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Invalidità: assegno ordinario, pensione d’inabilità e reddito di cittadinanza

9 Febbraio 2019
Invalidità: assegno ordinario, pensione d’inabilità e reddito di cittadinanza

Sono disabile all’80% e percepisco l’assegno mensile. L’anno scorso il mio ISEE era 0, quest’anno ho ricevuto 250 euro al mese di sussidio e ho lavorato dal 20/09 al 27/11. L’anno scorso non ho lavorato. L’unico lavoro che ho avuto come lavoratore dipendente è stato dal novembre 2012 al maggio 2015: non ho quindi 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni per l’aumento dell’assegno mensile, e non possiedo i requisiti analoghi per la pensione di disabilità, se non un ISEE inferiore a 9.000 euro e di almeno il 75% di invalidità. A cosa ho diritto? Aumento dell’assegno mensile e/o pensione di cittadinanza e/o il reddito di cittadinanza? In caso cosa devo fare per averli? Forse trovo un lavoro a 400 euro al mese come autonomo, ma se mi toglie i 780 euro devo rinunciarvi.

Come correttamente osservato dal lettore, purtroppo questi non ha diritto all’aumento dell’assegno mensile, o, più precisamente, all’assegno ordinario d’invalidità, poiché non possiede i requisiti contributivi richiesti, ma può soltanto percepire la pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per invalidi civili parziali, che dal 2019 ammonta a 285,66 euro mensili.

Il lettore può mantenere questo assegno se non supera i 4800 euro annui di reddito di lavoro autonomo, diversamente lo perde.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, è compatibile con le prestazioni di assistenza come l’assegno mensile, ma viene decurtato dell’importo che corrisponde all’assegno mensile stesso.

Partendo, dunque, dai 780 euro mensili teoricamente spettanti alla persona singola (si considera un nucleo familiare di una sola persona, in quanto il reddito di cittadinanza si basa sul reddito familiare, e non solo su quello personale), considerando il godimento dell’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, pari a 285,66 euro mensili, lei percepirebbe 494,34 euro mensili (ossia 780 meno 285,66 euro di assegno d’invalidità).

Nel caso in cui il lettore lavori e percepisca un ulteriore reddito pari a 400 euro al mese, resterebbe un reddito di cittadinanza mensile pari a 94,34 euro, perché dalla cifra restante dovrebbero essere tolti anche 400 euro.

Si noti che il reddito di cittadinanza deve ancora diventare legge, e che la misura potrebbe essere modificata rispetto a quanto annunciato: le regole saranno certe solo dopo che entrerà in vigore l’apposito decreto, nel gennaio 2019.

In ogni caso, considerando che il reddito di cittadinanza è una misura che si basa sul nucleo familiare, è necessario considerare i redditi degli altri componenti del nucleo, il loro numero ed i beni mobili e immobili posseduti dal lettore  e dai suoi eventuali familiari.

In particolare, il reddito non spetta se:

– l’Isee del nucleo familiare supera 9.360 euro; 

-il patrimonio mobiliare (libretti, conti, carte prepagate, depositi, buoni fruttiferi, titoli, partecipazioni…) supera i 10mila euro (in caso di famiglia numerosa, diversamente il limite è più basso, parte da 6mila euro);

-il patrimonio mobiliare comprende, oltre alla prima casa, almeno un ulteriore immobile di valore superiore a 30mila euro.

Si noti anche che, se la famiglia è proprietaria della prima casa, il reddito di cittadinanza è decurtato di 280 euro mensili; la decurtazione è di 130 euro mensili se si paga il mutuo.

Tutte queste regole devono in ogni caso essere confermate dall’apposito decreto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci


1 Commento

  1. Salve. Sono. Inv. 100 x100. Piu’ prendo assegno di accompagnamento totale 800. Posso chiedere aumento 780. Grazie

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