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Termini notifica cartelle multe auto

14 Gennaio 2019
Termini notifica cartelle multe auto

Termini di prescrizione e decadenza della multa stradale e della cartella di pagamento successiva alla contravvenzione.

Tempo fa hai ricevuto una multa stradale. Non l’hai pagata, né hai fatto ricorso; i costi della causa, del resto, sarebbero stati superiori allo stesso importo della contravvenzione. Ora il verbale è divenuto definitivo e non può più essere cancellato. Non ti resta che aspettare la successiva mossa del Comune oppure pagare in ritardo per evitare ulteriori conseguenze. Sai bene che, se non verserai il dovuto, potrebbe arrivare una cartella esattoriale e, dopo di questa, un fermo auto o un pignoramento. Ma, come spesso succede, l’amministrazione non è solerte nell’avvio delle pratiche di riscossione e spesso scatta la prescrizione. Ti chiedi, a questo punto, quali sono i termini di notifica delle cartelle multe auto ossia le cartelle esattoriali per codice della strada. La risposta ti servirà per capire se ti conviene pagare e quanto tempo ancora ti separa dal liberarti per sempre del debito. Difatti, l’invio della cartella oltre i termini comporterebbe la nullità dell’atto stesso, nullità che comunque dovrebbe essere eccepita davanti al giudice. Di tanto parleremo qui di seguito.

Ti spiegheremo entro quanto tempo deve essere inviata la multa, quanto tempo passa prima dell’arrivo della cartella esattoriale e quando questa è “fuori termine”. In questo modo ti spiegheremo anche come funziona la prescrizione delle cartelle di pagamento per contravvenzioni stradali e cosa deve fare l’automobilista per farle cancellare. Ma procediamo con ordine.

Come viene contestata la multa

La regola vuole che ogni contravvenzione stradale sia consegnata al trasgressore nel momento stesso dell’infrazione. Ciò significa che la polizia dovrebbe approntare un sistema tale da bloccare l’auto che viola il codice della strada nell’immediatezza del fatto. Se così dovesse essere, la consegna del verbale al conducente si considera già sufficiente e non c’è bisogno di ulteriore notifica. È da tale momento, quindi, che decorreranno i termini per il pagamento con lo sconto del 30% (entro 5 giorni), per ricorrere al giudice di pace (entro 30 giorni) o al prefetto (entro 60 giorni), per il pagamento in misura ridotta, secondo quanto riportato sul verbale stesso (entro 60 giorni).

Il più delle volte, però, le multe vengono portate a conoscenza del trasgressore in un momento successivo con l’invio della raccomanda direttamente a casa. Ciò succede quando la contestazione immediata non può aver luogo per impossibilità di fermare il trasgressore (si pensi a una manovra pericolosa, al passaggio col rosso, a un veicolo lanciato ad eccessiva velocità, al divieto di sosta, agli autovelox in autostrada o sulle strade ove la contestazione differita è stata autorizzata dal Prefetto). In tali ipotesi, l’organo che ha elevato la contravvenzione invia una raccomandata a.r. con la multa al proprietario dell’auto, ossia all’intestatario che risulta al Pra (se questi è professionista, ditta individuale o società, la multa viene inviata con la posta elettronica certificata).

Se l’infrazione implica anche la decurtazione dei punti dalla patente, il titolare del mezzo deve comunicare, nei 60 giorni successivi, il nome e i dati della patente dell’effettivo conducente in modo tale che la sanzione accessoria venga irrogata solo a quest’ultimo (invece, la sanzione pecuniaria vede entrambi responsabili in solido).

Dal giorno del ricevimento della multa decorrono i termini che abbiamo indicato poc’anzi: 5 giorni per il pagamento con lo sconto del 30%, 30 giorni per il ricorso al giudice di pace, 60 giorni per il ricorso al prefetto, 60 giorni per pagare, 60 giorni per comunicare l’identità dell’effettivo conducente del mezzo.

Entro quanto tempo deve essere notificata una multa?

Quando la multa non viene contestata immediatamente ma viene inviata a casa del proprietario del mezzo, è necessario che la notifica avvenga entro un termine prefissato dalla legge altrimenti è nulla. Questo termine è di 90 giorni. Attenzione: non stiamo ancora parlando dei termini per la notifica cartella esattoriale codice della strada, bensì dei termini per la notifica della multa stessa.

Da quando decorrono i 90 giorni? 

Ci si è a lungo chiesti se i 90 giorni dovessero decorre dal giorno dell’infrazione o da quello eventualmente successivo in cui il verbale viene compilato presso l’ufficio dell’agente accertatore (come spesso succede quando si tratta di visionare le fotografie scattate dall’autovelox, elaborarle e poi redigere le contravvenzioni). Una soluzione di quest’ultimo tipo, tuttavia, avrebbe riconosciuto eccessiva elasticità alle amministrazioni, consentendo loro di spedire le multe in qualsiasi momento. Così la Cassazione ha detto che i 90 giorni iniziano a decorrere dal giorno dell’illecito (ad esempio dal giorno in cui è avvenuto il passaggio col rosso o l’eccesso di velocità).

