Tari in bolletta, legalizzazione cannabis e autonomia Nord: misure sul tavolo

12 Gennaio 2019


Tari in bolletta, legalizzazione cannabis e autonomia Nord: misure sul tavolo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Gennaio 2019



Le tre misure che dividono la maggioranza: nei prossimi mesi si deciderà la sorte delle discusse proposte di legge.

Parlamento e Governo, seppur su contrapposti fronti, si sono messi al lavoro su tre misure non presenti nel patto di Governo: l’addebito dell’imposta sui rifiuti all’interno della bolletta della luce, la legalizzazione della cannabis e l’autonomia regionale per il Veneto e la Lombardia. Quanto c’è di vero e quanto di “pompato” dai media?

Tari in bolletta

Nonostante le critiche e le difficoltà attuative la Lega, come M5S sull’Rc auto, è tornata all’attacco nel rilanciare una misura già proposta in precedenza senza esito. Ovvero l’inserimento, per i Comuni in dissesto finanziario, del pagamento automatico della Tari nella bolletta della luce, così come già accade per il canone Rai. Ne avevamo parlato in Pagamento spazzatura con la bolletta della luce. Al momento si tratta solo di una proposta di legge, che non ha trovato il consenso delle forze politiche. Le grosse problematiche legate all’esecuzione di questa misura la rendono però ancora improbabile. Ciò nonostante la pressione sui banchi del Parlamento è tornata. La misura dovrebbe partire solo per i Comuni che hanno dichiarato lo stato di dissesto finanziario, che tuttavia in Italia sono numerosi. 

Legalizzazione della cannabis

Questa volta è il M5S a proporre un disegno di legge, presentato da Matteo Mantero, per la legalizzazione della cannabis e la depenalizzazione della vendita e dello spaccio. Al momento però c’è la ferma opposizione della Lega. Salvini ha detto «Non passerà mai, non è una priorità e non è nel contratto di governo». Contrario anche il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana. Ma per Mantero la legalizzazione della cannabis «consentirebbe un risparmio dei costi legati alla repressione penale del fenomeno e riassorbirebbe buona parte dei profitti criminali del mercato nero, che ricordiamolo nel mondo il business complessivo del narcotraffico secondo le stime si attesta a 560 miliardi di euro l’anno, mentre in Italia è stimato in circa 30 miliardi di euro, pari a circa il 2% del pil nazionale, più della metà del mercato è costituito dalla marijuana e suoi derivati».

Autonomie regionali

«Prima gli italiani» dice Salvini. Ma come in ogni buona democrazia c’è sempre chi viene prima dei primi. E così, prima degli italiani ci sono la Lombardia e il Veneto. Che hanno chiesto – e stanno per ottenere – l’autonomia regionale. Del resto non è una novità che le Regioni del Nord si siano sempre lamentate che i propri soldi finissero al Sud. E con Salvini hanno trovato il loro principale sponsor. Nel Def è spuntato a sorpresa (per molti ma non per tutti) l’autonomia di Veneto e Lombardia. Il testo depositato alle Camere impegna la maggioranza a dare l’autonomia alle Regioni che l’hanno chiesta, ma i pentastellati frenano: introducendo il principio della “spesa storica” penalizzerà il Sud, dove hanno preso moltissimi voti. 

Intanto, mentre la produzione industriale segna il più forte calo dal 2012, con un -19,4% con la prospettiva di una imminente recessione, si discute ancora sull’alta velocità tra Torino e Lione. Se il M5S aveva promesso agli elettori lo stop, la Lega è sul fronte del sì.


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