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Causale bonifico regalo

24 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Gennaio 2019



Vuoi fare un regalo col bonifico o un prestito ad un tuo familiare ma non sai come fare ed hai timore di un accertamento del Fisco. Esistono delle regole che puoi usare per stare tranquillo. 

Ti è mai capitato di pensare al bonifico come regalo, cioè all’invio di un dono in denaro tramite un bonifico bancario o postale? Grazie alla home banking, cioè al programma online che permette a ciascun correntista di effettuare anche da casa le operazioni contabili sul proprio conto corrente, fare bonifici è diventato un gioco da ragazzi. In modo semplice e veloce, senza neppure il problema di doversi recare presso la banca di riferimento, il denaro può passare da una persona ad un’altra. Nulla di più comodo, dunque, anche per le donazioni o i prestiti ad amici e familiari. Qualunque sia la motivazione, il bonifico è a portata di mano per fare istantaneamente regali per Natale o per un anniversario o per un compleanno oppure, ancora, per un prestito di denaro. In questa realtà, all’evidenza del tutto lecita, si insinua un problema: cosa accade se il Fisco ha (o crede di avere) motivi per dubitare che quei bonifici nascondino causali illegittime come il pagamento di stipendi in nero o un modo per nascondere del denaro non dichiarato? Esistono delle causali specifiche per questi casi? Come si può evitare che dei banali spostamenti di ‘ricchezza’ in denaro possano diventare sospetti per il Fisco? Come evitare un controllo del Fisco per una tale banalità? Bene, in verità basta usare pochissime precauzioni, tra le quali l’essere i più chiari possibili nell’indicare le motivazioni di quel movimento di denaro, precisando qual è la causale del bonifico soprattutto se è un regalo.

Bonifico, causale e regalo

È assolutamente lecito effettuare bonifici per qualunque causale e con qualunque finalità purché ciò avvenga nel rispetto delle regole fiscali. Ad esempio, risulta difficile non ricevere un accertamento se usi i bonifici per pagare in nero i tuoi dipendenti e per evadere i contributi assistenziali e di previdenza dei lavoratori, pensando di giustificare quello spostamento di denaro sotto le mentite spoglie della causale del “regalo”.

Ora, precisato che non sono le situazioni appena descritte che si intendono prendere in considerazione, e che si muove al di fuori di vicende di illegalità, rimane punto fermo che non è mai di troppo conoscere e seguire delle regole di sana precauzione quando si ha intenzione di fare un prestito ad un parente o ad un amico ed anche quando si vuole fare una donazione di modesto valore od un regalo in denaro col bonifico, anche se si tratta di tuo figlio.

Questo perché è evidente (e si verifica molto spesso) che del denaro che viene bonificato sotto la voce “regalo” possa nascondere un pagamento in nero ad un lavoratore o ad un professionista o possa essere un modo per spostare della liquidità da un conto ad un altro, sempre con la dicitura “regalo” (e ciò accade con maggiore probabilità tra parenti), ma che in verità nasconda del denaro non dichiarato e su cui non sono state pagate le imposte.

Il segreto più banale, anche nell’utilizzo del bonifico, è quello di lasciare tracce che permettano di risalire (in qualunque tempo) e di provare da dove provengono le somme economiche che ci sono state corrisposte o le fonti da cui abbiamo attinto il denaro usato.

Detto in altri termini: è certamente la causale uno di quegli elementi, su cui ciascuno può operare tempestivamente al momento della effettuazione del bonifico, che può tornare di aiuto per provare l’inesistenza di profitti occulti (non dichiarati al Fisco).

Dunque, al fine di evitare “fraintendimenti” con l’Agenzia delle Entrate si possono mettere in atto una serie di accorgimenti, tra cui ai primi posti quello di essere più specifici possibile nel descrivere la causale del bonifico, per come di seguito spiegato.

