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Come avere un prestito

24 Gennaio 2019 | Autore:


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Guida ai finanziamenti diversi dal mutuo: tipologie, chi lo può ottenere, i requisiti, cosa valutare prima del contratto, il diritto di recesso. E se non pago?

Devi fare un intervento di manutenzione straordinaria o acquistare un’auto? Tua figlia si sposa e vuoi pagare tu le spese del matrimonio? Non disponi, però, dei soldi che ti servono e capisci che dovrai chiedere un prestito. Non dovresti avere dei problemi. Per la casa, finalizzati, personali o con la cessione del quinto. Per dipendenti, autonomi, professionisti, casalinghe, studenti o persino per cattivi pagatori. Tutti possono avere un prestito. O forse proprio tutti no, ma quasi. L’importante è dimostrare di avere le risorse per restituire i soldi avuti ed i relativi interessi.

Banche, Poste o società finanziarie sono di solito disponibili a concedere dei prestiti trovando la soluzione più adeguata ad ogni caso. Sta al cliente valutare quale di queste soluzioni che gli vengono proposte è la più conveniente per lui, in base alle sue esigenze ed alle sue possibilità. Tuttavia, si può avere un prestito da altri soggetti, come ad esempio un parente. Ovviamente, bisogna rispettare certe regole. Specialmente se si tratta di cifre importanti, sulle quali – vedremo in che modo – occorre lasciare traccia.

Da non trascurare il fatto che anche una carta di credito è una forma di prestito. Se ci pensi, ti consente ogni mese di effettuare degli acquisti entro una cifra che tu hai stabilito con l’operatore, dopodiché pagherai le spese fatte il mese successivo. Quindi, è come se la banca di prestasse ogni mese del denaro che dovrai restituire entro una certa scadenza.

Ci sono, poi, delle forme particolari di prestiti, come quello vitalizio ipotecario destinato a chi ha più di 60 anni ed è proprietario di un immobile. O quello mirato alla ristrutturazione della casa, che si pone come alternativa al mutuo. Insomma, di piccoli finanziamenti ce ne sono diversi. La questione è sapere come avere un prestito, a chi rivolgersi, quanto costa e quale può essere la soluzione più conveniente.

Avere un prestito: i tipi di finanziamento

Per entrare nel dettaglio dei vari tipi di prestito, possiamo classificarli in due modi diversi: per la loro natura e per il loro destinatario.

La natura del prestito

Se pensiamo alla natura del prestito, potremmo distinguere:

  • il prestito per la casa. Si tratta di un finanziamento a sostegno delle spese per la ristrutturazione o l’arredamento dell’immobile. Una cifra sicuramente più bassa rispetto a quella che si chiede con un mutuo per l’acquisto della casa ma, comunque, importante per riempire o per sistemare le quattro mura comprate con il mutuo;
  • il prestito per l’acquisto di un’auto. Con quello precedente, resta uno dei prestiti più richiesti. In questo caso, però, subentrano le case automobilistiche o le concessionarie con le proprie finanziarie che offrono delle soluzioni personalizzate ai propri clienti;
  • il prestito finalizzato. L’abbiamo appena spiegato, perché il prestito per l’acquisto di un’auto fa parte, in realtà, di questa categoria. Si tratta di un finanziamento circoscritto all’acquisto di un determinato bene, come può essere, ad esempio (e oltre alla macchina) la camera da letto dal mobiliere, il televisore di ultima generazione al grande magazzino, il viaggio di nozze in agenzia o la moto per il figlio alla concessionaria. Ogni venditore proporrà un tipo di finanziamento con interessi per pagare a rate il bene acquistato;
  • il prestito con la cessione del quinto. Questa tipologia di finanziamento prevede la restituzione dei soldi avuti in prestito attraverso la trattenuta dallo stipendio o dalla pensione di un quinto degli emolumenti al netto delle trattenute (vedi sotto);
  • la carta di credito. Come dicevamo prima, anche questa è una forma di prestito perché il titolare della carta sta spendendo dei soldi «sulla fiducia» entro il tetto fissato con l’operatore e li restituirà il mese successivo in una soluzione unica (con la carta di credito a saldo) oppure a rate con interessi (il credito revolving);
  • il prestito liquidità. Una tipologia di prestito a cui sempre più persone fanno ricorso per arrivare alla fine del mese. Chissà come mai.

