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Reddito di cittadinanza: benefici per disabili

11 Gennaio 2019 | Autore:


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Esonero dal patto per il lavoro e per l’inclusione sociale, patrimonio mobiliare più elevato, rifiuto al trasferimento: agevolazioni reddito di cittadinanza per disabili e loro familiari.

I disabili appartenenti a un nucleo familiare in condizioni di bisogno economico vedranno a breve aumentare le prestazioni a cui hanno diritto: grazie al reddito di cittadinanza, difatti, tutti coloro che si trovano al di sotto della soglia di povertà, e che possiedono determinati requisiti patrimoniali, potranno ricevere un trattamento pari a un massimo di 780 euro al mese.

Chi percepisce già un trattamento dall’Inps legato all’invalidità, ad esempio la pensione d’invalidità civile o l’assegno di accompagnamento, vedrà dunque aumentare l’importo mensile spettante, sussistendo le condizioni per il reddito di cittadinanza: inoltre, rispetto alla generalità di aventi diritto al sussidio, i disabili avranno delle agevolazioni in più. In base a quanto emerge dalla bozza di decreto in  materia di reddito di cittadinanza e pensioni, in particolare, le persone con disabilità non sono obbligate a sottoscrivere il patto per il lavoro e il patto per l’inclusione sociale, né sono obbligate ad accettare un’offerta di lavoro lontano da casa. Inoltre, i limiti relativi al patrimonio mobiliare posseduto dal nucleo familiare (conti, libretti, depositi, carte prepagate…) sono più elevati, se c’è un componente con disabilità.

Considerando che il decreto in materia di reddito di cittadinanza e pensioni è ancora in fase di revisione, potrebbero essere approvate delle nuove proposte in merito alle agevolazioni per persone con disabilità: ad esempio, si vorrebbe innalzare il limite di reddito Isee dei nuclei familiari con componenti disabili a 15mila euro.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sul reddito di cittadinanza: benefici per disabili, come funziona il sussidio e quali sono le condizioni per percepirlo, che cosa succede a chi ha già diritto ai sussidi per invalidità.

Chi sono i disabili che hanno diritto al reddito di cittadinanza?

Il decreto sul reddito di cittadinanza definisce le persone con disabilità come coloro che sono considerati disabili ai fini Isee. Che cos’è l’Isee? L’Isee è l’indicatore della situazione economica equivalente, in parole semplice un indice che “misura la ricchezza” delle famiglie (se vuoi approfondire puoi leggere la nostra Guida alla dichiarazione Isee).

Ma chi è disabile ai fini Isee? Risulta disabile chi soddisfa le condizioni indicate nell’Allegato 3 al decreto Isee [1]: il decreto, in particolare, differenzia le persone con disabilità media dalle persone con disabilità grave e dai non autosufficienti. Vediamo chi rientra nelle definizioni, in base alla tabella sottostante.

Categorie
Disabilità Media
Disabilità Grave
Non autosufficienza
Invalidi civili di età compresa tra 18 e 65 anni – Invalidi 67-99% – Inabili totali – Cittadini di età compresa tra 18 e 65 anni con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili minori di età – Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (diritto all’indennità di frequenza) – Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età e in cui ricorrano le condizioni di cui alla L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30 Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili Over 65 (dal 2019 over 67) – Over 65 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi 67-99% – Over 65 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, inabili 100% ( – Cittadini Over 65 con diritto all’indennità di accompagnamento
Ciechi civili – Art 4 L. 138/2001 – Ciechi civili parziali – Ciechi civili assoluti
Sordi civili – Invalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesica – Sordi pre-linguali
INPS – Invalidi (L. 222/84, artt. 1 e 6 – D.Lgs. 503/92, art. 1, comma 8) – Inabili (L. 222/84, artt. 2, 6 e 8) – Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INAIL – Invalidi sul lavoro 50-79%- Invalidi sul lavoro 35-59% – Invalidi sul lavoro 80-100%- Invalidi sul lavoro -59% – Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INPS gestione ex INPDAP – Inabili alle mansioni – Inabili (L. 274/1991, art. 13 – L. 335/95, art. 2)
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerra – Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81 – Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81 – Invalidi con diritto all’assegno di superinvalidità
Handicap – Art 3 comma 3 L.104/92: handicap in situazione di gravità

Come funziona il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza consiste in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare che paga l’affitto o il mutuo, con un solo componente: in caso di nucleo con più componenti, il reddito è aumentato dello 0,4 per ogni componente maggiorenne e dello 0,2 per ogni componente minorenne, sino a un massimo di 2,1, quindi di 1.638 euro al mese. Con riferimento al singolo componente, bisogna anche possedere una soglia di reddito personale non superiore ai 6mila euro annui, che sale a 7.560 euro se il beneficiario ha dai 65 anni in su, quindi ha diritto alla pensione di cittadinanza.

