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Lavori gravosi: quale pensione?

8 Aprile 2019 | Autore:

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Quali sono le tipologie di pensione che possono ottenere gli addetti a mansioni faticose e pesanti: Ape social, quota 41, vecchiaia anticipata.

Le possibilità di andare in pensione, per gli addetti ai lavori gravosi, non si limitano all’anticipo pensionistico a carico dello Stato, o Ape sociale, che è stato prorogato a tutto il 2019 ed appare una delle migliori agevolazioni nell’uscita dal lavoro: questi lavoratori possono anche ottenere la pensione di vecchiaia anticipata, ossia con un requisito d’età più leggero, e la pensione anticipata quota 41 per i lavoratori precoci. Resta ferma, inoltre, la possibilità di beneficiare della pensione anticipata ordinaria e, a partire da aprile 2019, della nuova pensione anticipata con quota 100. Bisogna osservare che l’Ape sociale per gli addetti ai lavori gravosi , nella generalità dei casi, ha dei requisiti più leggeri rispetto a quelli previsti per la quota 100: l’Ape sociale, difatti, richiede 36 anni di contributi, che possono scendere sino a 33 per le donne con un figlio, e a 34 per le donne con almeno 2 figli; la quota 100, invece, richiede un minimo di 38 anni di contributi. Tuttavia, la quota 100 non richiede, a differenza dell’Ape sociale, il requisito dello svolgimento delle mansioni gravose per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni, o per 7 anni nell’ultimo decennio: la convenienza riguardo alla tipologia di pensione, dunque, deve essere valutata caso per caso.

Gli addetti ai lavori gravosi possono anche ottenere la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età, se possiedono almeno 30 anni di contributi, e la pensione anticipata con 41 anni di contributi, se lavoratori precoci. Ma procediamo per ordine,  e vediamo, per gli addetti a lavori gravosi, quale pensione è possibile ottenere.

Elenco addetti ai lavori gravosi

Gli addetti ai lavori gravosi sono coloro che svolgono un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento, conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti di scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali, nei servizi di alloggio e nelle navi;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Inizialmente, il decreto attuativo sull’Ape sociale prevedeva che per questi lavoratori, per aver diritto alle agevolazioni pensionistiche, vi fosse il vincolo di una tariffa Inail pari almeno al 17 per mille; questo vincolo è stato abolito dalla legge di Bilancio 2018.

Nuovo elenco addetti ai lavori gravosi

All’elenco appena esposto si sono aggiunti, dal 2018, nuovi lavori gravosi:

  • operai agricoli specializzati: si tratta di coloro che pianificano ed eseguono tutte le operazioni necessarie a coltivare prodotti agricoli destinati al consumo alimentare e non, rendendo produttive colture in pieno campo, coltivazioni legnose, vivai, serre ed orti stabili;
  • operai specializzati della zootecnica: si tratta di coloro che si occupano della cura, della alimentazione e della custodia di animali da allevamento, per produrre carne o altri prodotti destinati al consumo alimentare, o alla trasformazione e produzione industriale
  • operai agricoli non specializzati: si tratta di coloro che curano e mettono a produzione in modo non specialistico o univoco una o più tipologie di coltura e di allevamento;
  • operai non qualificati nell’agricoltura e nella manutenzione del verde;
  • operai non qualificati addetti alle foreste, alla cura degli animali, alla pesca e alla caccia;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • siderurgici di prima e seconda fusione: fonditori, operatori di altoforno, convertitori e di forni di raffinazione, operatori di forni di seconda fusione, colatori di metalli e leghe e operatori di laminatoi, operatori di impianti per il trattamento termico dei metalli, conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro (lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi tra i lavori usuranti), della ceramica e di materiali assimilati;
  • marittimi imbarcati a bordo: marinai di coperta e operai assimilati (coloro che conducono macchine e motori navali, barche e battelli, o che supportano le operazioni di trasporto marittimo);
  • personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

Vediamo ora come funzionano le agevolazioni pensionistiche, per i vecchi e i nuovi addetti ai lavori gravosi: pensione anticipata, Ape sociale e pensione di vecchiaia anticipata.

