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Condominio: impugnazione delibere con citazione e non ricorso

3 Aprile 2013
Condominio: impugnazione delibere con citazione e non ricorso

Con la riforma, per impugnare le delibere assembleari sarà necessaria la citazione e non più il ricorso.

La riforma del condominio [1], che entrerà in vigore il 18 giugno 2013, ha modificato sostanzialmente le regole per impugnare le delibere di condominio.

La norma precedente parlava di un ricorso quale atto necessario per proporre impugnazione contro le delibere dell’assemblea; al contrario, il nuovo articolo [2] non fa riferimento più al “ricorso”, ma dice semplicemente che il condomino assente, dissenziente o astenuto “può adire l’autorità giudiziaria”, per chiederne l’annullamento entro 30 giorni (che decorrono dalla data della delibera per i dissenzienti e astenuti oppure dalla data di comunicazione del verbale per gli assenti).

Dunque, non facendo più la norma riferimento all’atto di ricorso, sembrerebbe che l’azione vada esercitata con citazione [3]. La regola generale, infatti, vuole che tutte le cause debbano iniziare con citazione, salvo laddove la legge richieda espressamente il ricorso.

La modifica della disciplina – che sembra più il frutto di una svista – va contro le intenzioni del legislatore della prima norma, la cui finalità, prescrivendo l’atto di ricorso e non la citazione, era quella di favorire un procedimento più celere.

Ricordiamo infine che l’azione di annullamento non sospende l’efficacia esecutiva della delibera, salvo che la sospensione non venga disposta dal giudice.


note

[1] Legge n. 220/2012.

[2] art. 1137 cod. civ.

[3] In verità, anche nel precedente regime la giurisprudenza sanava i giudizi di impugnazione di delibere avviati con citazione, a condizione che la stessa venisse notificata entro il termine dei 30 giorni.


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