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Inps: Gestione Commercianti, Fondo Casalinghe e pensione di vecchiaia

9 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Ho 64 anni e sono iscritto dal 2004 alla Gestione Separata INPS come socio-amministratore,non lavoratore, di una s.r.l., con retribuzione minima e saltuaria. Ad oggi ho maturato 4 anni e 3 mesi di contributi. Dal 2014 sono iscritto al c.d. Fondo Casalinghe. La saltuaria attività di amministratore non mi consente di raggiungere il requisito della piena contribuzione dei corrispondenti periodi assicurativi. In tale Fondo ho raggiunto un’anzianità contributiva di 5 anni (e quindi il diritto alla pensione il prossimo anno). Lo scorso mese la Direzione Provinciale INPS mi ha iscritto d’ufficio a far data dal 01/07/2013, in qualità di titolare dell’attività, alla Gestione Commercianti, con obbligo di versamento di una contribuzione minima che andrebbe a coprire 12 mesi di contributi per ogni anno. Ciò determinerebbe “a posteriori” la decadenza dei requisiti di iscrivibilità al Fondo Casalinghe al 2014 e mi farebbe perdere il diritto alla pensione maturata presso il Fondo stesso. Inoltre, il versamento alla Gestione Commercianti di 5 anni di contributi e dei pochi altri che, data la mia età, potrei versare in futuro non mi consentirà di raggiungere i requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia, non potendo tra l’altro cumularli con i contributi della Gestione Separata. Cosa posso fare per maturare una pensione? Devo fare ricorso contro l’iscrizione d’ufficio alla Gestione Commercianti oppure chiedere il riscatto dei contributi mancanti per gli anni 2003-2013, in cui ero comunque titolare dell’impresa e quindi, secondo l’INPS iscritto alla Gestione Commercianti, o ancora devo far valere una forma di versamento della riserva matematica simile a quella prevista dall’ultimo comma dell’art.13 della legge 12/08/1962 n.1338?

In base a quanto emerge dagli atti allegati dal lettore ed a quanto da questi esposto, nel caso specifico è opportuno ricorrere avverso il provvedimento dell’Inps d’iscrizione alla gestione Commercianti. 

Non è possibile, difatti, per quanto concerne le gestioni Inps dei lavoratori autonomi (come Artigiani e Commercianti), effettuare il riscatto di periodi diversi da quelli del corso di studi; la costituzione di rendita vitalizia, col versamento della riserva matematica, è ammessa solo per gli obbligati a iscriversi alla gestione Commercianti a seguito dell’Art.1 L. 662/1996. La costituzione di rendita vitalizia è stata ammessa, in alcuni casi, anche per i soli iscritti come coadiuvanti, ma non per i titolari. 

La prescrizione dei contributi, presso le gestioni Artigiani e Commercianti, è quinquennale (prova ne sia l’iscrizione forzata dell’Inps, a far data dal 01/07/2013). In base a quanto indicato dalla circolare Inps n. 104/1996 e dalle Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza n. 4808/2005, il termine di prescrizione si allunga solo con riferimento ai contributi previdenziali eccedenti il minimale. In particolare, l’ordinario termine di prescrizione dei contributi si sospende sino alla data in cui l’Inps conosce il reddito imponibile a seguito della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, solo se l’interessato non presenta il quadro RR della dichiarazione dei redditi (modello Unico, ora modello Redditi). Si tratta del quadro che serve per calcolare i contributi previdenziali dovuti, in cui viene riportato il reddito d’impresa, o di lavoro autonomo, conseguito nell’anno, assieme ad altri dati utili al calcolo della contribuzione. Nel caso specifico, comunque, l’eventuale possibilità di allungare il termine di prescrizione relativo agli eventuali contributi in eccedenza non sarebbe utile. In conclusione, non è possibile pagare in ritardo presso la gestione Commercianti il periodo 2003-2013. 

Per quanto riguarda il ricorso all’Inps avverso l’iscrizione forzata alla gestione Commercianti, perché vi siano margini di successo è necessario provare che manca il requisito d’iscrivibilità, ossia la partecipazione al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza (Risp. Interpello Min. Lav. 12 novembre 2009 n. 78). In merito ai soci di Srl, va ricordato che per l’iscrivibilità alla gestione Commercianti non è richiesto il requisito del possesso della piena responsabilità dell’impresa, né dell’assunzione di tutti gli oneri e rischi relativi alla sua gestione. Non è dunque semplice provare la mancata partecipazione al lavoro aziendale. 

Nel caso in cui il ricorso abbia successo, il lettore potrebbe percepire la pensione presso il Fondo Casalinghe. In caso contrario, i contributi versati presso il Fondo Casalinghe non darebbero luogo a pensione e le sarebbero restituiti. Nessuna restituzione sarebbe dovuta nel caso in cui l’Inps ritenga che vi sia dolo nel valutare i presupposti d’iscrivibilità al Fondo Casalinghe. 

Bisogna però considerare un altro elemento, che potrebbe mutare, almeno in parte, la valutazione di opportunità: se il lettore non possiede contributi versati al 31 dicembre 1995, potrebbe ottenere la pensione di vecchiaia contributiva presso la gestione dei Commercianti anche con soli 5 anni di contributi, ma a 71 anni di età (requisito 2019: il requisito di età dovrebbe in seguito aumentare di 3 mesi ogni biennio). 

Una volta ottenuta la pensione di vecchiaia contributiva presso la gestione Commercianti, potrebbe anche recuperare gli anni versati presso la gestione Separata con la pensione supplementare. Raggiungendo 5 anni di contributi anche presso la gestione Separata, potrebbe ottenere un’autonoma pensione di vecchiaia contributiva, col medesimo requisito di età, presso la gestione. 

In sintesi, ecco le prospettive possibili, in base all’iscrizione, o meno, presso la gestione Commercianti: 

– mancata iscrizione alla gestione Commercianti: o pensione fondo Casalinghe a 65 anni;  

– o pensione di vecchiaia contributiva autonoma presso la gestione Separata, al raggiungimento di 5 anni di contributi presso la gestione e di 71 (e oltre) anni di età; 

– iscrizione alla gestione Commercianti: o nessuna pensione dal fondo Casalinghe; restituzione dei contributi versati, salvo l’ipotesi in cui l’Inps ravvisi dolo;

 – o pensione di vecchiaia contributiva presso la gestione Commercianti, al raggiungimento di 5 anni di contributi presso la gestione e di 71 (e oltre) anni di età, solo se non si possiedono contributi al 31 dicembre 1995; alla stessa data, pensione supplementare presso la gestione Separata; 

– o in alternativa alla pensione supplementare, pensione di vecchiaia contributiva autonoma presso la gestione Separata, al raggiungimento di 5 anni di contributi presso la gestione e di 71 (e oltre) anni di età. 

Per poter effettuare una valutazione di opportunità completa, ad ogni modo, è indispensabile conoscere in modo esaustivo la situazione contributiva personale, quale risulta dagli estratti conto contributivi (che dai documenti allegati non risulta) e sulla base dei versamenti eventualmente da effettuare alla gestione Commercianti, e calcolare gli importi ipotetici di pensione presso le varie gestioni. Si tratta di uno studio lungo e complesso, che richiede diverse settimane. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci 


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