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La denuncia di nuova opera

29 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Gennaio 2019



Denuncia di nuova opera: cos’è e come funziona? Chi è legittimato a proporre l’azione di denuncia di nuova opera? Quali sono i presupposti?

La legge tutela i diritti riconosciuti ai cittadini mediante una serie di azioni volte a proteggere le situazioni giuridiche meritevoli: ad esempio, se qualcuno si è appropriato di un tuo bene, potrai agire in giudizio con l’azione di rivendica, chiedendo che ti venga restituito ciò che è tuo; se hai subito un danno (ad esempio, a seguito di un sinistro stradale), potrai chiedere il risarcimento del danno; se il tuo debitore non ti restituisce quanto deve entro i termini stabiliti, potrai chiedere al giudice un provvedimento (ad esempio: il decreto ingiuntivo) con il quale potrai soddisfarti sui suoi beni anche contro la sua volontà. In pratica, ad ogni diritto, o meglio, ad ogni posizione giuridica riconosciuta dall’ordinamento (proprietà, credito, ecc.), corrisponde almeno uno strumento di difesa. Anche la salute, ovviamente, è tutelata: se subisci un danno alla tua integrità fisica o morale, sarai più che legittimato ad andare in giudizio per chiedere il risarcimento. La legge, però, fa di più, consentendo, in alcune ipotesi, di agire preventivamente a tutela dei propri diritti, anticipando un futuro danno: è ciò che accade con l’azione di denuncia di nuova opera. Contrariamente a quanto la denominazione possa lasciar immaginare, non si tratta di uno strumento di diritto amministrativo, una comunicazione destinata ad ottenere il rilascio di un permesso di costruire, bensì di un’azione giudiziaria finalizzata a proteggere la proprietà quando si ha un ragionevole timore che dalla costruzione di una nuova opera possa derivare un pregiudizio: classico esempio è quello di chi teme che dalla sopraelevazione dell’edificio del vicino possa derivargli un danno alle colture, visto che la luce del sole potrebbe essere ostacolata dal nuovo edificio. La denuncia di nuova opera serve a sospendere o ad impedire la realizzazione della nuova costruzione, salvaguardando in anticipo i propri diritti. Se anche tu potresti avere interesse ad esperire un’azione di tal fatta, oppure sei semplicemente un appassionato di diritto, allora prosegui nella lettura: ti spiegherò cos’è e come funziona la denuncia di nuova opera.

Denuncia di nuova opera: cos’è?

La denuncia di nuova opera è un’azione giudiziaria che va proposta in tribunale ogni volta che si abbia il fondato timore che dalla costruzione intrapresa dal vicino (sul proprio o altrui fondo) possa derivarne un pregiudizio [1]. Si tratta di un’azione di natura cautelare, perché viene esercitata prima ancora che il danno (solo potenziale) si sia prodotto: nello specifico, la legge dice che la denuncia di nuova opera può essere fatta all’autorità giudiziaria solamente se la nuova opera non sia già terminata e non sia trascorso un anno dal suo inizio.

Denuncia di nuova opera: chi può proporla?

La denuncia di nuova opera può essere proposta tanto dal proprietario quanto dal possessore del bene che risulta essere minacciato dalla costruzione di nuova realizzazione: così, sarà legittimato in giudizio anche colui che, pur non essendo il legittimo titolare, di fatto si serve del bene minacciato. L’azione di denuncia di nuova opera può essere altresì proposta dal titolare di un diritto reale limitato (ad esempio, dall’usufruttuario). La denuncia di nuova opera non può invece essere proposta dal detentore: così, è da escludersi che possa agire in giudizio il conduttore di un immobile.

Denuncia di nuova opera: come funziona?

Vediamo ora come funziona la denuncia di nuova opera. Il proprietario, il titolare di altro diritto reale o il possessore del bene che si ritenga minacciato dalla nuova opera, per azionare la denuncia di nuova opera, deve fare ricorso al tribunale territorialmente competente, esponendo le ragioni che giustificherebbero l’emissione di un provvedimento cautelare.

Il giudice, assunte le informazioni necessarie, decide in via sommaria sul ricorso: in altre parole, l’azione di denuncia di nuova opera instaura un procedimento molto veloce, volto ad ottenere un provvedimento immediato di sospensione dell’esecuzione della nuova opera. In alternativa al divieto di prosecuzione, il giudice potrebbe disporre la continuazione dei lavori, dietro però adozione di opportune cautele.

A questa fase sommaria e cautelare può seguire quella di merito vera e propria, cioè quella in cui le parti potranno approfondire le ragioni poste a sostegno delle rispettive pretese. In pratica, la prima fase serve al giudice per adottare provvedimenti immediati nel caso in cui sia evidente il pericolo di grave danno. Approfondiamo lo svolgimento del giudizio.

Denuncia di nuova opera: come si svolge il giudizio?

Come anticipato, a seguito del ricorso volto a far valere la denuncia di nuova opera si apre un procedimento che si divide in due parti:

  • una prima fase cautelare, caratterizzata da una cognizione sommaria, durante la quale il giudice deve solamente valutare se ricorrono i presupposti per sospendere del tutto o in parte la prosecuzione della nuova costruzione, oppure per ordinare le cautele da adottare nel caso in cui il pericolo possa essere scongiurato seguendo determinate modalità;
  • un successivo giudizio di merito, ove il giudice disporrà la demolizione o la riduzione dell’opera e il risarcimento del danno in favore del ricorrente, se le pretese di quest’ultimo risultano giustificate; il risarcimento del danno a favore del resistente, se invece l’opera di nuova costruzione risultava non pericolosa e, pertanto, la sospensione temporaneamente disposta con il provvedimento d’urgenza della prima fase è risultato ingiustificato.

note

[1] Art. 1171 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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