L’indicatore Isee della famiglia (si tratta, in pratica, di un indice che “misura la ricchezza delle famiglie”) richiesto per il diritto al sussidio ammonterà a 9.360 euro. Inoltre sono previsti limiti legati al patrimonio mobiliare e immobiliare.

La prestazione sarà erogata con una carta acquisti, una sorta di bancomat, che consentirà di pagare le utenze, di acquistare beni e di prelevare contanti sino a 100 euro al mese.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?

Potranno chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano una delle seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno (in questo caso è escluso l’intero nucleo familiare), così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
  • sono cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo;
    sono residenti stabilmente in Italia da almeno 10 anni;
  • percepiscono un reddito o una pensione inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili, da moltiplicare per il parametro della scala di equivalenza;
  • possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto o il mutuo ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • possiedono al massimo due immobili nel nucleo familiare, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
  • possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
  • nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti, fatti salvi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità;
  • nessun componente del nucleo deve possedere navi o imbarcazioni da diporto.

Patto per il lavoro e per l’inclusione sociale

Il reddito di cittadinanza spetta se i componenti del nucleo familiare maggiorenni:

  • dichiarano immediata disponibilità al lavoro;
  • aderiscono ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale: il percorso prevede attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi, ed ulteriori impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale.

Sono tenuti a rispettare questi obblighi tutti i componenti del nucleo familiare che siano maggiorenni, non già occupati e non frequentanti un regolare corso di studi o di formazione.

Benefici reddito di cittadinanza per disabili

I disabili, in base a quanto previsto nel decreto sul reddito di cittadinanza, hanno delle agevolazioni per accedere al sussidio. In particolare:

  • non sono obbligati a sottoscrivere il patto per il lavoro e per l’inclusione sociale, quindi non devono impegnarsi nelle attività di politica attiva del lavoro e non sono soggetti alle misure di condizionalità per ricevere la prestazione;
  • non sono obbligati ad accettare un’offerta di lavoro lontano da casa e, se lo fanno, continuano a percepire il reddito di cittadinanza per tre mesi; questo trattamento di favore spetta anche ai componenti della famiglia;
  • se il loro nucleo familiare decade dal reddito di cittadinanza, i termini per presentare una nuova domanda sono ridotti a 6 mesi, anziché essere pari a 18 mesi;
  • il loro nucleo familiare beneficia di un incremento della soglia massima di patrimonio mobiliare (conti, carte, libretti, titoli, partecipazioni…) pari a 5mila euro;
  • il loro nucleo familiare può possedere autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi che precedono la domanda di sussidio, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, nonché motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti, se si tratta di autoveicoli o motoveicoli per cui è prevista un’agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità.

Benefici reddito di cittadinanza per chi assiste disabili

Chi appartiene a una famiglia in cui sono presenti minori di tre anni, disabili gravi o non autosufficienti, può essere esonerato dagli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza.

Inoltre, se nel nucleo familiare è presente un disabile, si ha diritto alle agevolazioni appena osservate: possibilità di rifiutare un lavoro distante da casa, possibilità di possedere auto e moto nuove di grossa cilindrata, se acquistate per il trasporto di un disabile, incremento della soglia massima di patrimonio mobiliare, termini ridotti per presentare una nuova domanda di sussidio.

Reddito di cittadinanza e trattamenti di assistenza

Il decreto prevede che, ai fini del diritto al reddito di cittadinanza, il reddito familiare:

  • è determinato al netto dei trattamenti di assistenza (ad esempio la pensione d’invalidità o inabilità civile, l’assegno di frequenza…) eventualmente inclusi nell’Isee;
  • include i trattamenti di assistenza in godimento da parte dei componenti del nucleo familiare, escluse le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento.

Nel valore dei trattamenti di assistenza non rilevano:

  • il pagamento di arretrati;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi;
  • le esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • i rimborsi di spese sostenute;
  • i buoni servizio e gli altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi;
  • il  bonus bebè.

