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Come i figli vedono i genitori

27 Gennaio 2019 | Autore: Laura Lamoratta


Come i figli vedono i genitori

> Donna e famiglia Pubblicato il 27 Gennaio 2019



Amici e nemici, ecco come i figli vedono i genitori. Fasi della crescita ed esperienze possono cambiare il modo in cui i bambini percepiscono la figura ed il ruolo del padre o della madre, durante la costruzione di un rapporto che non cessa mai di evolversi.

Uno tra i ricordi più preziosi che hai di tuo figlio è senza dubbio quello in cui ti ha guardato negli occhi la prima volta. Anche se non si tratta di un vero e proprio incrocio di sguardi volontario egli, percependo il tuo volto e la tua voce, diventa consapevole di essere al sicuro, tra le braccia del suo papà o della sua mamma. Una consapevolezza che muta e si evolve attraverso gli anni della crescita e anche dopo la fase adolescenziale. Dal primo sguardo così tu cominci a chiederti come i figli vedono i genitori soprattutto quando, piccolissimi, non riescono ad esprimere le emozioni adeguatamente e cerchi perciò le risposte nei loro gesti, nei loro disegni e nei loro atteggiamenti. Naturalmente è con la crescita che un bambino riesce a realizzare un profilo sempre più definito del proprio genitore e del suo ruolo. Durante questa evoluzione inoltre vedi tuo figlio costruire con te un rapporto unico per entrambi, sia attraverso l’attenzione che egli ti riserva, sia attraverso quella che tu riservi a lui, la quale gli è fondamentale per comprendere al meglio tutto il tuo affetto.

Un disegno può mostrare ciò che lui vede in me?

Avrai notato che la figura umana è il soggetto da rappresentare preferito dai bambini. Già il primo disegno in realtà può riguardare un vero e proprio ritratto di famiglia. Una prima opera d’arte entusiasmante che ti può far sorgere però i primi quesiti in merito alla percezione dei genitori da parte dei bambini. Se hai già avuto questa esperienza ti sarai posto già delle domande sul significato del disegno in questione.

Ad esempio, ti sarai chiesto perché si è stati disegnati eccessivamente alti o bassi oppure con una bocca minuta o delle mani grandissime. Non è possibile riuscire a trovare autonomamente il corretto significato di questi elementi descrittivi, perché i veri contenuti sono nell’immaginario di tuo figlio, piuttosto che espressi sulla carta. Seppure i disegni del bambino sono dei veri e propri racconti aperti a più significati, i quali sono decifrabili perlopiù dagli psicologi, la lettura potrebbe essere piuttosto difficile, meglio dunque non lasciarsi guidare dalla fantasia e non fantasticare su come tuo figlio ti vede attraverso i suoi disegni.

Il mio bambino vede il mondo con i miei occhi? Sono lo specchio del suo mondo?

Dal momento in cui hai notato che tu e tuo figlio condividete atteggiamenti o modi di esprimervi simili ti sarai fatto alcune domande sul modo in cui egli ti vede. Soprattutto ti sarai chiesto se si tratta di stima spassionata o di puro senso dell’imitazione. Tutti i bambini replicano ciò che vedono ed essere l’oggetto d’osservazione quotidiano rappresenta per loro una mera fonte di ispirazione utile per i processi cognitivi. Spesso però i genitori ignorano questo aspetto funzionale e si perdono invece nell’orgoglio che si prova nel vedersi riflessi in loro.

Ad esempio, ti sarà capitato di sentir dire da tuo figlio di voler fare il tuo stesso lavoro o di sentirlo tifare per la tua stessa squadra? Anche se questo ti avrà fatto naturalmente piacere, si tratta semplicemente delle prime attitudini indotte e dei primi giochi dell’imitazione che partono proprio dai modi di fare e dagli aspetti caratterizzanti dei genitori.

Un processo cognitivo che aiuta i bambini a conoscere se stessi attraverso l’immagine che percepiscono da mamma e papà. Questo processo va lasciato al suo corso, senza interferenze atte a forgiare i figli a propria immagine e somiglianza.

Al contrario, è utile essere visti dai figli come figure propense al raggiungimento delle loro personali attitudini, attraverso lo sport, le materie scolastiche e le passioni che possono risultare più affini e stimolanti in merito alle naturali inclinazioni caratteriali del bambino.

Essere visti come un ottimo esempio significa mostrare le vittorie e nascondere i fallimenti?

Qualche volta, per essere visto da tuo figlio come un ottimo esempio avrai preferito mostrargli solo la parte migliore di un racconto della tua vita, omettendo a tuo favore dettagli o punti deboli che ti riguardano. Questo non sempre è vantaggioso ai fini educativi del bambino.

E’, ad esempio, un po’ come quando si racconta ai bambini dei successi sportivi del passato o delle materie scolastiche nelle quali si eccelleva, nascondendo invece racconti che riguardano le insicurezze dell’adolescenza o la prima delusione d’amore. Forse però fino ad ora avrai sempre preferito trasmettere solo aspetti positivi e stimolanti che ti riguardano, per apparire come una perfetta figura genitoriale.

Non ti sei mai chiesto se così si rischia di essere visti come degli esempi troppo difficili da imitare? E quale potrebbe essere la reazione del bambino se un genitore così idealizzato crollasse davanti alle proprie debolezze? Immagina ad esempio quale sarebbe la reazione di tuo figlio nel vederti piangere, dopo averti sentito dire ripetutamente che gli adulti non piangono. In gioco qui ci sono aspetti importantissimi come la sincerità, la lealtà e la fiducia.

