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La domanda riconvenzionale: di che si tratta?

25 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Gennaio 2019



Se qualcuno ti trascina davanti a un giudice, puoi difenderti attaccando con la domanda riconvenzionale. Vediamo in che cosa consiste e quando può essere presentata

Essere citati in giudizio non fa mai piacere. Infatti, se la domanda è fondata si verrà condannati, solitamente, a pagare una somma o a fare qualcosa di specifico; se l’azione, invece, non ha fondamento, si dovrà pagare un avvocato, sostenere altre spese legate al giudizio e, in ogni caso, bisognerà attendere l’esito di un procedimento, che può durare anche vari anni.

Peraltro, chi viene citato in giudizio (il cosiddetto convenuto) in determinati casi può anche andare al di là della pura e semplice difesa passiva, tenendo cioè un atteggiamento processuale più attivo, in particolare, proponendo la domanda riconvenzionale.

Dunque – premesso che il convenuto che intende difendersi deve in primo luogo costituirsi in giudizio, cioè depositare il fascicolo contenente l’atto nel quale egli illustra le proprie difese nonché eventuali documenti a supporto – il suo atteggiamento processuale può essere di cinque tipi:

  1. la non contestazione dei fatti esposti da colui che ha promosso il giudizio (il cosiddetto attore), che comunque non comporta automaticamente la condanna del convenuto, poiché l’attore dovrà sempre dimostrare la fondatezza della propria domanda;
  2. la contestazione. In questo caso il convenuto nega l’esistenza dei fatti indicati dall’attore oppure delle norme che quest’ultimo ha posto a base delle proprie richieste;
  3. l’eccezione. Si tratta di una circostanza nuova, introdotta nel giudizio proprio dal convenuto, che tende a paralizzare l’azione proposta dalla controparte. Per esempio, se l’attore pretende il pagamento di una somma, il convenuto può eccepire di avere già effettuato questo pagamento;
  4. accertamento incidentale. Qui il convenuto chiede che il giudice accerti l’esistenza o l’inesistenza di un rapporto giuridico pregiudiziale o preliminare rispetto a quello fatto valere dall’attore (per esempio, se l’attore agisce per il pagamento degli alimenti, il convenuto può chiedere l’accertamento dell’inesistenza di un rapporto di parentela con l’attore);
  5. la domanda riconvenzionale.

Che cos’è la domanda riconvenzionale?

Con la domanda riconvenzionale il convenuto introduce nel processo un’azione autonoma – in quanto teoricamente proponibile in un separato procedimento – nei confronti dell’attore, non limitandosi a una pura difesa ma chiedendone la condanna.

Dunque, con la domanda riconvenzionale viene ampliato l’oggetto del giudizio e ciò proprio perché alla domanda dell’attore si aggiunge, per così dire, quella autonoma del convenuto.

La domanda riconvenzionale può essere fondata sullo stesso titolo fatto valere dall’attore con la propria domanda (per esempio, se il compratore cita il venditore per la consegna della cosa oggetto di compravendita, il venditore può, con la domanda riconvenzionale, chiedere che il compratore gli paghi il prezzo) oppure può dipendere dal titolo introdotto nel giudizio attraverso un’eccezione proposta dal convenuto (per esempio, il convenuto eccepisce la compensazione tra il suo credito e il suo debito nei confronti dell’attore, per poi chiedere – mediante la domanda riconvenzionale – la condanna di quest’ultimo al pagamento della differenza).

Peraltro, a fronte della riconvenzionale o di eventuali eccezioni proposte dal convenuto, l’attore può anch’egli proporre una domanda riconvenzionale.

Quando e con quali modalità può essere presentata la riconvenzionale?

La domanda riconvenzionale deve essere proposta all’interno della comparsa di risposta – cioè l’atto con il quale il convenuto fa il suo ingresso nel procedimento, prospettando le proprie argomentazioni difensive – da depositarsi (unitamente al fascicolo della stessa parte convenuta) entro il ventesimo giorno precedente all’udienza di comparizione (ossia la prima udienza) [1].

L’attore, invece, potrà formulare la propria eventuale domanda riconvenzionale soltanto in occasione della prima udienza [2].

Quali spese comporta la domanda riconvenzionale?

A causa del fatto che, come si diceva prima, la riconvenzionale è una vera e propria domanda autonoma, chi la propone – cioè il convenuto – dovrà pagare il contributo unificato, esattamente come l’attore. Ciò significa che bisogna indicare il valore della domanda in riconvenzione, in modo da determinare l’importo del contributo.

note

[1] Art. 166 cod. proc. civ.

[2] Art. 183 cod. proc. civ.


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