Il destinatario del prestito

Dicevamo che un secondo modo in cui possiamo provare a classificare i vari tipi di prestito può essere quello in base al destinatario del finanziamento, indipendentemente dal motivo per cui lo si chieda.

Logicamente, se si ha una busta paga come garanzia per dimostrare che si è in grado di restituire il prestito, tutto diventa molto più facile. Ma ci sono anche dei prestiti per chi non è lavoratore dipendente, ed in particolare:

  • prestiti per autonomi e liberi professionisti. Non viene richiesta la busta paga ma l’ultima dichiarazione dei redditi, il codice fiscale ed il documento di identità. Va da sé che la cifra erogata terrà conto della capacità di reddito e di restituzione del debito del lavoratore. Se l’importo del prestito è piuttosto elevato, potrebbe essere richiesta la figura di un garante, cioè di una persona che possa subentrare al pagamento delle rate nel caso in cui il titolare del finanziamento fosse insolvente;
  • prestiti per studenti universitari. Di norma, uno studente universitario non ha un reddito, se non quello che magari deriva da qualche lavoro saltuario fatto per dare una mano ai genitori a pagarsi le spese della facoltà o dello studiare fuori sede. Tuttavia, anche loro possono ottenere un prestito purché – questa volta sì – qualcuno garantisca per loro. Il finanziamento può essere utile per l’acquisto di una macchina o per un viaggio (anche di studio): occorrerà segnalare la motivazione. Solitamente, l’interlocutore scelto per il prestito propone delle condizioni personalizzare ad interessi molto bassi in modo da venire incontro al ragazzo e, allo stesso tempo, di assicurarsi un cliente;
  • prestiti per casalinghe. Idem come sopra: si tratta di una categoria che può non avere un reddito importante e che, di fronte ad un imprevisto o alla necessità di fare un investimento, ha bisogno di chiedere un prestito. È possibile ottenerlo purché si abbia un minimo di entrate fisse documentabili (qualche ora al giorno come colf, collaborazione in un bar o in un’attività commerciale, un affitto che entra ogni mese, ecc.). Anche in questo caso viene chiesto solitamente l’intervento di un garante, oltre al documento di identità, ricevute delle entrate, dichiarazione dei redditi, lista degli accrediti ricevuti sul conto corrente e indicazioni dell’immobile di proprietà ai fini dell’ipoteca;
  • prestiti per cattivi pagatori. Perfino chi non ha onorato a dovere i precedenti impegni ha la possibilità di ottenere un prestito. Non è semplice, ma nemmeno impossibile. Purché si abbia un reddito dimostrabile. Basterebbe mettere sul tavolo la cessione del quinto oppure il Tfr. È fattibile ottenere anche il cosiddetto prestito in delega attraverso il proprio datore di lavoro o tramite una fidejussione coinvolgendo una terza persona come garante. Tuttavia, c’è da ricordare che i cattivi pagatori vengono segnalati alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia, una sorta di lista nera in cui si finisce quando non è stato saldato un debito con un creditore. Il che complica non poco la possibilità di ottenere un nuovo finanziamento.

Avere un prestito con la cessione del quinto

Merita qualche parola in più la possibilità di avere un prestito con la cessione del quinto, perché è una soluzione che si addice in modo particolare a chi non ha un reddito importante. Si tratta di un prestito personale non finalizzato fino a 60mila euro a tasso fisso che si restituisce attraverso la trattenuta di un quinto dello stipendio o della pensione al netto delle trattenute. Come appena detto, a questo tipo di finanziamento possono aspirare non solo i lavoratori dipendenti a tempo determinato o indeterminato o i pensionati ma anche i cattivi pagatori oppure chi ha un contratto a tempo determinato, purché si impegni a restituire il debito entro la scadenza del contratto.

Questo tipo di prestito offre delle garanzie particolari sia al cliente si a chi eroga il finanziamento: la rata, infatti, non supera il quinto della retribuzione e, pertanto, il prestito è proporzionato al reddito di chi lo richiede.

