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Whatsapp: quando la condivisione di video è reato?

16 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Febbraio 2019



Sono un militare. Su whatsapp ho ricevuto un video da un collega che faceva gli auguri di natale vestito in uniforme (nessuno scandalo a parte che alla fine ha salutato con la pistola in mano). Il video è diventato virale dopo che l’autore lo ha inviato ad altri colleghi e persone. Chi lo ha ricevuto e condiviso ha commesso qualche reato? Io ho condiviso il video solo con altri miei colleghi, anche di altre caserme.

La condivisione di video illeciti è di per sé elemento configurabile il reato che porta in grembo il clip girato.

Ad esempio, in tema di apologia del terrorismo, è stato stabilito che la condivisione di video di propaganda dell’ISIS sui social network, rafforzata dall’approvazione dei relativi contenuti attraverso l’opzione ‘mi piace’, è idonea alla configurazione di quel reato (Cassazione penale, sez. V, 25/09/2017, n. 55418).

Come anche la condivisione di video osceni (a contenuto pedopornografico) che, per ciò stesso, provoca nel soggetto che ha operato l’inoltro ad altri contatti la configurabilità del reato di diffusione di materiale pedopornografico.

Mentre si è stabilito che la condivisione di video osceni non configura il reato di molestia poiché non disturberebbe la persona nel senso tradizionale intesto dal codice penale, come invece potrebbe accadere con la classica telefonata, potendo il destinatario bloccare il contatto del mittente, così non ricevendo più alcuna forma di fastidio.

Fatta questa doverosa premessa, nel caso specifico, occorrerà verificare se il video condiviso possa configurare o meno una condotta illecita, configurante un reato, o un atteggiamento che, se diffuso, possa provocare un danno all’autore (ad esempio, diffamazione della propria figura professionale).

Infatti, nel caso di WhatsApp, se Tizio invia a Caio un video (non è dato sapere neanche se il video è stato trafugato) e Caio lo invia al lettore, non significa che quest’ultimo sarà autorizzato ad inviarlo a Sempronio.

Ad ogni modo, il video in questione non dovrebbe creare dei problemi al soggetto interessato (neanche a parere dello scrivente dal punto di vista disciplinare); tuttavia, onde evitare problematiche di qualsiasi tipo, si consiglia al lettore di eliminare la condivisione effettuata con gli altri account, in modo tale da limitare la prova della sua condotta.

Non dovrebbe succedere nulla al lettore, poiché nella fattispecie in esame, nella peggiore delle ipotesi, il soggetto dovrebbe rivalersi solo nei confronti di chi sia stato il primo a condividere quel video con altri soggetti non autorizzati.

Tuttavia, per evitare l’insorgere di qualsiasi responsabilità, è buona cosa limitare qualsiasi traccia (non eliminare poiché, in questo caso, sarebbe impossibile cancellare contenuti già scaricati nel cellulare di altri).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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