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Cartelle esattoriali sotto i mille euro

10 Gennaio 2019
Cartelle esattoriali sotto i mille euro

Cartelle prescritte, decadute e condonate: quando i debiti fiscali sono di basso importo bisogna pagare?

Le cartelle esattoriali sotto i mille euro devono essere pagate? Quali sono le cartelle che sono state condonate? Esiste un limite di importo minimo al di sotto del quale la cartella è illegittima e non deve essere versata? All’indomani degli ultimi provvedimenti governativi relativi alla rottamazione dei debiti fiscali e del più recente condono dei ruoli, sono numerosi i contribuenti che si presentano allo studio dei consulenti legali e fiscali per chiedere quale sia la sorte delle cartelle esattoriali sotto i mille euro. La speranza è, ovviamente, quella di non dover pagare nulla o, quantomeno, di non rischiare conseguenze drammatiche come il fermo dell’auto o il pignoramento del conto corrente. Urge quindi fare un po’ di chiarimento rispondendo a tutte le domande tipiche che, di solito, vengono poste sull’argomento.

Cartelle esattoriali: importo minimo

La legge prevede un importo minimo al di sotto del quale la cartella esattoriale non può essere formata. Questo limite è 30 euro. Si tratta di un tetto facilmente superabile già solo con gli interessi e le sanzioni, anche per le stesse contravvenzioni stradali più veniali. Tuttavia ci possono ben essere casi in cui il contribuente maturi un debito irrisorio senza rischiare nulla; si pensi a chi, nel versare le imposte all’Agenzia delle Entrate, riporti nell’F24 un importo di poco inferiore rispetto a quello dovuto.

C’è poi da considerare che anche il debito al di sotto dei 30 euro potrebbe sommarsi ad altri maturati dallo stesso soggetto e così inglobato in un’unica cartella di importo complessivamente superiore a 30 euro.

Cartelle esattoriali sotto mille euro: quali sono da pagare?

Se hai letto la nostra guida Quali cartelle esattoriali non si pagano più, saprai già che, prima di estinguere un debito con l’Agenzia delle Entrate Riscossione o con l’esattore delle imposte locali ti conviene fare una verifica di quali importi non sono più dovuti in quanto la richiesta è fuori termine. In altre parole devi accertarti se, per alcune delle imposte o sanzioni che ti vengono richieste, è intervenuta la prescrizione. È un calcolo che puoi fare tu stesso con molta facilità, senza dover ricorrere a un professionista.

A tal fine controlla con attenzione l’elenco degli importi iscritti a ruolo – lo trovi in uno dei fogli della raccomandata – e prendi nota sia del periodo di imposta a cui si riferisce la tassa che ti viene chiesta, sia della data di iscrizione a ruolo della stessa. Ora devi controllare due cose.

La prima è la decadenza. In gran parte dei casi, dal giorno dell’iscrizione a ruolo a quello della spedizione della cartella non devono decorrere più di due anni; diversamente si verifica la cosiddetta decadenza e la cartella è illegittima (non va quindi pagata).

La seconda è la prescrizione. Devi verificare se, dal periodo di imposta indicato sulla cartella o dalla notifica della stessa cartella sono decorsi i seguenti termini:

  • per l’Iva, almeno 10 anni;
  • per l’Irpef, almeno 10 anni;
  • per l’Irap, almeno 10 anni;
  • per le altre imposte erariali (bollo, ipotecaria, catastale, ecc.), almeno 10 anni;
  • per il canone Rai, almeno 10 anni;
  • per le multe stradali, almeno 5 anni;
  • per le sanzioni amministrative (ad esempio protesto assegni), almeno 5 anni;
  • per i contributi di previdenza, almeno 5 anni;
  • per i contributi assistenziali dovuti all’Inail, almeno 5 anni;
  • per le imposte dovute al Comune, come Imu, Tasi e Tari, almeno 5 anni;
  • per il bollo auto, almeno 3 anni.

Ad esempio, se cinque anni fa hai ricevuto una cartella di 400 euro per il bollo auto, non devi più pagarla. Lo stesso vale se la cartella vecchia riguarda la spazzatura e sono decorsi almeno 6 anni. Ed ancora non è dovuta la cartella se ti è arrivata dopo 10 anni dal periodo di imposta in cui dovevi versare l’Irpef.

Le regole appena spiegate sulla prescrizione e sulla decadenza valgono per le cartelle di qualsiasi importo, anche quelle superiori a mille euro.

Cartelle per defunti

Le cartelle esattoriali ricevute per aver accettato l’eredità di un parente con debiti fiscali vanno pagate, ma non per la parte relativa alle sanzioni. Per le sanzioni infatti si ha diritto a ottenere lo sgravio (si tratta di importi che deve corrispondere solo il diretto interessato che, in questo caso, è passato a miglior vita).

Anche questa regola vale a prescindere dall’importo della cartella e quindi anche per quelle che superano mille euro.

Cartelle condonate sotto i mille euro

Le cartelle che non vanno più pagate, neanche in parte, sono quelle che si riferiscono a ruoli iscritti tra il 2000 e il 2010 quando l’importo del singolo ruolo non supera mille euro. Questo significa che, se una cartella di dieci mila euro contiene più ruoli (ossia richieste di pagamento per imposte o sanzioni) singolarmente presi non superiori a mille euro, non va pagata. Il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2019 ha infatti condonato tutti i ruoli inferiori fino a mille euro iscritti tra il 2000 e il 2010. Il condono implica ovviamente che non vanno pagati non solo gli interessi e le sanzioni ma anche il capitale.

Facciamo un esempio. Un contribuente riceve tre cartelle esattoriali. La prima è di 500 euro per bollo auto. La seconda di 3mila euro così ripartita: mille euro a titolo di Imu, 300 a titolo di Tari, 500 a titolo di bollo auto 2015, altri 500 a titolo di bollo auto 2016 e 700 euro per Irpef. La terza cartella è di 4mila euro per il recupero dell’Iva con le sanzioni non versata in uno stesso periodo di imposta, cui si sommano 400 euro a titolo di bollo auto. Ebbene, sia la prima che la seconda cartella non vanno pagate in quanto i singoli ruoli che le compongono non superano mille euro. Nella terza cartella invece bisogna pagare l’Iva ma non anche il bollo auto.

Attenzione: per ottenere il condono non bisogna fare alcuna richiesta, non ci sono termini da rispettare e non bisogna presentare istanze. Il condono è automatico: i debiti cioè vengono cancellati in automatico dall’esattore. E ciò vale sia per i debiti che si sono già prescritti che per quelli che non lo sono (altrimenti la sanatoria non avrebbe avuto alcun senso).

Se, richiedendo un estratto di ruolo, ti dovessi accorgere della presenza di debiti fiscali vecchi (ossia tra il 2000 e il 2010) di importo fino a mille euro che non sono stati ancora cancellati puoi sollecitare l’esattore con una istanza in autotutela. Di certo non devi pagare.


2 Commenti

  1. Richiesto l’estratto debitorio 8/1/19 è non risultano cancellate le cartelle sotto i mille dovute a contributi non versati. La risposta è stata che Inps non ha aderito. Da quando si aderisce ad una legge? Tra le altre cose ho chiesto di protocollare un ricorso legge 3/12 e quindi aderire al saldo e stralcio, la risposta è stata che loro non sanno niente e che va a discrezione del personale che lavora la pratica. Anche qui le leggi vanno valutate. Mah

  2. buongiorno volevo chiedere se una tassa automobilistica
    del 2007 non pagata, ma notificata il 2012 bisogna pagarla
    grazie..

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