Per ottenere il prestito con la cessione del quinto, viene chiamato in causa il datore di lavoro per due motivi:

  • deve confermare il contratto in essere con il dipendente;
  • deve avere una delega firmata dal lavoratore per decurtare il quinto dello stipendio, finalizzato al pagamento della rata.

Avere un prestito: il vitalizio ipotecario

Una forma particolare di prestito è quello chiamato prestito vitalizio ipotecario. Si tratta di un finanziamento riservato a chi ha almeno 60 anni (anche se alcuni istituti chiedono un’età minima superiore) e non riesce ad avere altre soluzioni come quelle che abbiamo visto in precedenza. Condizione indispensabile, oltre a quella anagrafica, è quella di possedere un immobile sul quale graverà un’ipoteca di primo grado. Da qui la dicitura «ipotecario».

Qual è la particolarità del prestito vitalizio ipotecario? Che il richiedente non dovrà pagare le rate, poiché il debito si estinguerà alla sua morte con la vendita della casa oppure con l’intervento degli eredi, nel caso volessero restare proprietari dell’immobile. Da qui l’aggettivo «vitalizio».

Questa soluzione conviene a chi ha bisogno di liquidità ed ha un patrimonio immobiliare notevole: si contrae un debito facendo fruttare le proprietà di cui si dispone e senza sborsare un euro di rate finché si campa.

Mediamente si ottengono grazie al prestito vitalizio ipotecario circa 350mila euro di finanziamento, soglia che, però, può variare da una banca all’altra.

Per ottenerlo, e dopo avere confrontato le varie offerte anche attraverso i comparatori su Internet, bisogna presentare la domanda allegando:

  • il modulo di richiesta;
  • un documento di identità;
  • il codice fiscale;
  • lo stato di famiglia;
  • la relazione notarile preliminare o l’atto di provenienza.

Successivamente, la banca effettuerà una perizia sull’immobile per fare una stima del suo valore, dal quale dipenderà l’importo del prestito da erogare, che di solito non supera il 50%. La cifra è condizionata anche dall’età del richiedente: più è anziano, più soldi otterrà in prestito.

Per ulteriori dettagli sul prestito vitalizio ipotecario, consulta la nostra guida.

Avere un prestito da un parente

Può capitare che a chi ha bisogno di liquidità non serva una cifra troppo alta. In questo caso, magari pensa di chiedere un prestito ad un parente o ad un amico di fiducia che abbiano la possibilità di fargli questo favore. Che, poi, tanto «favore» non è: il richiedente sarà, comunque, tenuto a restituire il denaro.

Quando si fa un prestito ad un parente o ad un amico bisogna sottoscrivere un vero e proprio contratto di mutuo. Questo atto prevede che i soldi vengano restituiti entro una certa data in una soluzione unica (cioè tutto di un colpo) oppure a rate. In qualsiasi caso, se la restituzione prevede anche il pagamento di interessi, stiamo parlando di un prestito fruttifero o a titolo oneroso. Altrimenti, saremo di fronte ad un prestito infruttifero o a titolo gratuito. È bene precisarlo sul contratto, altrimenti verrà considerata la prima soluzione e potrebbe scattare la presunzione di onerosità e la relativa tassazione da parte del Fisco.

Tutto ciò vale anche quando il prestito lo si fa consegnando i soldi personalmente, cioè «a mano». Basta, infatti, il solo consenso delle parti senza che ci sia stata una scrittura privata. Nel momento in cui si accetta il denaro, quindi, si accetta anche il dovere di restituirlo.

Per approfondire l’argomento, leggi la nostra guida, in cui puoi trovare anche un modulo facsimile di scrittura privata di donazione di somma tra familiari.

Avere un prestito: i requisiti di base

Abbiamo visto i vari tipi di prestito, a seconda della loro natura e del destinatario. Per ciascuno di essi, come detto, vengono fatte delle richieste particolari (buste paga, liste dei movimenti, indicazioni sull’immobile da ipotecare ecc.). Ci sono, tuttavia, dei requisiti di base per avere un prestito, indipendentemente dalla loro tipologia. Si devono avere:

  • un’età compresa tra i 18 ed i 70 anni, anche se alcune banche ed in determinate situazioni possono erogare un prestito a persone con qualche anno in più;
  • la residenza nel territorio italiano;
  • un reddito dimostrabile;
  • un conto corrente bancario o postale.