I figli ci vedono come dei prototipi di adulti e a volte di loro stessi una volta cresciuti. Comunicare le proprie debolezze e fallimenti in modo positivo può essere molto costruttivo perché li prepara alla comprensione di questi naturali meccanismi della vita e lascia trasparire una figura del genitore positiva e sicura di se stessa.

Mio figlio mi vede come una persona felice e realizzata?

La società contemporanea rischia talvolta di trasmettere valori privi di contenuti realmente importanti nella vita quotidiana. Chiederti se tuo figlio ti vede come una persona felice, realizzata e magari di successo è già di per se un atto che allontana dalla felicità stessa. Non è importante che tuo figlio ti veda come una persona felice, è importante che tuo figlio abbia accanto a se una persona felice e realizzata. E’ da questo che con molta probabilità tuo figlio costruirà l’immagine di un genitore sereno che passa più tempo a praticare la felicità piuttosto che a rappresentarla per mostrarla agli altri.

Un esempio eclatante, in senso negativo, sono quei genitori particolarmente attenti a mostrare il proprio benessere economico, le foto delle vacanze sui social, i trofei sportivi dei figli, ma che poi lasciano poco spazio all’esperienza pratica della felicità, la quale si realizza attraverso la condivisione. Una felicità da lasciare percepire al figlio attraverso la condivisione del gioco, della lettura o di una qualsiasi attività insieme.

La felicità e la condivisione insieme trovano la loro più alta espressione attraverso le carezze e gli abbracci, soprattutto quando il bimbo ha la febbre o non si sente bene o è particolarmente bisognoso di affetto. E’ attraverso questa percezione della felicità, che avviene osservando quella del genitore, che il bambino costruisce autonomamente la propria autostima e sicurezza.

Leggi anche: Posso assentarmi dal lavoro se mio figlio è malato?.

Rigorosità o tirannia? Cosa si percepisce dall’altra parte?

Seppure nel tuo immaginario ci sono solo scene di serena vita familiare, dove nulla potrà mai turbare la solidità che stai costruendo, può arrivare senza preavvisi un momento difficile da gestire. Che sia per via della crescita o come reazione ad avvenimenti spiacevoli, come una separazione o un problema economico in famiglia, i bambini possono sviluppare una vera e propria crisi di opposizione.

Comunicare loro ciò che è giusto e sbagliato è in questo momento della loro vita la cosa più difficile da fare e nell’imporsi si rischia di essere visti come degli insensibili tiranni noncuranti delle loro più profonde necessità. In queste situazioni ti potrà venire in mente, ad esempio, di attuare punizioni o linee di condotta meno tolleranti, con il risultato di venir visto come un prepotente tiranno. Anche se non sarà facile è consigliabile tentare di trovare la via più adatta per una comunicazione serena attraverso dei tentativi di avvicinamento.

Il gioco, l’ascolto, un approccio tenero ed affettuoso possono rappresentare la chiave giusta, senza però perdere di vista l’autorevolezza con la quale i bambini e gli adolescenti percepiscono correttamente il ruolo del genitore e attraverso la quale riescono a mantenere la linea di rispetto necessaria durante tutte le fasi della crescita.

Perché mio figlio a volte non mi vede come una persona da rispettare ed ascoltare?

Dopo anni ed anni passati a costruire un rapporto fondato sulla sincerità, l’affetto e l’ascolto ti può capitare, arrivati alle porte dell’adolescenza, che tuo figlio ti veda come la persona più lontana e priva di comprensione nei suoi confronti. Probabilmente sospetterai dei disagi e delle incomprensioni che lo riguardano, ma a volte è realmente difficile immergersi nel mondo di un adolescente.

In questo momento, un figlio vede il proprio genitore come incapace di capire i suoi problemi, motivo per cui preferisce non raccontarli affatto. A questo punto è ovvio che si venga a segnare una distanza mai percepita prima, ma, da bravi genitori, occorre trovare le giuste porte da aprire. Proprio perché i figli ci vedono come figure ostili è saggio partire da un avvicinamento emotivo più che dalla ricerca dei motivi che causano il disagio. Aldilà di questi motivi, che ad esempio possono essere una delusione d’amore, un episodio di bullismo o di violenza, la sensazione di non avere abbastanza libertà, serve un gesto di avvicinamento disinteressato, anche se tale non è.

Dire ad esempio “io ci sono in ogni caso” può lentamente indurre il proprio figlio ad aprirsi e a vederci come complici piuttosto che come persone pronte a giudicare superficialmente. L’importante dunque, per non essere visti come figure ostili, è comunicare che si è pronti ad accettare anche le emozioni più inaspettate e le esperienze più negative della vita del proprio figlio, senza giudicare, ma con il solo scopo di aiutare, nella proiezione di trovare insieme una soluzione.

Leggi anche: Se un bambino picchia mio figlio cosa posso fare?.


Di Laura Lamoratta


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2 Commenti

  1. Buongiorno! Come affrontare la crisi adolescenziale? Come risolvere il conflitto genitori e figli? In questa fase dell’adolescenza i miei figli sono super irritabili e non riusciamo mai a confrontarci civilmente. Ogni giorno un litigio per le più piccole cose, su argomenti comuni come le uscite in compagnia, gli amici da frequentare, l’alimentazione da seguire, lo studio, l’università, il futuro lavoro. Grazie per la vostra eventuale risposta.

    1. Buongiorno Tina. Nel nostro articolo dedicato al conflitto genitori e figli puoi trovare associazioni, scrittori, istituti di mediazione familiare e centri studi a confronto sulle diverse modalità di approccio ai temi legati alla crescita. Clicca qui https://www.laleggepertutti.it/271147_conflitto-genitori-figli
      Per consigli utili su come affrontare l’adolescenza dei figli, clicca qui https://www.laleggepertutti.it/271172_come-affrontare-ladolescenza-dei-figli

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