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Acquisto di un bene difettoso: che fare se non si ha più lo scontrino

9 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Ho acquistato un paio di scarpe che sono risultate difettose. Il negozio non vuole sostituirle perché non ho più lo scontrino fiscale. A chi mi devo rivolgere?

Gli articoli 128, 129, 130 e 132 del Codice del Consumo (cioè del decreto legislativo n. 206 del 2005) stabiliscono che:

– il venditore (cioè chi vende un qualsiasi bene mobile ai consumatori esercitando la propria attività di imprenditore) è responsabile per qualsiasi difetto di conformità che esista al

momento della consegna del bene;

– il consumatore, nel caso in cui il bene che ha acquistato presenti un difetto, ha il diritto di ottenere dal venditore (senza dover sopportare alcuna spesa) che il bene sia, a sua scelta, riparato o sostituito (oppure la riduzione o la restituzione del prezzo se la riparazione e la sostituzione siano impossibili o eccessivamente onerose);

– il consumatore, per poter ottenere la riparazione o la sostituzione del bene, deve denunciare al venditore il difetto entro due mesi dal momento in cui ha scoperto il difetto;

– il venditore è responsabile nei confronti del consumatore se il difetto si manifesta entro due anni dal momento della consegna.

Fatte queste premesse, occorre aggiungere che la garanzia appena descritta è una garanzia direttamente prevista dalla legge e che spetta al consumatore anche nel caso in cui avesse smarrito lo scontrino.

Se quindi il venditore si rifiutasse di sostituire o riparare le scarpe, si consiglia alla lettrice di inviargli al più presto (dato che occorre denunciare il difetto entro due mesi da quando è stato scoperto) una lettera raccomandata a.r. indicando in essa quando ha acquistato le scarpe, che tipo di difetto ha riscontrato e cosa chiede al venditore (riparazione o sostituzione) concedendo un termine tassativo di sette giorni per ottenere risposta e avvertendo che, in mancanza di una risposta positiva, sarà costretta ad adire le vie legali.

Abbia cura la lettrice di individuare con precisione chi sia il venditore: spesso gli esercizi commerciali sono ditte individuali o società e, quindi, occorrerà spedire la raccomandata a.r. alla sede legale della ditta o della società (che potrebbe non coincidere con il luogo in cui ha acquistato le scarpe).

Successivamente, scaduto il termine per ottenere risposta, la lettrice dovrà valutare il tipo di risposta ottenuto: se la risposta sarà positiva, vorrà dire che ella avrà centrato il suo obiettivo; se, invece, non ci sarà risposta o se ci sarà una risposta negativa, non le resterà che adire le vie legali per tentare di ottenere ciò che le spetta.

Si noti che se il venditore, sapendo che la lettrice non ha lo scontrino, mettesse per iscritto, rispondendole, che non è stato lui a venderle quelle scarpe, allora la stessa dovrà avviare una vera e propria causa tramite un legale o anche da sola (poiché per le cause di valore inferiore ad euro 1.100,00 il cittadino può stare in giudizio senza avvocato).

In questa eventuale causa è possibile che il venditore affermi addirittura di non essere stato lui a vendere quelle scarpe: toccherebbe allora alla lettrice dimostrare innanzitutto al giudice, con altre prove, di aver acquistato quel paio di  scarpe proprio dal venditore che avrà citato in giudizio.

Ovviamente siccome la lettrice sa già ora di aver smarrito lo scontrino, prima di iniziare una eventuale causa dovrà attentamente valutare quali prove ha a disposizione per dimostrare al giudice di aver acquistato da quel venditore quelle scarpe.

Infatti, senza la prova che quelle scarpe le ha acquistate proprio da quel venditore, la stessa non potrà poi ottenere che il giudice condanni con la sentenza quel venditore a sostituirgliele.

Per completezza è bene evidenziare che, in mancanza dello scontrino, prove utili per dimostrare l’acquisto possono essere le dichiarazioni di testimoni e/o le ricevute/estratti conto del pagamento con carta di credito o bancomat se il pagamento non è avvenuto per contanti.

In conclusione: l’assenza di scontrino non fa venir meno la garanzia e la responsabilità di chi ha venduto le scarpe alla lettrice, ma potrebbe mettere quest’ultima in difficoltà per dimostrare in giudizio di aver acquistato le scarpe proprio da quel venditore (e senza la prova che le scarpe sono state acquistate da quel venditore purtroppo poi il giudice non potrà condannarlo ad effettuare la loro sostituzione).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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