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Dichiarazione di paternità e di maternità: riconoscimento anche senza eredi

4 aprile 2013


Dichiarazione di paternità e di maternità: riconoscimento anche senza eredi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 aprile 2013



Dal 1° gennaio 2013 si può proporre domanda al giudice per vedersi riconosciuto il proprio stato di figlio nei confronti del presunto genitore, anche se questi non sia più in vita e neppure lo siano i suoi figli.

Con l’anno nuovo è entrata in vigore la riforma [1] in materia di famiglia. Essa modifica profondamente alcuni aspetti, strettamente connessi ai rapporti tra i componenti della stessa [2].

Tutte le modifiche, in particolare nelle relazioni tra figli e genitori, provengono da una nuova considerazione del concetto di “figlio”: sono scomparse le tradizionali distinzioni di figlio “legittimo”, “illegittimo”, “incestuoso”, “adottivo”.  Ora esiste un unico concetto di figlio, con uguali diritti, doveri e opportunità. Si parla solo di figli nati “nel matrimonio” e di figli nati “fuori dal matrimonio”.

La dichiarazione di paternità e di maternità.

A cambiare sono anche le regole in tema di dichiarazione di paternità e maternità.

Prima della riforma, chi voleva vedersi riconosciuto lo stato figlio naturale di una persona determinata [3] poteva farlo solo se quest’ultima era ancora in vita. Se invece era deceduta, si poteva ottenere il riconoscimento solo se erano ancora vivi i suoi eredi (ad esempio, gli altri suoi figli).

Nel caso invece in cui il presunto genitore e anche i suoi eredi stati tutti morti, in presenza dunque dei soli nipoti, non si poteva chiedere il riconoscimento dello stato di figlio.

Tale impossibilità si traduceva in un danno per il presunto figlio, il quale doveva, senza alcun rimedio, rinunciare a ogni diritto e legittima aspettativa (per esempio i diritti ereditari).

Tale ingiustizia appariva talmente evidente che la norma in questione era stata messa in discussione [4] per contrarietà alla Costituzione [5].

Com’è ora

Oggi questo limite non esiste più. La riforma infatti prevede che [6] la domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza, nei confronti dei suoi eredi. In loro mancanza, la domanda deve essere proposta nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso.

di STEFANIA SQUEO

In mancanza del presunto genitore (nei confronti del quale si vuol chiedere il riconoscimento dello stato di figlio), e anche di tutti i figli (legittimi o riconosciuti) del presunto genitore, chi vuole essere riconosciuto figlio di quest’ultimo ora può farlo.

Egli può adire il tribunale e fare quello che non poteva fare prima: chiedere al Giudice di nominare un curatore speciale (che sarà il Giudice stesso a individuare) nei cui confronti instaurare la causa per il riconoscimento del suo stato di figlio naturale.

note

[1] Legge 10 dicembre 2012, n.219, pubblicata nella G.U. n.293 del 17.12.2012.

[2] Modifica parzialmente gli artt.74, 250, 251, 258, 276, 315 del Libro I del Codice Civile; introduce ex novo nel Codice Civile gli artt.315 bis e 448 bis; abroga l’intera Sezione II del Capo II del Titolo VII del Libro I del Codice Civile.

[3] Vecchio testo del 1° co., dell’art. 276 cod. civ.: “La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in  mancanza di lui, nei confronti dei suoi eredi.”.

[4] Cass. sent. n.21287 del 3.11.2005.

[5] C. Cost. sent. n.80 del 20.03.2009.

[6] Nuovo testo del 1° co., dell’art. 276 cod. civ.


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