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Bonus ristrutturazioni edilizie: come si ottiene

9 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Come si ottiene il bonus di ristrutturazione casa? Ho da poco acquistato la mia prima casa e ho sentito dire che mediante la dichiarazione dei redditi, presentando apposita documentazione, si possono ottenere dei bonus per la ristrutturazione.

Innanzitutto una premessa.

Da notizie di stampa, e dallo stesso sito della Camera dei Deputati, sembrerebbe che il bonus per le ristrutturazioni edilizie sia stato prorogato dalla legge di bilancio per il 2019 (approvata definitivamente il 30 dicembre 2018).

Sembrerebbe perché il testo della legge di bilancio per il 2019 sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nel suo testo definitivo tra qualche ora (oggi 31 dicembre 2018) e solo allora si potrà dare una risposta certa sulla proroga (fino al 31 dicembre 2019) o meno del bonus per le ristrutturazioni edilizie.

Se la proroga al 31 dicembre 2019 sarà stata inserita nella legge di bilancio per il 2019, allora sarà per il lettore possibile detrarre il 50% dell’importo massimo di spesa ammessa al beneficio che è pari ad euro 96.000,00 per singola unità immobiliare.

Se, invece, la proroga non sarà stata inserita nella legge di bilancio per il 2019, allora il bonus tornerà alla misura originaria (prevista nell’articolo 16 bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986) e gli sarà possibile detrarre il 36% su di un importo massimo ammesso al beneficio pari ad euro 48.000,00 per singola unità immobiliare.

Qualunque sia la percentuale di detrazione e l’importo massimo ammesso al beneficio, per poter fruire del beneficio della detrazione delle spese per interventi su singole unità immobiliari occorre tener presenti le seguenti regole:

– la detrazione spetta per le spese sostenute durante l’anno secondo il criterio di cassa;

– la detrazione spetta per il singolo immobile e per le sue pertinenze anche se accatastate separatamente (i lavori sulle pertinenze non hanno un limite di spesa autonomo ma l’importo relativo si somma a quello delle spese da realizzare sull’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio);

– può usufruire della detrazione occorre essere proprietari dell’immobile oggetto di ristrutturazione (o anche nudi proprietari, titolari di altro diritto reale, o anche locatari o comodatari dell’immobile);

– sono ammessi al beneficio gli interventi di manutenzione straordinaria oppure di restauro o risanamento conservativo oppure di ristrutturazione edilizia secondo l’elenco contenuto nell’articolo 3, lettere b), c) e d) del decreto del presidente della repubblica n. 380 del 2001 (non sono ammessi al beneficio gli interventi di manutenzione ordinaria a meno che non rientrino in un più ampio intervento di ristrutturazione);

– se i lavori si protraggono per più anni, il limite massimo detraibile è sempre l’importo complessivo ammissibile (cioè 96.000,00 euro se la proroga verrà concessa o 48.000,00 euro in caso contrario); non sarà cioè possibile cioè chiedere una detrazione di 96.000,00 euro (o 48.000,00) per ciascun anno di durata dei lavori;

– fermi i limiti massimi detraibili, il contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante di spesa ma solo nei nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione (esempio: se la quota detraibile dei lavori di ristrutturazione per l’anno 2018 è pari ad euro 1.500,00 ed il contribuente deve al fisco per il 2018 euro 1.000,00 di Irpef – trattenuta dal sostituto di imposta o comunque da versare – egli potrà detrarre solo euro 1.000,00 e i residui euro 500,00 non potranno essere recuperati in nessun modo);

– la detrazione deve, e si sottolinea deve, essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo nell’anno in cui la spesa è sostenuta e in quelli successivi (cioè nelle singole dichiarazioni dei redditi relative all’anno in cui la spesa è stata sostenuta e agli anni successivi dovrà essere richiesta la detrazione di un decimo della somma complessivamente spesa).

Fatta questa necessaria premessa, l’iter da seguire per ottenere la detrazione per i lavori ammissibili è il seguente:

– verificare (evidentemente con l’ausilio di un tecnico) se è necessario inviare alla Asl competente per territorio una comunicazione preliminare (con raccomandata a.r. o con altre modalità previsdte dalla Regione) che è obbligatoria solo nei casi in cui le norme di sicurezza dei cantieri di lavoro la impongano per il tipo di lavori da svolgere (nella comunicazione vanno indicati le generalità del committente dei lavori e dove i lavori dovranno essere effettuati; la natura dei lavori da effettuare; i dati dell’impresa esecutrice con l’assunzione di responsabilità, da parte della ditta stessa, circa il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e di contribuzione; dati di inizio dei lavori);

– verificare se è obbligatorio inviare all’Enea informazioni sui lavori da realizzarsi (sul sito dell’Enea www.acs.enea.it/ristrutturazioni-edilizie sono disponibili informazioni per verificare per quale tipo di lavori è obbligatorio informare l’Enea);

– i lavori realizzati dovranno essere pagati alla ditta esecutrice esclusivamente con bonifico bancario o postale (anche on line) da cui risulti: 

1) causale del versamento con riferimento all’articolo 16 bis del d.p.r. n. 917/1986; 

2) codice fiscale del beneficiario della detrazione (cioè di chi chiede la detrazione); 

3) codice fiscale o partita iva del beneficiario del pagamento (cioè della ditta esecutrice dei lavori);

– indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali che identificano l’immobile su cui i lavori sono stati realizzati e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione e poi, ovviamente, l’importo per il quale si chiede la detrazione (secondo le istruzioni annuali del modello 730 per la dichiarazione dei redditi: usualmente i righi del modello predisposti per questo tipo di detrazione sono i righi E41/E53 del Quadro E, sezione IIIA e III/B);

– il contribuente dovrà conservare, ed esibire a richiesta dell’Agenzia delle Entrate, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011 (in particolare andranno conservati le ricevute dei bonifici, le fatture o le ricevute fiscali relative ai lavori, la domanda di accatastamento se l’immobile non è ancora accatastato, le ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta, autorizzazioni amministrative se necessarie per i lavori da realizzarsi oppure, se nessuna autorizzazione amministrativa è necessaria, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e che gli stessi lavori eseguiti rientrano tra quelli agevolabili);

infine occorre dire che fatture e ricevute fiscali devono essere intestate alla persona che poi chiederà la detrazione nella sua dichiarazione dei redditi).

Infine, si evidenzia che sul proprio sito l’Agenzia delle Entrate fornisce in ogni caso delucidazioni sui vari bonus previsti dalle leggi vigenti.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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