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Segnalazione centrale rischi: preavviso e risarcimento

13 Gennaio 2019


Segnalazione centrale rischi: preavviso e risarcimento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Gennaio 2019



Crif e segnalazioni nelle banche dati come cattivi pagatori: come fare per ottenere il risarcimento in caso di omessa comunicazione preventiva o di illegittima segnalazione.

Vengono detti “cattivi pagatori”, ma il termine è quantomai inappropriato. Spesso si è morosi non per volontà o per colpa ma per sopraggiunti imprevisti (un licenziamento, una malattia improvvisa, un divorzio, ecc.). La banca però non aspetta come invece fanno spesso le pubbliche amministrazioni. Sicché, chi ha contratto un debito con un istituto di credito o una finanziaria e non versa almeno due rate, viene segnalato alla Centrale Rischi della Banca d’Italia. La comunicazione arriva poi anche alle cosiddette Sic, come la Crif, società private che registrano tutta la “storia” di correntisti e mutuatari: dall’apertura di credito ai pagamenti già avvenuti, dalle eventuali morosità all’estinzione definitiva del debito. La conseguenza, alla fine, è che chi è un “cattivo pagatore” subisce un marchio, viene inserito in una black list dalla quale è difficile uscire. La cancellazione – seppur automatica – avviene dopo diverso tempo. Le sanzioni sono poi numerose: non si possono firmare assegni, è vietato utilizzare le carte di credito, vengono negati prestiti e, spesso, quelli in corso sono revocati di punto in bianco. Viste le conseguenze catastrofiche per l’immagine commerciale del debitore, la giurisprudenza ha fissato dei paletti alla segnalazione in Centrale Rischi, stabilendo l’obbligo di preavviso e il risarcimento in caso di omessa comunicazione.

Un’ordinanza della Cassazione [1], pubblicata proprio negli scorsi giorni, ribadisce alcuni dei principi ormai consolidati nelle aule di tribunale. Vediamo quali sono.

Dopo quanto tempo vengo segnalato in Centrale Rischi?

Per una sola rata non pagata o pagata in ritardo non si può essere segnalati in Centrale Rischi. Secondo la giurisprudenza, la condizione che legittima l’inserimento nelle black list dei cattivi pagatori è una condizione di difficoltà economica tale da rendere difficile la reversibilità della stessa. In pratica non si deve trattare di un momento di momentanea crisi di liquidità (come quella del lavoratore che riceve in ritardo lo stipendio o che ha dovuto affrontare delle spese impreviste). Al contrario è necessaria una situazione di crisi economica grave assimilabile ad uno stato di insolvenza. Ne deriva che tra le segnalazioni dovute, la maggior parte non presentano margini di discrezionalità per gli intermediari, in quanto è la stessa norma che determina l’importo oltre il quale la registrazione deve comunque effettuarsi.

È obbligatorio un preventivo avviso?

La banca non può segnalare il proprio cliente alla Centrale Rischi senza prima inviargli una lettera con raccomandata a.r. in cui lo avvisa delle conseguenze che potrebbero derivare in caso di persistente morosità. La segnalazione che avviene senza la preventiva comunicazione è illegittima.

La banca è responsabile se non dimostra di avere comunicato al cliente l’imminente registrazione dell’informazione «negativa» nel sistema informatico gestito dalla Centrale rischi. In tal caso – si legge nell’ordinanza della Cassazione – la banca viola tanto gli obblighi dettati dal Codice Privacy che impongono sempre di trattare in modo lecito e proporzionato i dati personali quanto l’articolo 4 del Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità dei pagamenti.

Che fare in caso di illegittima segnalazione?

Da quanto detto sopra, si comprende che la segnalazione alla Centrale Rischi è illegittima se l’istituto di credito agisce in base a un semplice ritardo nel pagamento da parte del cliente oppure sulla scorta del solo fatto che gli estratti conto della controparte presentano un saldo passivo. È altresì illegittima se la banca non invia la segnalazione preventiva.

Non è, invece, necessario – per effettuare la segnalazione – che il cliente sia completamente privo di beni. Infatti, la funzione della CR non è quella di segnalare i soggetti “nullatenenti”, ma quella di “mettere in allarme” in anticipo il sistema creditizio circa l’inopportunità di concedere credito a determinati soggetti e in ordine al rischio che alcuni crediti divengano definitivamente irrecuperabili.

Che può fare il correntista quando la segnalazione alla centrale Rischi è illegittima? Il primo passo è quello di chiedere la cancellazione immediata dalla banca dati, offrendo le prove della propria stabilità economica. Se la banca non adempie si può ricorrere in tribunale affinché sia il giudice a ordinare la cancellazione.

In secondo luogo, dimostrando che tale situazione ha determinato un danno – anche solo alla reputazione commerciale – si può chiedere il risarcimento alla banca troppo frettolosa.

Tuttavia il risarcimento non è automatico. Difatti, spiega la Cassazione, in caso sia accertata l’illegittimità della segnalazione della banca alla Centrale Rischi e alla Crif (Centrale rischi finanziaria) l’imprenditore, ingiustamente indicato come «cattivo pagatore», non può avere subito il risarcimento del danno, ma deve provare il danno.

In assenza dei mezzi di prova, tribunale può riconoscere in via equitativa il ristoro del danno non patrimoniale, negando totalmente quello patrimoniale per mancata dimostrazione dei suoi presupposti: il lucro cessante e il danno emergente.

Azioni contro la banca

Se la banca non rimuove la segnalazione un primo ed efficace rimedio può essere quello di proporre ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. La domanda può riguardare la rettifica della segnalazione presso la Centrale Rischi e la richiesta di risarcimento  dei danni legati ad essa.

In alternativa si può ricorrere al Tribunale con un’azione finalizzata ad ottenere l’adozione di un provvedimento d’urgenza che condanni la banca o l’intermediario all’immediata rettifica dei dati in Centrale dei Rischi.

note

[1] Cass. ord. n. n. 207/2019.


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2 Commenti

  1. Buongiorno anche per avere una semplice informazione si deve sempre pagare?La prima cosa che avete pubblicato è il modo di inviarvi 30 euro per avere una semplice informazione.Le persone che ci scrivono evidentemente hanno una difficoltà in questo settore.Sono veramente allibita Si cercano soldi ovunque .

    1. Buongiorno Francesca. Noi cerchiamo sempre di rispondere ai quesiti dei nostri lettori e scrivere articoli approfonditi, chiari e sempre attuali. Nel caso in cui l’utente abbia bisogno dell’analisi di un caso specifico, suggeriamo di richiedere una consulenza legale o commerciale ai professionisti del nostro network, per la quale è prevista una piccola somma di 29 euro. Inoltre, è possibile chiedere ulteriori delucidazioni a riguardo qualora dovessero esserci dei dubbi.

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