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Mancato riconoscimento figlio naturale risarcimento danni

1 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Febbraio 2019



Se un padre non riconosce un figlio per tanti anni, questi può avere il risarcimento del danno morale? A quanto ammonterebbe questo danno?

Si sa: non tutte le storie sono uguali e la tua è quella di un uomo che non ha conosciuto il proprio padre, perché questi ha deciso di non riconoscerlo, e che è cresciuto con il solo supporto materno e magari con l’accorata presenza e collaborazione di un parente affezionato (magari uno zio o un nonno, ecc). In particolare, per tanti anni hai cercato di contattare il tuo genitore naturale, di riavvicinarlo e di vederti riconosciuto dal medesimo, ma i tuoi tentativi sono stati vani ed inefficaci. Insomma, dopo tanto patire e dopo un’attenta quanto approfondita riflessione hai deciso di fare causa al tuo genitore. In primo luogo, vorresti ottenere il suo cognome, in modo da formalizzare il fatto che si tratta di tuo padre. Hai saputo che questa causa si chiama azione di riconoscimento e che, se avesse un esito positivo, saresti considerato, a tutti gli effetti di legge, il suo figlio naturale. In secondo luogo vorresti ottenere anche un risarcimento: non faresti questa causa per motivi strettamente economici, ma ti sembrerebbe giusto ricevere un’equa riparazione delle sofferenze che hai dovuto patire, per non aver avuto al tuo fianco e per tutti questi anni, il tuo genitore naturale. Ebbene, se queste sono le premesse, la domanda che ti poni appare più che legittima: posso avere il risarcimento dei danni morali da mio padre? Dinanzi al mancato riconoscimento del figlio naturale, il genitore è tenuto al risarcimento dei danni? Come si quantifica il danno morale, se dovuto, a favore del figlio mai riconosciuto?

Azione di riconoscimento: di cosa si tratta?

Se ti ritrovi nella situazione descritta in precedenza non puoi che chiederti dell’azione di riconoscimento e di cosa si tratta. Ebbene, devi sapere che un figlio, che non è stato mai riconosciuto dal padre, può in ogni momento, ad esempio anche in età adulta, chiedere al Tribunale competente (quello della residenza del proprio genitore) di essere riconosciuto come tale. In altri termini, mediante il proprio avvocato, il figlio cita in giudizio il padre che non lo ha mai riconosciuto, affinché il Tribunale accerti la predetta paternità. Si tratta di un diritto che non scade mai, tant’è che può essere esercitato a qualsiasi età e che, una volta acclarato, consentirà al figlio naturale di essere considerato come tale rispetto al padre, di poterne portare il cognome, di averne l’eventuale mantenimento, di potergli succedere a titolo ereditario, ecc. Come forse sai, l’azione di riconoscimento è principalmente caratterizzata dalla cosiddetta prova del Dna: attraverso un esame del sangue, infatti, è possibile stabilire la tanto agognata paternità. Tuttavia, nella pratica, non di rado accade che il genitore, una volta citato, provveda al riconoscimento spontaneo: egli infatti sa bene che non potrà sottrarsi alla prova del sangue, che quest’ultima non mentirà e che un comportamento processuale meno conflittuale e più collaborativo potrebbe indurre il giudice ad una sentenza più clemente negli effetti ulteriori: tra questi anche il danno morale, eventualmente richiesto dal figlio.

Mancato riconoscimento figlio: posso avere il danno morale?

Tra le caratteristiche principali dell’azione di riconoscimento di un figlio naturale c’è sicuramente la richiesta del danno morale. Infatti, il figlio non riconosciuto, soprattutto se questa spiacevole situazione si è protratta sino all’età adulta, accompagna quasi sempre all’azione di riconoscimento anche la domanda di un risarcimento di natura morale: ma è ammissibile questa richiesta? Ebbene, nella giurisprudenza dei Tribunali di merito ed anche da parte della Suprema Corte di Cassazione è possibile ritrovare e vedere ammesso anche questo diritto. Secondo i giudici, il figlio che non è stato mai riconosciuto dal padre può chiedere allo stesso anche il danno morale [1] rappresentato dalla mancanza del genitore in tutti questi anni e dalle sofferenze di natura morale che ha dovuto subire a seguito di questa forzata assenza [2]. In pratica, una situazione non molto dissimile da quella della morte di un genitore. In altre parole, un genitore mancante, perché non ha voluto riconoscere un figlio naturale è stato di fatto assente nella vita del medesimo, così come un genitore malauguratamente defunto. Si tratta di un ragionamento che incide anche sulla quantificazione del danno morale richiesto dal figlio.

Mancato riconoscimento figlio: quant’è il danno morale?

Hai visto in precedenza che nel caso di un mancato riconoscimento del figlio, questi ha diritto al danno morale, ma ora, giustamente ti chiedi a quanto ammonterebbe: ebbene devi considerare per quanti anni c’è stata la predetta assenza. Un genitore che è mancato per tanti anni deve riconoscere un danno morale al proprio figlio, pari al numero degli anni in cui è mancato. In altre parole, i giudici, considerando le tabelle con le quali si quantifica il danno da perdita di un genitore a seguito di un incidente (ad esempio quelle del Tribunale di Milano), quantificano il danno morale da mancato riconoscimento del figlio partendo dalla stessa misura, ma ovviamente riducendola in proporzione agli anni in cui è effettivamente mancato il predetto genitore (che non è morto, ma è stato di fatto assente come se lo fosse, ad esempio, per 25 anni). Nella pratica, si tratta di un danno che viene quantificato in via equitativa, che non sempre è liquidato nella stessa misura dai diversi Tribunali, ma che comunque si sostanzia in una cifra non esigua e che è posta a carico del genitore condannato.

Casi concreti

Il Tribunale di Roma [3], partendo dai predetti presupposti, ha quantificato il danno morale del figlio non riconosciuto partendo da quello ordinariamente dovuto nel caso di morte del genitore (pari a circa 188.000 euro) secondo le tabelle del medesimo. Ha quindi aumentato questa somma del 25%, in considerazione del fatto che il padre è stato assente durante la minore età del figlio (arrivando a circa 236.000 euro). Dopodiché ha ridotto il tutto al 30%, visto che il genitore non è morto e che, a seguito del riconoscimento sarà giocoforza presente nella vita del figlio, arrivando ad una liquidazione complessiva del danno morale di circa 70.000 euro. Invece, il Tribunale di Matera [4] è arrivato ad una liquidazione inferiore, riducendo notevolmente il danno dovuto nell’ipotesi analoga della morte del genitore, quantificando quindi, il danno morale complessivo in 40.000 euro e riducendolo ulteriormente del 50%, visto che il padre, pur non avendo mai riconosciuto formalmente il figlio, aveva avuto contatti e frequentazioni col medesimo durante il periodo precedente al processo.

note

[1] Art. 2059 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 5652/2012 – 20137/2013 – 16657/2014

[3] Trib. di Roma sent. del 19.05.2017

[4] Trib. di Matera sent. n. 1370/2017 del 07.12.2017


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