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Adolescenza e genitori separati

5 Febbraio 2019 | Autore: Maria Teresa Biscarini


Adolescenza e genitori separati

> Donna e famiglia Pubblicato il 5 Febbraio 2019



Un pool di eccezione a salvaguardia dei diritti dei figli coinvolti nella separazione dei genitori.

Correvano gli anni ’70 e sugli schermi americani faceva la sua comparsa un film diventato “cult”: “Kramer contro Kramer”. La storia è quella di una sofferta separazione coniugale e dell’impatto che si produce sui figli in caso di contese tra madre e padre. A distanza di circa quarant’anni dalla sua prima apparizione sugli schermi, la vicenda resta sempre di schiacciante attualità. Perché è vero che con il matrimonio i coniugi si scelgono, ma per reggere nel tempo, la coppia ha bisogno di ritornare a scegliersi quotidianamente, nonostante tutto e tutti. E se questo rinnovo del cosiddetto “patto coniugale” non dovesse accadere, scontato ma vero, i primi a soffrirne saranno i figli, grandi o piccoli che siano. È pur vero che costringere i figli ad assistere inermi alle schermaglie dei genitori non è certo una soluzione migliore rispetto alla separazione. Una vicenda quindi quella che ha a che fare con la crisi di coppia che, da qualsiasi angolazione la si guardi, non soddisferà mai pienamente. Resta comunque inteso che la questione adolescenza e genitori separati costituisce una prospettiva altrettanto significativa da prendere con le pinze. Perché se già l’età dell’adolescenza è una fase della vita critica di per sé, la simultanea separazione dei genitori potrebbe innescare ulteriori e pericolosi corti circuiti. Ma è bene ricordare che non è quasi mai tutto perduto e uno spiraglio di luce potrebbe apparire quando e dove meno ce lo si aspetta. Per saperne di più, continua a seguirci!

La Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori

Forse non tutti sono a conoscenza di quanto avvenuto in data 2 ottobre 2018, presso la sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (A.G.I.A.) a Roma. In tale contesto è infatti stato reso pubblico il testo definitivo che reca il nome di “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”.

Insomma una sorta di dieci comandamenti che, seppur ispirati alla Convenzione ONU [1] hanno un quid tutto speciale, forse unico nella storia. Se infatti la promotrice di tale significativo passaggio, è la stessa Autorità garante di cui sopra, il pool di esperti che ha preso parte alla storica stesura ha un che di eccezionale.

Un pool di “esperti” under 18: sogno o realtà?

La realtà può superare la fantasia e questo è quanto accaduto in sede di stesura della Carta dell’A.G.I.A. di cui sopra. Infatti la consulta più giovane dell’A.G.I.A. è stata costituita da ragazzi addirittura under 17. Quale, verrebbe da chiedersi, la loro esperienza maturata, vista la giovanissima età? L’età dell’adolescenza non è quella per lo più additata come “critica”, “difficile” o in gergo più giovanile “sfigata”? E allora cosa sarà saltato in mente a questa Autorità garante? La risposta è presto data.

In perfetta par condicio di genere (vale a dire nove maschi e nove femmine), è stata operata una selezione di ragazzi provenienti dalle più svariate realtà, quali: scuole secondarie di primo e secondo grado, oratori, rappresentanze studentesche, nonché gruppi sportivi e scout.

Un “pout-pourri” umano insomma che, stando a quanto dichiarato dalla stessa garante, Filomena Albano, avrebbe ricoperto un ruolo preponderante in fase di stesura del testo che ovviamente si è avvalso anche di un team più “attempato” di professionisti di ambito psicologico, giuridico e socio-pedagogico.

Diritto ad amare ed essere amati

Il diritto all’amore, declinato sia in forma attiva che passiva, è quello che è stato posto in cima al decalogo della Carta [2]. Una “prova provata” si direbbe in gergo giuridico a dimostrazione dello “zampino” dei ragazzi nella stesura della Carta.

Quale adulto si sarebbe mai sognato di operare questa vera e propria rivoluzione copernicana dal mondo del fare e quello del sentire? I ragazzi con questo incipit hanno inteso parlare chiaro e i diritti che ne sono seguiti a cascata sono un’ulteriore conferma. Infatti il testo recita testualmente che i figli hanno il diritto di:

  • essere liberi di continuare a voler bene ad entrambi i genitori;
  • manifestare il loro amore senza paura di ferire o di offendere l’uno o l’altro;
  • conservare intatti i loro affetti;
  • restare uniti ai fratelli;
  • mantenere inalterata la relazione con i nonni;
  • continuare a frequentare i parenti di entrambi i rami genitoriali e gli amici.