Ape sociale per addetti ai lavori gravosi

L’Ape sociale, o anticipo pensionistico a carico dello Stato, è un assegno che ha la funzione di accompagnare il lavoratore per un massimo di 3 anni e 7 mesi, sino all’età pensionabile, cioè all’età per la pensione di vecchiaia.

Considerando che l’età pensionabile, dal 1° gennaio 2019, sarà pari a 67 anni, l’Ape sociale potrà essere richiesta a partire dai 63 anni e 5 mesi di età. L’assegno è calcolato allo stesso modo della futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Gli addetti ai lavori gravosi possono ottenere l’anticipo pensionistico con almeno 36 anni di contributi, se hanno svolto le mansioni gravose, in qualità di lavoratori dipendenti, per almeno 6 anni dell’ultimo settennio, o 7 anni dell’ultimo decennio.

Per le lavoratrici, il requisito contributivo beneficia dello sconto di:

  • un anno, per chi ha un figlio;
  • due anni, per chi ha due o più figli.

Con riferimento agli operai agricoli si precisa, si considera raggiunto un anno intero di lavoro con 156 giornate lavorate.

Con la proroga al 2019 dell’Ape sociale, è possibile presentare le domande entro il 15 luglio 2019 . Le domande potranno essere presentate anche tardivamente, entro il 30 novembre 2019.

Pensione anticipata quota 41 per gli addetti ai lavori gravosi

Gli addetti ai lavori gravosi sono una delle categorie di aventi diritto alla pensione anticipata per i lavoratori precoci, o pensione anticipata quota 41. La  pensione anticipata per i lavoratori precoci spetta difatti con soli 41 anni di contributi, anziché con 42 anni e 10 mesi, requisito richiesto attualmente per la pensione anticipata ordinaria per i lavoratori, o con 41 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici.

Questa pensione agevolata può essere ottenuta, nello specifico, soltanto da coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19º anno di età, se iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996. Gli interessati devono poi appartenere a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% in su e, appunto, addetti ai lavori gravosi e usuranti.

Gli addetti ai lavori gravosi possono ottenere il beneficio:

  • se hanno svolto, in qualità di lavoratori dipendenti, un’attività rientrante nell’elenco dei lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni prima del pensionamento, o per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni;
  • se risultano iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • se possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19º anno di età.

Non è più necessario, come osservato per l’Ape sociale, rispettare il vincolo di tariffa Inail minimo del 17 per mille.

Pensione di vecchiaia anticipata per gli addetti ai lavori gravosi

Per gli addetti ai lavori gravosi, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con un requisito di età ridotto, pari a 66 anni e 7 mesi anziché 67: in pratica, questi lavoratori possono ottenere la pensione di vecchiaia senza l’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita, pari a 5 mesi, che è operativa dal 1° gennaio 2019.

Devono però:

  • possedere almeno 30 anni di contributi
  • non essere già beneficiari dell’Ape sociale;
  • risultare addetti alle mansioni gravose per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, o 6 anni nell’ultimo settennio.

Alle stesse condizioni, gli addetti ai lavori gravosi ottenevano anche il blocco dei requisiti per la pensione anticipata. Questo blocco, però, è divenuto irrilevante a causa di quanto stabilito nel nuovo decreto in materia di pensioni [1], che prevede il blocco dei requisiti per la pensione anticipata per tutti. Inoltre, il decreto prevede lo slittamento in avanti della liquidazione della pensione, con l’applicazione di una finestra pari a 3 mesi.

note

[1] DL 4/2019.


1 Commento

  1. Mi sembra che vi siete dimenticati che il lavoratore gravoso può andare in pensione con 42 anni e 10 mesi con uno sconto di 5 mesi.

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