Solo nei casi in cui il reperimento dei dati del trasgressore è particolarmente difficile (si pensi a soggetto che risiede all’estero), il termine inizia a decorrere in un momento successivo (ossia dall’acquisizione di tali dati).

Quando scadono i 90 giorni?

Una volta compreso qual è il momento da cui iniziano a decorrere i 90 giorni vediamo invece quello in cui il termine si può dire rispettato. Entro i 90 giorni è necessario che l’Agente accertatore porti la busta della raccomandata con la multa all’ufficio postale, a prescindere da quando la lettera sarà effettivamente consegnata al destinatario dal postino. Quindi se la contravvenzione viene spedita l’89° giorno e poi notificata il 92°, i termini si considerano rispettati.

Questo problema non si pone quando la multa viene consegnata a mani dal messo comunale: in tal caso, rileva il giorno della consegna dell’atto.

Che succede se la multa non viene pagata

Se la multa stradale non viene pagata, l’importo da corrispondere già a partire dal 61° giorno è quello pieno e non quello “ridotto” riportato sul verbale (a conti fatti si ha quasi un raddoppio della somma). In più, ogni sei mesi, scattano gli interessi del 10%.

Il Comune che non riceve il pagamento della contravvenzione deve, a questo punto, formare un atto che si chiama ruolo. In esso ufficializza il proprio credito, ne indica l’importo, il nome del debitore e la causale. Dopodiché il ruolo viene consegnato all’agente della riscossione delle imposte locali (il cosiddetto Esattore) il quale è tenuto a spedire la cartella di pagamento per la riscossione.

Termini di notifica della cartella esattoriale per multa

Affinché la cartella esattoriale sia valida è necessario che l’Esattore rispetti due termini: quello di decadenza e quello di prescrizione.

Il primo (decadenza) si riferisce al termine entro cui, dalla data di iscrizione a ruolo del credito da parte del Comune, deve essere notificata la cartella esattoriale. Questo termine è di due anni. Quindi la cartella di pagamento notificata dopo due anni dalla dichiarazione di esecutività del ruolo è illegittima. Tale data è facilmente riscontrabile all’interno della cartella stessa; difatti, nell’estratto degli importi dovuti, è sempre indicato il giorno, il mese e l’anno in cui il ruolo è stato dichiarato esecutivo.

Per cui, se sono decorsi più di due anni da tale momento a quello in cui il postino ha consegnato la cartella, l’atto è illegittimo.

Il secondo termine (quello di prescrizione) si riferisce invece all’arco di tempo massimo che deve decorrere tra la notifica della multa e la notifica della cartella esattoriale. La prescrizione è di cinque anni. Per cui, se dopo la notifica della multa non ricevi per un quinquennio alcun altro atto o sollecito, si forma la prescrizione e l’eventuale cartella pervenuta in un momento successivo è illegittima.

Una volta notificata la cartella, la prescrizione si interrompe, ma può sempre riformarsi. Difatti, se nei successivi 5 anni dalla notifica della cartella l’Esattore non rivendica il proprio credito (ossia non compie atti di pignoramento, non invia un preventivo di fermo o intimazioni di pagamento), si forma nuovamente la prescrizione e ogni ulteriore atto è illegittimo.

Come far annullare la contravvenzione fuori termine

Immaginiamo che una persona riceva una multa oltre i 90 giorni. Per annullarla non basta far finta di nulla e non pagarla, ma bisogna contestarla formalmente.

La prima possibilità che si apre, quella più economica e veloce, ma anche meno certa, è di chiedere un annullamento in autotutela all’organo accertatore con una istanza in carta libera. Diffidente si ottiene risposta e l’istanza non interrompe i termini per fare ricorso.

Sarà meglio proporre ricorso al Prefetto nei 60 giorni successivi al ricevimento della multa oppure al giudice di pace nei 30 giorni successivi al ricevimento. Il primo è sicuramente più economico (non c’è bisogno di pagare il contributo unificato e non è necessaria l’assistenza di un legale). Se il Prefetto non risponde entro 210 giorni il ricorso si considera accolto.

Come far annullare la cartella esattoriale fuori termine

Se invece il mancato rispetto dei termini dovesse coinvolgere non già la multa ma la successiva cartella, si tratterà allora di far valere la decadenza oppure la prescrizione. In entrambi i casi è possibile sia il ricorso in autotutela all’ente titolare del credito (ad es. il Comune) – che però non sospende i termini per il ricorso ed è altamente incerto – oppure il ricorso al giudice di pace entro massimo 30 giorni dal ricevimento della cartella stessa.

note

Autore immagine: 123rf com


1 Commento

  1. Più che commento un chiarimento su prescrizione I.M.U se vale la data di invio della R.R. o la data di ricevimento per il quinquennio da parte del Comune

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