E comunque, a dirla con il finale dell’art.1: “ l’amore non si misura con il tempo, ma con la cura e l’attenzione”. Alla faccia dell’età! “Chi ha orecchi per intendere, intenda!”: come si dice spesso nei Vangeli.

Diritto a vivere la propria età

Un altro pugno nello stomaco potrebbe simbolicamente essere inferto scorrendo il secondo articolo della Carta. Infatti subito dopo il diritto all’amore, viene il “diritto a non essere trattati come adulti[3]. Il che a voler leggere tra le righe, lascia intendere il peso che, magari involontariamente, ma comunque fattivamente, i genitori in crisi tendono a porre sulle spalle dei loro figli.

“I figli – prosegue il testo – hanno il diritto di non essere trattati come adulti, di non diventare i confidenti o gli amici dei loro genitori”.

Per dirla con Lorenzo il Magnifico: “quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza” [4].

Genitori in ascolto, cercate di non bruciare le tappe dell’età dei figli; piuttosto cercate delle persone che possano sostenere voi, nell’affrontare i vari passaggi che qualsiasi separazione porta con sé.

Una rapida occhiata agli sguardi troppo adulti dei bambini dei territori di guerra, dissuaderà, con buoni margini di probabilità, chiunque dal continuare a coinvolgere i ragazzi nelle guerre, più o meno civili, all’interno delle aule di tribunale.

Una norma sulla trasparenza in famiglia

Se, con buona approssimazione, chiunque ha prima o poi, sentito parlare di legge sulla trasparenza nella pubblica amministrazione, forse nessuno si è mai trovato davanti ad un dettato che reclama “pari” diritto di trasparenza in famiglia.

Come sarà ormai chiaramente intuibile, anche qui il merito va riconosciuto al giovane pool, grazie al quale sono rifluiti nella Carta, di cui sopra, i seguenti testuali diritti dei figli di genitori in fase di separazione:

  • di essere arrabbiati;
  • di essere tristi;
  • di stare male;
  • di avere paura;
  • di avere incertezze.

Una rivendicazione dunque di diritti alla trasparenza emotiva, senza se e senza ma, dove è bandita pure qualsiasi esternazione pseudo tranquillizzante del tipo “va tutto bene”. Della serie “Ma voi adulti credete davvero che noi figli siamo completamente fessi? Non propinateci la storiella del “Va tutto bene” quando si vede benissimo che non è così. Insomma una gran lezione di vita che dovrebbe far riflettere chiunque, ma specialmente chi quotidianamente si confronta con queste vicende, come tribunali, ordini professionali, associazioni e agenzie educative, a cui la Carta ha cominciato ad essere inviata.

Diritto alla leggerezza

Ebbene sì! Tra i diritti menzionati nella Carta trova spazio peraltro quasi “in cima alla classifica” pure il diritto alla spensieratezza e alla leggerezza [5].

Diritti che la mente geniale di Robin Williams avrebbe sicuramente applaudito, vista la svolta che riuscì ad imprimere alla trama del film “Mrs Doubtfire”. Sembra infatti che in origine la storia dovesse modellarsi su un padre perdente che faceva di tutto per riunirsi ai figli dopo la separazione dalla moglie.

La realtà dei fatti, grazie sembra alle sue improvvisazioni, ha mostrato invece un padre ingegnoso che, pur di restare vicino ai tre figli, si traveste da attempata tata british che ne combinerà varie ed eventuali in cucina e non solo. Se è vero che il comico è l’altra faccia del tragico, forse i ragazzi del pool della “Carta” di cui sopra ci hanno visto giusto, nel rivendicare il loro diritto alla leggerezza e chissà che a chiunque si trovi a vivere con i drammi di una separazione, il destino non conceda in sorte una vulcanica tata stile Mrs Doubtfire!



Di Maria Teresa Biscarini

note

[1] Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.

[2] Si confronti Art.1 “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”.

[3] Si confronti Art.2 “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”.

[4] Lorenzo de’ Medici “Trionfo di Bacco e Arianna”.

[5] Si confronti Art.2 “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”.


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2 Commenti

  1. Buongiorno. Vorrei sapere se un minore può decidere di andare a vivere con un genitore in caso di separazione. Io giudice tiene in considerazione la sua volontà?

    1. Da 12 anni in su il giudice sente i minori proprio al fine di tenere conto della loro volontà

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