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Bollette: si torna a 30 giorni

1 Dicembre 2017
Bollette: si torna a 30 giorni

Bloccata la fatturazione a 28 giorni: pesanti sanzioni per le aziende che non si adeguano e indennizzi per i consumatori

Le bollette a 28 giorni erano illegittime. Dopo le censure inascoltate dell’Agcom arrivano quelle del Parlamento. La conversione in legge del decreto fiscale [1] ha definitivamente bloccato la fatturazione a 28 giorni per le compagnie telefoniche e di pay tv, ristabilendo le scadenze mensili o per multipli di mese. Inoltre ha previsto sanzioni per quelle compagnie che non si adegueranno alla norma entra 120 giorni e indennizzi forfettari di 50 euro per i consumatori.

Come già più volte detto Bollette a 28 giorni e indennizzo: ultime novità , da più parti era arrivato il secco no al trucchetto ideato da molte compagnie telefoniche (tra cui Tim, Wind, Tre, Vodafone e Fastweb) e anche della pay tv Sky per lucrare sulle tasche degli utenti. Infatti, calcolatrice alla mano, pagare una bolletta telefonica ogni 28 giorni anziché con cadenza mensile, significa pagarne 13 e non 12 in un anno.

La riforma, dunque, introduce l’obbligo della fatturazione dei servizi su base mensile, con un irrobustimento dei poteri di vigilanza da parte delle competenti autorità e soprattutto dell’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e un aumento delle sanzioni da queste ultime comminabili. Infatti, vengono raddoppiate le sanzioni previste dal Codice delle comunicazioni per questo tipo di violazioni, che vengono portate da un minimo di 240mila euro a un massimo di 5 milioni. Mentre agli utenti vittime di bollette irregolari, spetteranno 50 euro forfettari di rimborso.

Come già rilevato nel nostro articolo Bollette a 28 giorni illegittime e diritto al rimborso, infatti, con la fatturazione a 28 giorni, ciascun utente ogni anno paga alla propria compagnia telefonica una bolletta non dovuta. Tradotto in denaro: il rincaro per il cittadino si aggira intorno all’8,6% in più ogni anno, mentre l’illegittimo guadagno per la compagnia telefonica corrisponde ad una vera e propria tredicesima.

Ma per tornare realmente alla fatturazione mensile bisognerà attendere altri 4 mesi. Infatti, la norma concede 120 giorni di tempo alle compagnie telefoniche e agli operatori di reti televisive e di comunicazioni elettroniche per adeguarsi e smettere di fatturare a 28 giorni. Da allora saranno possibili solo fatturazioni mensili, ad esclusione – come chiarisce la norma  – dei servizi «promozionali a carattere temporaneo di durata inferiore al mese e non rinnovabile, su base mensile o multipli del mese».

In realtà sul trucchetto – portato avanti dal 2015 – aveva già puntato i riflettori l’Agcom intervenendo con una delibera per “costringere” gli operatori a porre fine a questa pratica [2]. Le compagnie telefoniche avevano 90 giorni di tempo per mettersi in regola. Tuttavia il monito dell’autorità, fino all’intervento legislativo, era rimasta lettera morta e gli operatori non si sono ancora adeguati, continuando ad emettere fatture ogni 28 giorni anziché mensilmente.


note

[1] D.L. n. 148/2017.

[2] Delibera n. 121/17/CONS del 15.03.2017.


1 Commento

  1. ancora non basta in quanto visto che, all’inizio quando si parlava di questo danno si parlava che le compagnie accumulavano come una specie di tredicesima bolletta, adesso queste stesse compagnie per non perdere ” la tredicesima” inventeranno un’altro trucco, magari aumentando un’altra voce nel contratto dicendo che se si vuole si può cambiare compagnia o contratto in maniera gratuita. Alla fine chi ci perderebbe chi è?………..ai posteri l’ardua sentenza si diceva ora diciamo l’ardua risposta.

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