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Reddito di cittadinanza per beneficiari della Legge 104

2 Aprile 2019 | Autore:

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I disabili che hanno diritto ai benefici della Legge 104 possono ottenere il reddito di cittadinanza?

I disabili che hanno diritto ai benefici della Legge 104, ossia i portatori di handicap, nella generalità dei casi non hanno diritto a pensioni o ad assegni mensili, escluse le ipotesi in cui siano anche invalidi o non autosufficienti.

I principali benefici riconosciuti dalla legge 104 ai portatori di handicap ed ai loro familiari, difatti, consistono in agevolazioni lavorative, come i permessi retribuiti mensili e il congedo per chi assiste disabili, in agevolazioni fiscali (ad esempio, per l’acquisto di veicoli o di particolari dispositivi) ed in agevolazioni previdenziali (pensione anticipata quota 41 e Ape sociale per chi assiste un familiare portatore di handicap grave). In alcuni casi sono previsti anche dei contributi economici diretti, ma questi sono riservati a particolari categorie di contribuenti e non valgono per la generalità dei portatori di handicap: rientrano in queste ipotesi i contributi Inps da mille euro al mese per i beneficiari del programma Home Care Premium.

A partire da aprile 2019, però, anche i portatori di handicap possono aver diritto a un sussidio mensile: si tratta del reddito di cittadinanza, la nuova prestazione economica a favore di coloro che vivono sotto la soglia di povertà. Questo trattamento, rivolto alla generalità dei cittadini, spetta ovviamente anche ai disabili: peraltro, rispetto alla generalità di aventi diritto al sussidio, i disabili hanno delle agevolazioni in più. In base a quanto emerge dal decreto in  materia di reddito di cittadinanza e pensioni, recentemente convertito in legge, in particolare, le persone con disabilità possono essere esonerate dall’obbligo di impegnarsi nelle attività di formazione, orientamento, riqualificazione e ricerca di lavoro.

Per le famiglie con disabili gravi o non autosufficienti, poi, è previsto un incremento dell’importo massimo della quota base di reddito di cittadinanza erogabile (in presenza di almeno quattro componenti) da 1.050 euro a 1.100 euro mensili, e un incremento della soglia del patrimonio mobiliare. Inoltre, la pensione di cittadinanza può essere riconosciuta non solo ai nuclei familiari con soli componenti over 67, ma anche in presenza di componenti disabili.

I disabili, tuttavia, devono soddisfare le condizioni di reddito e patrimoniali previste per il diritto al sussidio, anche se, rispetto alla generalità dei cittadini, beneficiano di limiti relativi al patrimonio mobiliare posseduto (conti, libretti, depositi, carte prepagate…) più elevati.

Ma chi è considerato disabile ai fini del reddito di cittadinanza? Il sussidio riguarda soltanto gli invalidi e i non autosufficienti o anche i portatori di handicap?

Facciamo il punto della situazione sul reddito di cittadinanza per beneficiari della legge 104.

Handicap, invalidità e non autosufficienza

Per capire quali persone sono considerate disabili dalla normativa sul reddito di cittadinanza, dobbiamo prima comprendere la differenza tra invalidità, handicap e non autosufficienza:

  • l’invalidità consiste nella riduzione della capacità lavorativa della persona, derivante da un’infermità o da una menomazione; se la persona non è in età lavorativa (minorenni, over 67), per valutare l’invalidità non ci si riferisce alla capacità lavorativa, ma alla capacità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età;
  • l’handicap è lo svantaggio sociale derivante da un’infermità o una menomazione; nello specifico, è considerato portatore di handicap chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa;
  • la non autosufficienza, invece, consiste nell’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza permanente, o nell’impossibilità permanente di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

Chi è disabile per il reddito di cittadinanza?

Il decreto sul reddito di cittadinanza definisce le persone con disabilità come coloro che sono considerati disabili ai fini Isee. Che cos’è l’Isee? L’Isee è l’indicatore della situazione economica equivalente, in parole semplice un indice che “misura la ricchezza” delle famiglie (se vuoi approfondire puoi leggere la nostra Guida alla dichiarazione Isee).

