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Isee: quali benefici sociali spettano a chi non ha reddito?

9 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Ho scritto tempo fa chiedendo se vivendo con mia madre di 92 anni e assistendola avevo diritto di chiedere l’accompagnamento. La risposta è stata molto esaustiva ma non ho fatto uso del consiglio. Qualche mese fa mia madre é deceduta. Ho 59 anni, ero a carico prima di mio padre e alla sua morte di mia madre. Vivo attualmente con i risparmi che mio padre mi ha lasciato. Potrei essere aiutata da benefici sociali?Ho un’auto e vivo in casa di proprietà.

La lettrice, non possedendo reddito, ha diritto ad una serie di agevolazioni garantite dallo Stato. Di seguito si indicano principali; si noti che, per molti di questi benefici, è fondamentale la situazione patrimoniale della stessa così come emerge dall’Isee: ella dovrà quindi verificare di volta in volta se i limiti previsti dalla legge vengano superati o meno. 

Esenzione dal ticket sanitario 

Hanno diritto all’esenzione dal ticket sanitario per reddito: 

– cittadini di età inferiore a 6 anni e superiore a 65 anni che appartengono ad un nucleo familiare con reddito annuo complessivo non superiore a 36.151,98 euro; 

– disoccupati e loro familiari a carico che appartengono ad un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo inferiore a 8.263,31 euro, che sale fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico; 

– titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico; 

-titolari di pensioni minime di età superiore ai 60 anni e loro familiari a carico che appartengano ad un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo inferiore a 8.263,31 euro, che sale fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico. 

Chi appartiene ad una di queste categorie può effettuare, senza pagare il ticket, qualsiasi prestazione di diagnostica strumentale, di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche ambulatoriali garantite dal Servizio sanitario nazionale, purché siano necessarie ed appropriate alla propria condizione di salute. La domanda per l’esenzione dal ticket sanitario per reddito va fatta all’Asl di residenza. 

Bonus luce, gas e acqua 

Per accedere alle agevolazioni sull’utenza elettrica e su quella del gas, la famiglia richiedente deve possedere un reddito Isee non superiore a 8.107,50 euro o, per le famiglie con più di tre figli a carico, non superiore a 20.000,00 euro. I requisiti sono unici: pertanto, chi ne è in possesso potrà chiedere lo sconto tanto sulla fornitura elettrica che su quella del gas e dell’acqua. Il bonus luce, inoltre, può essere richiesto anche da chi è affetto da seria patologia o dalle famiglie presso le quali viva un soggetto gravemente malato, costretto ad utilizzare apparecchiature mediche elettriche che gli sono necessarie per vivere. 

Il bonus consiste in un vero è proprio sconto sulla bolletta; la riduzione è proporzionata al numero dei componenti del nucleo familiare: nel caso della corrente elettrica, ad esempio, per una famiglia composta da oltre quattro persone il bonus è pari a 165 euro annui mentre, se è composta da soltanto uno o due membri, è di 112 euro. Lo sconto è concesso con riferimento ad un livello di consumo di energia elettrica medio, cioè consueto a quello di una famiglia ordinaria. La riduzione viene applicata mensilmente, su ogni bolletta. 

Si ricordi, infine, che il bonus luce vale solamente per i contatori elettrici fino a 3kw (innalzato a 4,5 kw per famiglie composte da più di quattro persone). 

La domanda per ottenere questo bonus va presentata al Comune di residenza, anche mediante Caf che provvede alla trasmissione dell’Isee. 

Bonus telefono 

Il bonus sulla bolletta del telefono è riconosciuto a tutti coloro che hanno un reddito annuale Isee inferiore a € 8.111,23. L’agevolazione consiste in uno sconto del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica. 

Conto corrente agevolato 

La legge offre un conto corrente destinato a compiere le operazioni bancarie più semplici (come, ad esempio, ricevere un bonifico o effettuare pagamenti).Ne ha diritto chi ha un reddito Isee non superiore a 11.600,00 euro. 

Dentista sociale

Chi ha un reddito Isee inferiore a 8.000 euro può accedere ad alcune prestazioni odontoiatriche a prezzi agevolati. Il beneficio spetta anche alle donne in gravidanza e a chi è esentato dal ticket sanitario. Il problema, tuttavia, è che non tutti i dentisti aderiscono all’iniziativa; pertanto, bisognerà consultare l’elenco dei dentisti sociali aderenti per essere sicuri di poter far valere questo diritto. 

Reddito di cittadinanza e reddito di inclusione 

Infine, a breve dovrebbe trovare attuazione il reddito di cittadinanza, il cui importo (€ 780,00) dovrebbe subire delle modifiche per chi, come la lettrice, è proprietaria di un’abitazione: in questa circostanza, infatti, il RdC dovrebbe scendere a € 500,00. Il limite Isee per ottenere il RdC è, per chi vive da solo, di € 9.360,00. Il beneficio è escluso per chi ha acquistato da meno di sei mesi un’auto con cilindrata superiore ai 1600 cc. I requisiti saranno confermati nei prossimi mesi. 

Da notare che il reddito di cittadinanza sostituirà il Rei, il reddito di inclusione, che pertanto può essere richiesto ancora ora (in attesa del RdC) da chi ha un Isee non superiore a € 6.000,00; l’importo del Rei è di 187,50 €, ad aumentare fino a 539, 82 € per nuclei con sei membri o più. 

Il Reddito di inclusione, però, può essere concesso solamente se vengono soddisfatti anche questi altri requisiti:

– valore ISRE (che si ottiene dividendo l’ISR per la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore ai 3.000 euro; 

– patrimonio immobiliare (non è compresa la casa di abitazione) non superiore ai 20mila euro; 

– valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro per le famiglie con più di due componenti, 8mila euro per la coppia e 6mila euro per la persona sola. 

Altro requisito è non possedere autoveicoli e motoveicoli immatricolati per la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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