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Cambio residenza temporaneo

13 Gennaio 2019 | Autore: Teresa Rullo
Cambio residenza temporaneo

Il trasferimento per motivi di studio, di lavoro o di famiglia in un altro comune può determinare l’esigenza di cambiare temporaneamente residenza.

Sempre più spesso, per motivi di studio o di lavoro, ci si muove sul territorio italiano anche solo per pochi mesi. Vivere in un posto diverso e lontano da casa comporta anche delle esigenze sia per i comuni che devono monitorare la popolazione presente sul territorio sia per il cittadino stesso che può accedere a taluni servizi solo grazie allo status di residente. Si pensi a chi chiede il cambio di residenza temporaneo per ottenere il congedo straordinario per assistere un familiare disabile. Così come i cittadini possono fare richiesta di iscrizione, anche un comune può cancellare una persona dall’anagrafe perché assente per un lungo periodo oppure tramite l’ufficiale dello stato civile può iscrivere un cittadino nell’anagrafe temporaneo. C’è, quindi, una esigenza in capo sia ai cittadini sia ai Comuni. Tuttavia, la permanenza in un luogo diverso può essere talvolta davvero breve, durare solo pochi mesi e fare un cambio di residenza risulterebbe eccessivo, anche per la burocrazia che c’è dietro. Pertanto, esiste un modo per fare un cambio residenza temporaneo? Continua a leggere questo articolo per maggiori informazioni.

Quando si fa il cambio di residenza temporaneo?

Il cambio di residenza può essere fatto anche per un breve periodo. Nelle anagrafi dei comuni, infatti, esistono dei cataloghi chiamati “registri della popolazione temporanea”. Questi registri raccolgono i dati di coloro che non si sono stabiliti in modo definitivo, ma decidono comunque di segnalare la propria situazione al comune in cui si trovano temporaneamente. Si parla appunto di dimora temporanea.

I motivi che determinano un cambio provvisorio e temporaneo di residenza possono essere diversi: lavoro, studio, famiglia o malattia.  La richiesta del cambio temporaneo di dimora serve ad evitare che il comune di effettiva residenza cancelli il cittadino dall’anagrafe durante il periodo di assenza.

Parlando di cambio provvisorio, va chiarito che la residenza per essere considerata temporanea non deve superare i dodici mesi. In caso contrario il cittadino deve chiedere l’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente.

Chi può chiedere il cambio di residenza temporaneo?

Possono richiedere il cambio temporaneo di residenza [1]:

  • tutti i cittadini italiani che dimorino nel nuovo Comune da almeno quattro mesi;
  • i cittadini extracomunitari che risiedono all’estero oppure in un altro Comune italiano e che dimorino in quel comune da almeno quattro mesi;
  • i cittadini dell’Unione Europea che risiedono in un altro Comune italiano o all’estero e che dimorino in quel comune da almeno tre mesi.

In presenza di uno dei presupposti sopra elencati, il cittadino può chiedere l’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea.

Cosa bisogna fare per cambiare la residenza temporanea?

Coloro i quali si trovano nelle condizioni di poter chiedere il cambio di residenza temporaneo, devono presentare una richiesta all’anagrafe del comune in cui intendono registrarsi. L’istanza viene spesso messa a disposizioni sui siti web degli stessi comuni oppure è disponibile in formato cartaceo presso gli sportelli degli uffici anagrafe.

Nella richiesta il cittadino deve dichiarare innanzitutto i propri dati anagrafici (data e luogo di nascita, luogo di residenza, professione, stato civile), poi il motivo per il quale chiede il cambio di residenza temporaneo ed, infine, l’indirizzo della casa in cui sta vivendo da non meno di quattro mesi.

L’istanza può essere presentata anche per gli eventuali componenti del proprio nucleo familiare e ed è concessa dopo i necessari ed opportuni accertamenti da parte del Comune.

Alla richiesta deve essere allegata una copia di un documento di riconoscimento e del codice fiscale. Molti comuni danno la possibilità di presentare l’istanza anche in via telematica, attraverso l’invio di una e-mail o di una pec. È opportuno sempre informarsi prima all’ufficio anagrafe del comune in cui deve essere presentata la richiesta.

Per quanto riguarda i cittadini europei i comuni, oltre alle dichiarazioni sopra elencate, chiedono di allegare all’istanza una ulteriore documentazione: ad esempio, copia del contratto di lavoro, copia della busta paga, certificazione di iscrizione al corso di studi e durata dello stesso, tessera sanitaria europea.

Per quelli extra europei anche copia del permesso di soggiorno e del passaporto. In genere, viene richiesta la presentazione di tutti quei documenti da cui si evince la temporaneità del soggiorno del cittadino.

Una volta ottenuta l’iscrizione, al cittadino possono essere rilasciate solo attestazioni dal comune in cui ha la residenza temporanea. Tutti i certificati devono essere richiesti sempre al comune di residenza effettiva.

La procedura di iscrizione non prevede costi.

Cosa fare dopo aver presentato l’istanza di residenza temporanea?

Dopo aver presentato l’istanza corredata di tutti i documenti necessari, il cittadino non può che aspettare. Il comune, infatti, provvederà a svolgere tutti gli accertamenti necessari anche attraverso gli appartenenti al corpo di Polizia Municipale. Vi è un vero e proprio obbligo normativo [2] in capo all’ufficio anagrafe che è tenuto a verificare la sussistenza del requisito di dimora temporanea dichiarato da chi ha presentato l’istanza.