Ma chi è disabile, secondo la normativa sull’Isee? Risulta disabile chi soddisfa le condizioni indicate nell’Allegato 3 al decreto Isee [1]: il decreto, in particolare, differenzia le persone con disabilità media dalle persone con disabilità grave e dai non autosufficienti. Vediamo chi rientra nelle definizioni, in base alla tabella sottostante, e cerchiamo di capire se i portatori di handicap beneficiari della Legge 104 sono compresi.

Categorie
Disabilità Media
Disabilità Grave
Non autosufficienza
Invalidi civili di età compresa tra 18 e 67 anni – Invalidi 67-99% – Inabili totali – Cittadini di età compresa tra 18 e 67 anni con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili minori di età – Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (diritto all’indennità di frequenza) – Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età e in cui ricorrano le condizioni di cui alla L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30 Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili ultra sessantacinquenni

(dal 2019 over 67)

– Ultra sessantacinquenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi 67-99% – Ultra sessantacinquenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, inabili 100% – Cittadini ultra sessantacinquenni con diritto all’indennità di accompagnamento
Ciechi civili – Art 4 L. 138/2001 – Ciechi civili parziali – Ciechi civili assoluti
Sordi civili – Invalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesica – Sordi pre-linguali
INPS – Invalidi (L. 222/84, artt. 1 e 6 – D.Lgs. 503/92, art. 1, comma 8) – Inabili (L. 222/84, artt. 2, 6 e 8) – Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INAIL – Invalidi sul lavoro 50-79%- Invalidi sul lavoro 35-59% – Invalidi sul lavoro 80-100%- Invalidi sul lavoro -59% – Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INPS gestione ex INPDAP – Inabili alle mansioni (L. 379/55, DPR 73/92 e DPR 171/2011) – Inabili (L. 274/1991, art. 13 – L. 335/95, art. 2)
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerra – Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81 – Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81 – Invalidi con diritto all’assegno di super invalidità (Tabella E allegata al DPR 834/81)
Handicap – Art 3 comma 3 L.104/92

Col termine ultra sessantacinquenni si intendono, dal 2019, coloro che hanno superato i 67 anni.

Ricerca di lavoro: disabili appartenenti alle categorie protette

Nella parte in cui si stabiliscono le misure di politica attiva del lavoro a cui i beneficiari del reddito di cittadinanza devono partecipare, il decreto stabilisce che sono esonerati i disabili potenzialmente beneficiari del collocamento mirato. La legge sul collocamento mirato [2] comprende, tra i disabili che beneficiano di misure specifiche in materia di lavoro, delle categorie differenti.

Appartengono alle categorie protette e possono iscriversi alle relative liste speciali:

  • le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso di riduzione della capacità lavorativa(invalidità) superiore al 45%;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;
  • ciechi assoluti o le persone con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • le persone che percepiscono l’assegno di invalidità civile, per accertamento da parte dell’Inps di una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità lavorativa;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla 1° all’8° categoria.

Gli invalidi totali (con percentuale di invalidità pari al 100%) possono iscriversi nelle liste speciali per accedere al lavoro o a percorsi di inserimento mirato, ma soltanto se possiedono ancora una residua capacità lavorativa.

I beneficiari della legge 104 sono disabili per il reddito di cittadinanza?

In base a quanto emerge dalla tabella, sono compresi tra i disabili aventi diritto alle agevolazioni relative al reddito di cittadinanza i portatori di handicap in situazione di gravità. Per quanto riguarda le particolarità previste in materia di politica attiva del lavoro, sono ricompresi i portatori di handicap intellettivo, se in possesso di riduzione della capacità lavorativa(invalidità) superiore al 45%

Chi sono i portatori di handicap grave?

Si tratta, in particolare, di chi ha una minorazione, singola o plurima, che ha ridotto l’autonomia personale in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale.

Non tutti i portatori di handicap, quindi, accedono alle agevolazioni previste per i disabili in merito al reddito di cittadinanza, ma soltanto i portatori di handicap grave. In materia di politiche attive del lavoro, accedono alle agevolazioni i portatori di handicap intellettivo con invalidità oltre il 45%.