Le disposizioni osservate, ad ogni modo, potrebbero essere modificate, in quanto il decreto sul reddito di cittadinanza è ancora in fase di revisione.

note

[1] All. 3 D.P.C.M. n. 159/2013.


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12 Commenti

  1. chia ha diritto ,chi non ha diritto ,bla bla bla,tanto si e già capito che le pensioni di invalidità non le alzeranno mai!! ,non fate altro che illudere chi vive in condizioni precarie come il sottoscritto!!!,poi c’è bisogno di scrivere a chi spetta?,chi sta sotto la soglia di povertà,ovvero che viene definita povertà dall’istat di meno di 780 euro!!,e ovvio che chi ad esempio prende 500 euro ,ma ha una casa da 400 mila euro ,se vuole piu soldi vende la casa!!,uno ci deve arrivare da solo! ,comunque non fate altro che alimentare il fumo che non sarà mai acceso! ,295 euro un invalido per campare vergogna!!!

  2. Buongiorno , ma per un disabile 100% lavoratore full time che già superava il reddito per l’ invalidità (i 280 mensili ) ed essendo nel pubblico non ha diritto ad altre forme assistenziali (escludendo l’accompagnamento): con questa riforma cambierà qualcosa o nulla?

    1. Probabilmente la situazione non cambierà, però è necessario valutare caso per caso, a seconda dell’ammontare non solo dello stipendio, ma anche della situazione del nucleo familiare.

  3. Salve un minorenne che prende 512 euro mensili di accompagnamento, con il reddito o pensione di cittadinanza quanto gli daranno?

    1. Dipende dagli eventuali redditi e dal patrimonio dei componenti del nucleo familiare. Nell’ultima bozza di decreto è scritto che non rilevano le prestazioni le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento. In pratica, l’accompagno non fa reddito, ai fini del sussidio di cittadinanza.

  4. NON CAPISCO PERCHÉ UN DISABILE PER PRENDERE € 780 DEVE PRESENTARE
    ISEE.
    IL DISABILE RIMANE SEMPRE UN DISABILE PER SUA SFORTUNA.

    SINCERAMENTE IO NON CONDIVIDO ASSOLUTAMENTE.

  5. io ho il 100% di invalidità civile e mio marito il 67% , siamo tutti
    e 2 in pensione , non possediamo immobili o altri redditi
    oltre la pensione ,mio marito ,mi assiste e mi porta a fare le visite perchè io ho un autonomia di 10 minuti al massimo di
    cammino , abbiamo la speranza di un sussidio .
    daniela beraldo claudio bellini valenza (al)

    1. A mio parere sì, bisognerebbe conoscere l’importo della pensione. Se si tratta dell’assegno di assistenza per invalidi civili parziali/totali sicuramente rientrerete nel reddito di cittadinanza, se si tratta di altre pensioni bisogna valutare caso per caso.
      Ad ogni modo siamo in attesa della stesura definitiva del decreto sul reddito di cittadinanza per poter fornire maggiori informazioni

  6. Io ho 74%di invalidità, se dovessero chiamare mio marito per un lavoro deve per forza andare lontano con i km oppure essendo io disabile può avete un lavoro vicino?

  7. Gent.ma Avv. Noemi Secci, io ho una pensione d’inabilita’ assoluta a qualunque proficuo lavoro nella pubblica amministrazione, L.335/95 art. 2, non privilegata, di 870 euro al mese (interamente contributiva), piu’ una pensione inv. civ. di 280 al mese….inoltre ho la casa all’asta giudiziaria che perdero’ sicuramente a breve……ho diritto a qualcosa?….devo ancora calcolare l’immobile nell’Isee?

  8. Mia figlia invalida al 100% con disabilità mentale che vive da sola con un assegno divorzile di 100 Euro mensili e 100 Euro di sussidio comunale + 292 E di assegno di invalidità ma proprietaria dell’alloggio in cui abita con il box pagati circa 200 mila Euro in una zona malfamata che ora volendo vendere non ti danno neanche la metà ma che alza l’indice ISEE a 13.000 Euro credo che non riceverà niente e forse chiederanno indietro soldi. So che l’assegno divorzile non deve essere conteggiato e da qualche parte avevo letto che neanche la casa di abitazione doveva essere conteggiata qualereddito ma lo Stato ci prende per i fondelli e non ha diritto neanche al bonus gas e luce ed alla carta REI. Mi chiedo se ci sarà qualcuno che riuscirà a prendere il reddito di cittadinanza.

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