Dopo la conclusione del procedimento di iscrizione nel registro della popolazione temporanea, i comuni, oltre ad avvisare i richiedenti, procedono alla comunicazione dell’avvenuta iscrizione nel registro anche al comune di residenza effettiva.

A questo punto, coloro i quali hanno ottenuto la residenza temporanea, possono richiedere anche il rilascio della carta di identità, previo nulla osta del Comune di residenza effettiva.

Come si fa la richiesta di cancellazione quando si ritorna nel Comune di residenza effettiva?

Nel momento in cui le condizioni per cui era stata chiesta l’iscrizione nel registro dell’anagrafe temporanea sono cessate, il cittadino può fare istanza di cancellazione all’ufficio anagrafe. Abitualmente esistono dei moduli prestampati da compilare come avviene per la richiesta di iscrizione. Ad ogni modo, nella richiesta vanno indicati: la dimora abituale, lo stato civile, la professione ed infine la formale richiesta di cancellazione.

Di solito, la cancellazione dal registro anagrafe dei residenti temporanei avviene per trasferimento della persona interessata, morte, iscrizione definitiva nell’anagrafe dei residenti abituali di quel Comune oppure per irreperibilità della persona. Come succede per l’iscrizione, anche la cancellazione viene comunicata al comune di residenza anagrafica. In genere, quando la dimora supera i dodici mesi, il cittadino deve chiedere l’iscrizione all’anagrafe dei residenti in quanto non può più essere considerato temporaneo, altrimenti viene cancellato d’ufficio.

La residenza temporanea può essere utilizzata per il congedo straordinario?

Uno dei casi in cui, frequentemente, viene presentata istanza di cambio temporaneo della residenza è quello in cui un lavoratore dipendente abbia necessità di chiedere un congedo straordinario retribuito dal lavoro per assistere un familiare.

Innanzitutto, chiariamo brevemente che il congedo straordinario previsto dalla nota Legge 104 [3] è un periodo di assenza dal lavoro che viene riconosciuto ai lavoratori dipendenti che assistono familiari con disabilità grave.

In questi casi, quando cioè una persona abbia necessità di usufruire del congedo straordinario, la richiesta di dimora temporanea deve essere presentata prima della richiesta di congedo. Solo dopo aver verificato l’iscrizione nell’anagrafe temporaneo viene, infatti, concesso il congedo straordinario.

La residenza temporanea, come abbiamo visto sopra, ha una durata di dodici mesi, pertanto, chi ha necessità di rimanere in quel luogo come residente dovrà chiedere l’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente. Nel caso in cui termini tale periodo di iscrizione, il lavoratore dovrà comunicare al datore di lavoro la cessazione dell’iscrizione.

Se cambio residenza per poco tempo posso cambiare il medico di base?

Tutti i cittadini iscritti al servizio sanitario nazionale che per ragioni di lavoro, studio o salute si trovano in un luogo diverso da quello in cui risiedono abitualmente hanno diritto ad usufruire delle prestazioni medico-sanitarie di quella regione. Chi ha la residenza temporanea in un altro luogo può usufruire anche del cosiddetto “cambio medico”.

Il cittadino può scegliere, infatti, un medico di base diverso per un periodo di tempo che va da tre mesi ad un anno. Si pensi a chi, residente al sud Italia, si trovi al nord per motivi di studio o di lavoro. Appare ovvio che prima o poi questa persona potrebbe avere bisogno di un medico e quello di base si trova troppo lontano.

Proprio per far fronte a queste esigenze, il sistema sanitario nazionale ha previsto la possibilità di avere un medico in un luogo diverso da quello di effettiva residenza per un periodo limitato di tempo. Per poter usufruire di tale beneficio, l’interessato deve recarsi presso l’ufficio scelta e revoca dell’azienda sanitaria a cui appartiene il comune in cui si è trasferito e fare la richiesta di scelta del medico. All’istanza devono essere allegati alcuni documenti, quali: il libretto sanitario, la carta di identità, la tessera sanitaria.

In alcune regioni è prevista l’allegazione di ulteriori documenti. In particolare, se la richiesta viene presentata da una persona che si è trasferita per motivi di lavoro, all’istanza dovrà essere allegata anche una attestazione del datore di lavoro da cui risulti che l’interessato si è trasferito per motivi di lavoro per un periodo superiore a tre mesi. Nel caso in cui, invece, il richiedente sia uno studente potrà essere richiesta l’allegazione del certificato di iscrizione a corsi di studio.


Di Teresa Rullo

note

[1] Art. 32 D. P. R. n. 223 del 30.05.1989.

[2] Art. 19 D. P. R. n. 223 del 30.05.1989.

[3] Art. 3 co. 3 L. n. 104 del 5.02.1992.


3 Commenti

  1. vi chiedo se una sorella di roma si trasferisce nella residenza della sorella e questa usufruisce dei bonus x ISEE basso i redditi della sorella fanno incrementare ISEE puo aveve la residenza nella stessa casa con due nuclei familiari distinti per non far perdere i benefici vari? Grazie x il vs contributo

    1. se vi e’ un rapporto di parentela non si possono costituire due stati di famiglia all’interno della stessa abitazione.

      1. Mariella, questa regola vale anche per il cambio di residenza temporaneo?

        Quindi se mi avvalgo di questa possibilità, il mio reddito fa cumulo con quello del nucelo familiare originale (in caso di parentela)?

        Sarò quindi tenuto a specificarlo nella dichiarazione dei redditi anche solo per un periodo di pochi mesi?

        Grazie

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