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Come ottenere il rimborso dell’IRAP versata come professionista

3 Aprile 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Aprile 2013



È ancora possibile ottenere il rimborso dell’IRAP versata negli ultimi 48 mesi.

L’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è un’imposta diretta che colpisce le imprese e i professionisti. L’obbligo di pagare l’IRAP sorge in presenza di determinati requisiti richiesti dalla legge, che non sempre sussistono in capo a tutti i soggetti come invece presume l’Agenzia delle Entrate.

Uno dei requisiti fondamentali previsti dalla legge per il pagamento del tributo è l’autonoma organizzazione del soggetto passivo (impresa o professionista), intesa quale capacità di produrre un maggior reddito attraverso lo sfruttamento di fattori produttivi quali il lavoro e il capitale.

Da ciò deriva che il professionista che non ha dipendenti (fattore produttivo lavoro) o investimenti rilevanti nei beni che utilizza per l’attività (fattore produttivo capitale) ha diritto a non versare l’IRAP e, se l’ha già pagata negli anni passati, può ottenerne il rimborso.

Per come più volte chiarito dalla Cassazione, il riferimento agli “investimenti rilevanti deve essere rapportato all’indispensabilità dei beni per lo svolgimento dell’attività, a prescindere dall’effettivo valore del bene acquistato: ad esempio, un dentista per svolgere la propria attività, anche personalmente e senza alcun collaboratore, deve per forza acquistare l’attrezzatura necessaria, che è particolarmente costosa. Ciò significa che anche investimenti consistenti non sempre comportano l’obbligo di pagare l’IRAP.

Non tutti i professionisti si avvalgono di lavoro altrui o impiegano rilevanti capitali nella propria attività; anzi, nel caso di molte professioni (avvocato, commercialista, dentista, medico, geometra, ingegnere, architetto, etc.) l’attività lavorativa è priva di organizzazione ed è caratterizzata prevalentemente dall’apporto intellettuale dell’unico titolare dello studio.

Inoltre vi sono molti professionisti che sono completamente privi di un’organizzazione poiché prestano la loro attività professionale direttamente presso altre strutture esterne che sono già autonomamente organizzate (ad esempio: un ingegnere che lavora in una società d’ingegneria; un medico che svolge l’attività di direttore sanitario in una struttura privata; un avvocato che lavora con propria partita IVA presso uno studio associato di grandi dimensioni).

In tutti questi casi è evidente come non sussiste il presupposto per essere assoggettati a questa imposta.

Ciò ha comportato una prassi oramai diffusa tra i diversi professionisti di non dichiarare il reddito ai fini IRAP e non versare la relativa imposta.

È possibile, tuttavia, che molti professionisti negli anni passati abbiano comunque pagato il tributo. In questi casi, gli importi versato all’erario possono essere recuperati attraverso la presentazione di una domanda di rimborso sempreché non siano trascorsi 48 mesi dal versamento. Se l’Agenzia delle Entrate, entro novanta giorni dall’istanza, non risponde, il contribuente può rivolgersi al giudice tributario per ottenere il rimborso.

 

Presentare la domanda di rimborso è semplice, non ha alcun costo ed è preferibile in ogni caso farlo poiché in tal modo vi sono altri cinque anni di tempo (rispetto ai 48 mesi) per ricorrere al giudice tributario e vedersi riconosciuto il proprio diritto al rimborso.


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1 Commento

  1. Nel Caso non sia stat a versata l’irap per gli Anni precedent di cui sussistono cartelle non impugn ate e ricorrono I presuppose per lo sgravio dell stesse . Qual’è la procedure, per fare annular le cartel?

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