Entrando più nel dettaglio, altro requisito che sicuramente verrà richiesto da chi eroga un prestito è quello dell’affidabilità. A tale proposito, vengono effettuate delle verifiche da parte della banca o della Posta o dalla società finanziaria. Controlli basati sul rapporto tra la rata che il cliente deve pagare ogni mese ed il reddito che egli percepisce, rapporto che di norma non deve superare il 30%. Significa che chi prende 1.000 non deve avere una rata superiore a 300. Insomma, si tratta di capire se il richiedente è in grado di restituire il debito in modo tutto sommato sicuro. Per questo motivo, viene consultata anche la Centrale rischi della Banca d’Italia, giusto per sapere se il cliente che chiede di avere un prestito non sia stato in passato insolvente o cattivo pagatore.

Avere un prestito: come scegliere quello più conveniente

Se vuoi avere un prestito ma non hai molta dimestichezza con tutto ciò che riguarda i finanziamenti, ti starai chiedendo quali sono gli elementi da valutare per avere le migliori condizioni. Sostanzialmente sono due, ed entrambi legati al tasso di interesse.

Il primo elemento da valutare è il Tan, cioè il Tasso Annuale Nominale applicato al capitale erogato ed espresso in percentuale su base annua. Si tratta della quota interesse che, con la quota capitale, determina la rata mensile da pagare.

Il secondo elemento è il Taeg, vale a dire il Tasso Annuale Effettivo Globale. È quello che rappresenta la misura del costo complessivo del finanziamento espressa in percentuale su base annua. Si differenzia dal Tan perché comprende gli eventuali oneri accessori che il cliente deve sostenere (spese di istruttoria, di estinzione anticipata e quant’altro). Ed è qui che bisogna stare molto attenti quando si confrontano le offerte di prestito, perché è il Taeg che può fare la grande differenza. Purché questo confronto venga fatto a parità di condizioni per quanto riguarda l’importo finanziato e la durata del prestito.

Avere un prestito: che succede se si paga in ritardo o non si paga?

A differenza del mutuo, dove il mancato pagamento di una sola rata può essere più o meno accettabile dalla controparte (a patto che non si ripeta più), il rimborso delle rate di un prestito deve essere scrupoloso e puntuale. Il mancato pagamento di una sola mensilità può portare la banca a chiudere il contratto in maniera unilaterale. Il cliente dovrà, così, pagare tutte le spese della banca, comprese quelle del protesto e della pratica per recuperare quanto dovuto, e l’eventuale penale.

Dopodiché, come dicevamo in precedenza, si può finire nella «lista nera» della Centrale rischi della Banca d’Italia. Di conseguenza, in un futuro sarà più complicato (in alcuni casi impossibile) avere un nuovo finanziamento.

Avere un prestito: il diritto di recesso

Avrai sentito parlare del diritto di recesso, soprattutto quando si acquista un bene su Internet e, al momento di scartarlo a casa, ti trovi qualche sgradita sorpresa. Questo diritto esiste anche sui prestiti?

La legge che regolamenta il credito al consumo [1] ha stabilito per il cittadino la possibilità di recedere dalla stipula del contratto di finanziamento entro 14 giorni senza dover giustificare la sua decisione. Come se si trattasse, dunque, di qualsiasi altro prodotto o servizio. Perché – non dimentichiamolo – il prestito ottenuto da una banca, dalle Poste, o da una società specializzata è, a tutti gli effetti, un prodotto finanziario acquistato da un cliente.

Per avvalersi di questo diritto, occorre inviare una raccomandata a/r al soggetto che ha erogato il prestito. Se il finanziamento è già stato erogato, il beneficiario potrà restituirlo entro 30 giorni insieme agli interessi maturati e alle eventuali tasse dovute. Ma senza alcuna penale.

Il cliente, infine, deve avere la possibilità di estinguere anticipatamente il prestito rispetto alla data di conclusione prevista dal contratto. Lo potrà fare restituendo il capitale residuo maggiorato da una penale mai superiore all’1% della somma erogata.

note

[1] Dlgs. n. 141/2010.


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