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Agenzia delle Entrate: notifica delle cartelle agli eredi e rottamazione

9 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Mia madre purtroppo é deceduta nell’ottobre 2017. Alla vigilia di questo Natale ho ricevuto da parte dell’Agenzia delle Entrate una cartella inviata al mio domicilio e intestata a mio nome in qualità di erede relativa a mancati pagamenti del 2014 come risulterebbe dal controllo effettuato dall’Agenzia delle Entrate sul modello Unico 2014. Le imposte non pagate si riferirebbero a Imposte sostitutive di locazioni immobili, cedolare secca etc. etc. imposta per attività finanziarie etc. La busta è indirizzata a me, porta il mio nome e l’indirizzo del mio domicilio corretto sulla busta, la cartella invece é ancora intestata a mia madre e contiene anche le sanzioni per i mancati/ritardati pagamenti. La notifica è stata fatta correttamente. La cartella è valida? Si tratta di tasse relative al controllo del Modello Unico 2014. È andato in prescrizione? Il fatto poi che la cartella riporti anche le sanzioni – da me non dovute in qualità di erede – rende la cartella legittima o no? Mia madre prima del decesso aveva fatto la rottamazione di tutte le cartelle pagando anche alcune rate, pagamenti che però non sono stati detratti dall’importo totale da pagare. Come mai? 

Premesso che, per un’analisi completa, sarebbe opportuno visionare la cartella in questione, si procede a rispondere come di seguito ai quesiti in esame. 

La cartella, intestata alla contribuente defunta e con relata indirizzata all’erede, è stata notificata regolarmente, in ossequio alle disposizioni di legge vigenti in materia. Anche la giurisprudenza (per esempio Cass. sent. n. 228/2014) ha confermato che, qualora si proceda alla riscossione del tributo a carico degli eredi, la formazione del ruolo va operata a nome del contribuente, pur dopo il suo decesso, mentre per la notificazione della cartella esattoriale, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 65, la stessa va notificata agli eredi personalmente e nel loro domicilio solo ove essi abbiano dato tempestiva comunicazione del decesso del contribuente. Diversamente, è possibile operare la notifica agli eredi collettivamente ed impersonalmente nel domicilio del defunto. 

Quanto al termine di notifica della cartella esattoriale, si osservi quanto segue. La legge prevede determinati termini di decadenza entro i quali l’agente della riscossione deve notificare la cartella: 

a) entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell’anno in cui la dichiarazione è presentata, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione prevista dall’articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonché del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; 

b) del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale prevista dall’articolo 36-ter del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973; 

c) del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti dell’ufficio; 

c-bis) del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’ultima rata del piano di rateazione per le somme dovute a seguito degli inadempimenti di cui all’articolo 15-ter. 

Nel caso specifico, per verificare se è stato rispettato il termine di decadenza, occorre controllare il tipo di accertamento effettuato (dicitura presente nella descrizione della cartella stessa). Se si tratta di controllo automatizzato del Mod. Unico ai sensi dell’art. 36 bis del DPR 602/1973, la cartella è fuori termine e, dunque, illegittima. 

La cartella, poiché intestata alla contribuente, contiene inevitabilmente anche le sanzioni. Qualora il lettore decidesse di pagare, sarà tenuto a versare solo la sorte capitale, decurtando gli importi addebitati a titolo di sanzione. Sarà opportuno far presente tale circostanza all’Agenzia delle Entrate Riscossione. 

Con riguardo alla rottamazione, occorrerebbe verificare per quali cartelle essa è stata presentata; probabilmente, la cartella in questione, essendo formata successivamente, non avrebbe potuto essere ricompresa nell’istanza di definizione agevolata. Per sicurezza, sarebbe opportuno verificare i ruoli oggetto di rottamazione e le rate già pagate. 

In conclusione, l’unico vizio di illegittimità potrebbe essere rappresentato dalla violazione dei termini di decadenza. In tal caso, la contestazione deve avvenire con ricorso in Commissione Tributaria, da presentare entro e non oltre 60 giorni dalla notifica della cartella. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 


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