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Eredità della zia defunta, senza figli né marito: la rinuncia degli eredi

9 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Quattro anni fa mio padre è deceduto ed io, mia madre ed i miei fratelli abbiamo rinunciato all’eredità. Di recente è deceduta la sorella di mio padre (mai chiamata all’eredità dello stesso), senza figli né marito, né genitori, ma con sorella maggiore vivente. Io e i miei fratelli siamo eredi della defunta zia, seppur già rinunciatari alla eredità di mio padre? Se si, in quali tempi dovremmo fare rinuncia all’eredità?

Secondo quanto disposto dal codice civile, a colui che muore senza lasciare prole, né genitori, né altri ascendenti, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali (art. 570 c.c.).

Ciò significa che, in mancanza di testamento, l’unica erede della zia del lettore è la sorella maggiore vivente.

Pertanto, il lettore e i suoi fratelli non rientreranno, quali nipoti, nell’eredità della loro zia poiché esiste un successibile più alto in grado degli stessi che avrà la prelazione ad acquisire tutta l’eredità lasciata dalla defunta zia.

Solo nel caso in cui la sorella maggiore vivente dovesse rinunciare il lettore ed i suoi fratelli sarebbero chiamati ad accettare o a rinunciare all’eredità della zia secondo quanto disposto dall’art.572 del codice civile: “se alcuno muore senza lasciare prole, né genitori, né altri ascendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore del parente o dei parenti prossimi, senza distinzione di linea. La successione non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado”.

Con riguardo ai termini per la rinuncia, anche se non espressamente previsti dal legislatore, questi vanno desunti da quelli previsti per l’accettazione: 

– se il lettore è in possesso dei beni della sua zia, allora dovrà rinunciare all’eredità entro tre mesi dal momento in cui gli  arriverà la notizia della rinuncia all’eredità della sorella maggiore;

 – se non è in possesso dei beni, allora avrà dieci anni di tempo per rinunciare alla chiamata ereditaria.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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