Ad esempio, se vuoi fare un regalo a tua sorella o a tuo padre, avrai cura di scrivere nella causale “regalo”. Se intendi fare una donazione a tuo figlio, scriverai “donazione a mio figlio”, indicando dopo il nome (ricordando che negli effetti donazione e regalo sono uguali, perché si ha sempre qualcuno che si priva gratuitamente di qualcosa in favore di un altro soggetto). Se acconsenti a fare un prestito a tuo fratello, avrai cura di scrivere “prestito infruttifero a mio fratello”, indicandone poi il nome. Vediamo un po’ più da vicino queste due causali ed i consigli per evitare problemi.

Bonifico per un prestito

A proposito del caso del prestito, è importante ricordare e precisare nella causale anche la natura infruttifera del prestito, cioè non produttiva di interessi. Si usa la espressione prestito infruttifero quando ti deve essere restituita la stessa somma prestata e non altra maggiore per eventuali interessi maturati. Questa specificazione si rende necessaria perché, in assenza del termine infruttifero, la Agenzia delle Entrate potrebbe dubitare che tu nei vari anni abbia omesso di dichiarare di aver ricevuto gli interessi sull’importo prestato.

Un’altra accortezza, sempre in materia di prestiti di denaro con bonifici ed al fine di tentare di tutelarsi sotto tutti i punti di vista, consiste nel redigere e sottoscrivere una scrittura privata che formalizzi l’esistenza del prestito improduttivo di interessi.

Sarà importante, trattandosi di una scrittura non redatta da un notaio, che la data sia certa, cioè che sia certificato in qualche modo che la data di sottoscrizione del prestito sia quella indicata nell’atto. Caratteristica che si può avere, ad esempio, mediante lo scambio tra le parti di poste elettroniche certificate contenenti la scrittura in parola, ricordando che le pec (posta elettronica certificata) sono quelle email che garantiscono l’identità del mittente, la data ed il contenuto.

Questa regola vale sia nel caso e nel momento in cui “colui che presta” effettua il bonifico che concretizza il prestito, sia nella ipotesi e nel momento in cui “colui che ha ricevuto il prestito” effettua un bonifico per restituirlo. Quindi, anche in questo caso si avrà cura di usare nella causale una dicitura del tipo: “restituzione del prestito infruttifero” magari precisando la data della scrittura privata e specificando sempre lo scopo, ad esempio: “restituzione del prestito infruttifero per il pagamento del debito con” oppure “per l’acquisto del camion” ecc.

Bonifico per un regalo

Invece, per quel che riguarda le donazioni mediante bonifico (ed una scrittura privata) occorre ricordare che è possibile effettuarle senza la necessità di dover contattare il notaio solo se gli importi da donare non sono rilevanti, in relazione alle condizioni economiche di colui che effettua il versamento.

Ovviamente, una uguale donazione di tot euro può risultare rilevante per una persona ed invece di piccolo valore per qualcun’altra, che magari gode di standard economici più elevati. Per tali motivi per stabilire se una somma di denaro possa considerarsi di modico valore così come vuole la legge, vale a dire di non eccessivo valore, si deve prendere in considerazione la condizione economica della persona che l’ha trasferita come donazione.

Ad esempio, il bonifico effettuato dal padre al figlio per il suo quarto compleanno del totale di euro 2.000,00 potrebbe risultare non solo oggettivamente di elevato valore (sproporzionato rispetto anche allo scopo), ma addirittura sospetto se chi lo ha effettuato risulta disoccupato da anni oppure impiegato in un umilissimo lavoro.

Non così, ad esempio, nel caso in cui la medesima somma venisse regalata da un funzionario di una importante società al figlio: stanti gli elevati standard economici di quella famiglia, quella somma donata risulterebbe normale.

Se, invece, mediante bonifico (e semplice scrittura privata) si effettua una donazione, non solo con un’unica operazione ma anche mediante più operazioni, non modesta, si rischia che la stessa possa essere impugnata, ad esempio, da un erede o da un creditore o da un parente e, quindi, posta nel nulla. Questo perché è la legge stessa a stabilire che se le donazioni non riguardano beni di modesto valore, devono essere rappresentate in un atto pubblico, cioè redatto da un notaio ed alla presenza di due testimoni.

