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Case vacanze: consegna delle chiavi e identificazione dei turisti

9 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Sono proprietario di una casa vacanza ed accetto prenotazioni online. Non sempre mi è possibile essere presente per la consegna delle chiavi e per la identificazione degli ospiti in arrivo. In questo caso chiedo al turista che ha perfezionato la prenotazione di farmi avere, via mail o whatsapp, la copia dei documenti di riconoscimento di tutti i componenti il gruppo. Dalle fotocopie ricevute rilevo i dati dei documenti e predispongo un elenco con cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita e nazionalità. Trasmetto questo modulo al mio collaboratore che sarà presente alla consegna delle chiavi e questi identifica uno ad uno gli ospiti in arrivo e controlla i dati del mio elenco con gli originali dei documenti che restituisce subito. A lavoro di identificazione e controllo concluso, me ne dà notizia ed io trasmetto i dati nel Portale della Polizia di Stato. È lecito questo mio comportamento? Rientra nella normalità? 

Il fatto che il lettore chieda al turista la copia dei documenti di riconoscimento dei componenti del gruppo e che questi esegua la richiesta fa sì che egli possa considerarsi autorizzato all’esame di quei dati “sensibili”.

Tuttavia, il problema potrebbe sorgere nel momento in cui il lettore decida di trasmettere quei documenti al suo collaboratore.

Infatti, in questo caso, il lettore avrebbe bisogno dell’autorizzazione degli interessati che dovrebbero consentire il trattamento e la diffusione dei propri dati personali ai fini collegati al contratto turistico stipulato.

In mancanza, il turista potrebbe denunciare il lettore per illecita diffusione dei dati personali.

La soluzione per uscire da tale inghippo risiede nell’inviare il lettore un modulo per ottenere la firma preventiva al consenso al trattamento e diffusione dei dati personali da parte dei turisti, in ossequio alla normativa alla privacy italiana e al nuovo GDPR; in questo modo, nessuno potrà contestargli la trasmissione degli atti al collaboratore e, così facendo, il lettore potrà eliminare qualsiasi rischio di azione giudiziaria che, con ogni probabilità, lo vedrebbe soccombere davanti ad un Giudice.

Diversamente, lo stesso dovrebbe attendere l’arrivo dei turisti e far consegnare direttamente al suo collaboratore i documenti di riconoscimento da inviare in Commissariato anche se è buona regola ottenere sempre e comunque un modulo preventivamente firmato al trattamento dei dati personali.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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