisiti si inaspriscono ulteriormente per gli addetti ai turni notturni con un numero di notti l’anno inferiore a 78: chi ha prestato servizio tra le 64 e le 71 notti l’anno arriva addirittura  a percepire la pensione con quota 100,6 e 64 anni e 7 mesi di età, se possiede contributi di lavoro autonomo. Per questi lavoratori è dunque più conveniente la quota 100 in assoluto.

Gli addetti a mansioni usuranti e turni notturni possono anche ottenere la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età, se possiedono almeno 30 anni di contributi, e la pensione anticipata con 41 anni di contributi, se lavoratori precoci.

Non bisogna dimenticare, comunque, che nella generalità dei casi non è richiesto il solo svolgimento di un lavoro usurante e notturno, per il diritto ai pensionamenti agevolati, ma anche un minimo di sette anni di attività usurante o notturna negli ultimi dieci anni di attività lavorativa, oppure per almeno metà della vita lavorativa.

Ma procediamo per ordine,  e vediamo, per gli addetti a lavori usuranti, quale pensione è possibile ottenere.

Chi sono gli addetti ai lavori usuranti?

Gli addetti ai lavori usuranti sono coloro che svolgono una delle mansioni, particolarmente logoranti, elencate in un noto decreto del 2011 [1], oppure coloro che prestano servizio in turni notturni per un minimo di giornate l’anno.

Gli addetti ai lavori usuranti non devono essere confusi con gli addetti ai lavori gravosi, ossia coloro che svolgono una delle attività elencate nella normativa che istituisce l’Ape sociale: questi ultimi, difatti, hanno diritto all’anticipo pensionistico a carico dello Stato (l’Ape sociale, appunto), mentre gli addetti ai lavori usuranti hanno diritto alla pensione anticipata con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.

Sia gli addetti ai lavori gravosi che gli addetti ai lavori usuranti e notturni, ad ogni modo, possono accedere ad ulteriori pensionamenti agevolati:  entrambe le categorie, ad esempio, possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, se possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del 19° anno di età, oppure alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi, se possiedono almeno 30 anni di contributi, o alla quota 100.

Per sapere, con esattezza, chi sono i lavoratori che appartengono alle categorie degli addetti ai lavori usuranti, si veda: Elenco lavori usuranti.

Per quanti anni deve essere svolto il lavoro usurante?

Il beneficio della pensione di anzianità spetta:

  • se l’attività usurante è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • se l’attività usurante è stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Il beneficio della pensione di anzianità riconosciuto agli addetti ai lavori usuranti, ad ogni modo, non è strettamente limitato a chi svolge una delle mansioni elencate, ma è esteso alle mansioni particolarmente faticose in base all’orario di lavoro: rientrano nell’agevolazione difatti anche i lavoratori che svolgono turni notturni.

Chi sono gli addetti ai turni notturni?

Rientrano nella categoria di lavoratori aventi diritto alla pensione di anzianità per lo svolgimento di turni di notte:

  • coloro che hanno svolto lavoro notturno per un numero pari o superiore a 78 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti della pensione di anzianità sono aumentati di 1 anno se possiedono contributi di lavoro autonomo);
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno tra le 72 e le 77 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti per la pensione di anzianità sono aumentati di 1 anno, di 2 anni se possiedono contributi di lavoro autonomo);
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno tra le 64 e le 71 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti della pensione di anzianità sono aumentati di 2 anni, di 3 anni se possiedono contributi di lavoro autonomo).

Il beneficio della pensione di anzianità spetta:

  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Il lavoratore, in ogni caso, deve aver prestato servizio per almeno 6 ore in ciascuna notte; in caso contrario, il lavoro notturno viene valorizzato se si raggiungono almeno 3 ore di attività notturna svolte per l’intero anno.

A chi spetta il bonus per turni su 12 ore?

La legge di Bilancio 2018 [2] ha introdotto un bonus per chi svolge lavoro notturno per meno di 78 giorni all’anno ed è impiegato in cicli produttivi del settore industriale su turni di 12 ore (sulla base di accordi collettivi sottoscritti entro il 31 dicembre 2016). In questi casi, i giorni lavorativi effettivamente svolti devono essere moltiplicati per il coefficiente 1,5: questo dovrebbe comportare il perfezionamento dei requisiti pensionistici anticipatamente.

Come funziona la pensione anticipata con le quote per gli addetti ai lavori usuranti?

Gli addetti ai lavori usuranti, come anticipato, possono beneficiare di una particolare tipologia di pensione di anzianità, raggiungibile con una determinata quota minima (la quota è la somma del requisito di età e del requisito di contribuzione posseduti dal lavoratore). Per ottenere la pensione di anzianità, è necessario che il lavoratore maturi i seguenti requisiti, validi sino al 31 dicembre 2026 (non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita):

  • quota pari a 97,6, con:
    • almeno 61 anni e 7 mesi d’età;
    • almeno 35 anni di contributi.

Dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione non è più necessario attendere la cosiddetta finestra, pari a 12 mesi per i dipendenti e a 18 mesi per gli autonomi, perché è stata abolita dalla Legge di bilancio 2017.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, i requisiti sono aumentati di un anno.

Hanno diritto alla pensione d’anzianità anche i lavoratori adibiti a turni notturni, ma le quote sono differenti a seconda del numero di notti lavorate nell’anno.

Come funziona la pensione anticipata con le quote per gli addetti ai turni notturni?

Chi ha lavorato per almeno 78 notti l’anno deve possedere, per accedere alla pensione, i seguenti requisiti, che sono gli stessi validi per tutti gli addetti ai lavori usuranti sino al 31 dicembre 2026 (non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita):

  • quota 97,6, con un minimo di:
  • 61 anni e 7 mesi d’età;
  • 35 anni di contributi.

I requisiti, come già visto in merito agli addetti ai lavori usuranti, sono innalzati di un anno (quota 98,6 e 62 anni e 7 mesi di età) per chi possiede contribuzione mista da lavoro dipendente ed autonomo.

Chi ha lavorato per un numero di notti tra le 72 e le 78 l’anno deve possedere, invece, i seguenti requisiti:

  • quota 98,6, con un minimo di:
  • 62 anni e 7 mesi d’età;
  • 35 anni di contributi.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, la quota è innalzata a 99,6, con un minimo di 63 anni e 7 mesi di età.

Chi ha lavorato per un numero di notti tra le 64 e le 71 l’anno deve possedere i seguenti requisiti:

  • quota 99,6, con un minimo di:
  • 63 anni e 7 mesi d’età;
  • 35 anni di contributi.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, la quota è innalzata a 100,6, con un minimo di 64 anni e 7 mesi di età.

Il lavoratore, in ogni caso, deve aver prestato servizio per almeno 6 ore per ciascuna notte; in caso contrario, il lavoro notturno viene valorizzato se si raggiungono almeno 3 ore di attività notturna svolte per l’intero anno.

Quando si invia la domanda pensione anticipata lavori usuranti e notturni?

Per ottenere la pensione di anzianità per gli addetti ai lavori usuranti e notturni non basta inviare la domanda di pensione, ma bisogna prima inviare una domanda all’Inps di certificazione del possesso dei requisiti.  Questa domanda va inviata entro il 1° maggio dell’ anno precedente a quello in cui si maturano i requisiti agevolati: ad esempio, per chi matura i requisiti nel 2019, la domanda di certificazione deve essere stata inviata entro il 1° maggio 2018.

Se la domanda di certificazione dei requisiti non è stata inviata, l’accesso alla pensione non è precluso ma ritardato: la liquidazione della pensione è difatti posticipata da 1 a 3 mesi, a seconda dei mesi di ritardo.

In particolare, il differimento della decorrenza della pensione è di un mese per ritardo nella presentazione della domanda sino a un mese, di due mesi per ritardo da uno a tre mesi e di tre mesi per ritardi superiori ai tre mesi.

Una volta che l’Inps certifica il possesso dei requisiti legati allo svolgimento di lavori usuranti o di turni notturni, è possibile inviare  la domanda di pensione vera e propria.

Gli adempimenti legati alla presentazione della domanda sono stati recentemente semplificati. Per approfondire: Adempimenti per la domanda di pensione degli addetti ai lavori usuranti.

Pensione di vecchiaia anticipata per gli addetti ai lavori usuranti?

Gli addetti ai lavori usuranti e ai turni notturni possono ottenere la pensione con 66 anni e 7 mesi di età, anziché 67 anni. Devono però aver raggiunto almeno 30 anni di contributi.

Pensione anticipata quota 41 per gli addetti ai lavori usuranti

Gli addetti ai lavori usuranti e ai turni notturni possono ottenere la pensione anticipata con soli 41 anni di contributi, se lavoratori precoci, cioè che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età.

Per saperne di più: Pensione anticipata lavoratori precoci.

Pensione quota 100

La pensione anticipata quota 100 richiede, per pensionarsi, un’età minima di 62 anni, ed una contribuzione minima pari a 38 anni. In buona sostanza, anche se si raggiunge la quota 100, non ci si potrà pensionare se l’età non sarà almeno pari a 62 anni e gli anni di contributi almeno pari a 38.

Per gli addetti ai lavori usuranti e notturni, la quota 100 può presentare dei vantaggi rispetto alla pensione di anzianità con le quote, nei casi in cui l’età richiesta con quest’ultima tipologia di uscita dal lavoro risulta superiore ai 62 anni.

L’uscita con la quota 100 è prevista a partire da aprile 2019, per i lavoratori del settore privato, e da luglio 2019 per i dipendenti pubblici. Per saperne di più: Come funziona la quota 100?

note

[1] D.lgs. 67/2011.

[2] Art.1 Co.170 L. 205/2017.


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