Donazioni dall’estero

In verità il Fisco tende a non dare molta fiducia quando il bonifico, a titolo di regalo, arriva dall’estero. In questo caso, uno dei consigli, è quello di far transitare la somma, ove possibile, dal conto estero a quello italiano del medesimo soggetto che ha intenzione di fare il regalo per poi poter procedere al bonifico tra conti nazionali, in favore del beneficiante.

Bonifico e scopo

Fino ad ora abbiamo parlato della causale, vale a dire “a che titolo” si trasferiscono delle somme di denaro: ad esempio, a titolo di donazione oppure di prestito infruttifero. E non dobbiamo confonderla con lo scopo che, invece, rappresenta il motivo per il quale quella somma di denaro viene data in prestito o in regalo. Nella causale del bonifico, si dovrebbe precisare anche questo aspetto.

Ad esempio, si può fare un regalo per motivi legati ad un compleanno o ad un onomastico o ad un anniversario di matrimonio o alla necessità di aiutare la persona beneficiaria ad acquistare qualcosa.

In concreto, quelle che seguono sono degli esempi di causali più complete: “regalo di compleanno per Michelle”, “regalo a mia figlia Samantha per il suo matrimonio“, “regalo a mio figlio Silvio Michele per l’acquisto dell’auto”. O ancora: “prestito infruttifero a mio fratello per l’acquisto della casa”, “prestito a mio cognato per il pagamento del debito”, più le relative specifiche (come il nome del creditore o l’importo del debito ecc.).

Causale di un regalo od un prestito con bonifico

In sintesi, dunque, ecco quelli che sono i consigli più saggi per scrivere una causale di bonifico:

  • scrivere a che titolo si effettua il bonifico, vale a dire regalo, prestito ecc.;
  • precisare il rapporto di parentela che si ha con il beneficiario della somma di denaro data in prestito o regalata o rimborsata;
  • scrivere lo scopo del regalo o del prestito, come anniversari vari, matrimonio, laurea, nascita di un figlio ecc.;
  • non fare riferimenti a sensi di gratitudine o simili, ad esempio “ringraziamento per Tizio”, “con gratitudine” ecc. perché potrebbe far pensare al Fisco che il ringraziamento economico mascheri la retribuzione per una opera lavorativa.

Bonifico sospetto per il Fisco

Per comprendere le motivazioni che ci portano ad usare queste accortezze quando ci sono spostamenti di denaro mediante bonifico da una persona ad un’altra, basta pensare che solo un paio di anni fa la Corte di Cassazione ha precisato che anche i movimenti bancari in favore dei familiari possono rappresentare indizi sospetti, tanto da considerarsi sufficienti affinché il creditore possa ottenere il sequestro del conto.

In altri termini: se i bonifici riguardano regali o prestiti anche a familiari, ma il Fisco ha argomenti tali da poter dubitare della veridicità della natura di regalo di quello spostamento di denaro, questi potrà chiedere il sequestro preventivo del conto corrente: vale a dire, il blocco del conto e la impossibilità per il titolare di effettuare qualunque operazione contabile. Almeno fino a quando i fatti contestati dal Fisco saranno accertati come veri, o meno, da un giudice.

Vi è da dire che il caso, che nello specifico è stato trattato dei giudici della Corte di Cassazione, riguardava un imprenditore sui cui conti correnti erano stati individuati numerosi prelievi e versamenti, mediante bonifici, tra cui donazioni al figlio, per un ammontare considerevole. In questa vicenda, il Fisco è riuscito ad ottenere il sequestro del conto corrente (quindi, blocco e conservazione dello stesso) con tanto di ‘benedizione’ dal giudice dei giudici (la Cassazione).


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