Come funziona il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza consiste in un sussidio mensile, esentasse, accreditato a chi possiede un reddito sotto la soglia di povertà.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare che paga l’affitto o il mutuo, con un solo componente: in caso di nucleo con più componenti, il reddito è aumentato dello 0,4 per ogni componente maggiorenne e dello 0,2 per ogni componente minorenne, sino a un massimo di 2,1, o di 2,2, per le famiglie con disabili gravi o non autosufficienti.

Con riferimento al singolo componente, bisogna anche possedere una soglia di reddito personale non superiore ai 6mila euro annui, che sale a 7.560 euro se il beneficiario ha diritto alla pensione di cittadinanza.

L’indicatore Isee della famiglia richiesto per il diritto al sussidio ammonta invece a 9.360 euro, e sono previsti ulteriori limiti, per il diritto al sussidio, legati al patrimonio mobiliare e immobiliare.

Il reddito di cittadinanza è riconosciuto con una carta acquisti, una sorta di bancomat, che consente di pagare le utenze, di acquistare beni e di prelevare contanti sino a 210 euro al mese (220 per le famiglie con disabili gravi o non autosufficienti). La pensione di cittadinanza, invece, può essere ritirata anche in contanti.

Quali beneficiari della legge 104 hanno diritto al reddito di cittadinanza?

I portatori di handicap beneficiari della legge 104 devono rispettare gli stessi requisiti patrimoniali e di reddito previsti per la generalità degli aventi diritto al sussidio, con alcune piccole agevolazioni.

Ecco, nello specifico, quali sono i requisiti richiesti per ottenere il reddito di cittadinanza:

  • trovarsi in stato di disoccupazione o risultare inoccupati (cioè avere perso il posto o non aver mai lavorato); chi ha presentato le dimissioni è escluso dal reddito per un anno, così come chi è detenuto o ricoverato in una struttura a carico dello Stato; in base a un recente emendamento, il reddito non spetta a chi ha subito una misura cautelare personale, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, o una condanna, anche con sentenza non definitiva;
  • essere cittadino italiano;
  • in alternativa, essere cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • bisogna poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni al momento di presentazione della domanda;
  • bisogna percepire un reddito inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili; il requisito è da rapportare al parametro della scala di equivalenza, che dipende dai componenti del nucleo familiare;
  • bisogna possedere un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro, da rapportare al parametro della scala di equivalenza;
  • bisogna possedere un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • è possibile possedere, oltre all’abitazione principale, ulteriori immobili, anche all’estero, che non devono avere un valore superiore a 30mila euro;
  • è possibile possedere un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità presente nel nucleo, e di 7500 euro per ogni disabile grave o non autosufficiente;
  • nessun componente della famiglia deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.

I disabili devono firmare il patto per il lavoro e per l’inclusione sociale?

Per ottenere il sussidio, i componenti del nucleo familiare maggiorenni devono dichiarare l’immediata disponibilità al lavoro, presso i centri per l’impiego o tramite un’apposita piattaforma digitale, entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio.

Oltre alla disponibilità al lavoro, deve essere dichiarata la disponibilità all’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale. Il progetto prevede attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti per l’inserimento nel mercato del lavoro e l’inclusione sociale.

Sono esonerati dal patto per il lavoro e dal patto per l’inclusione sociale i componenti del nucleo studenti, già occupati o di età pari o superiore a 67 anni ed i disabili, come definiti dalla normativa sul collocamento mirato. In base alla conversione in legge del decreto in materia, però, chi lavora, ma ha un reddito così basso da non essere tassato (no tax area: le detrazioni sono più alte dell’Irpef dovuta), ha diritto a beneficiare delle misure di politica attiva del lavoro come chi è in possesso dello stato di disoccupazione perché privo d’impiego

Possono essere esonerati da alcuni obblighi legati all’accettazione delle offerte di lavoro i disabili, come definiti ai fini Isee, e le persone con carichi di cura.

Quali sono le agevolazioni del reddito di cittadinanza per beneficiari della legge 104?

I disabili, in base a quanto previsto nel decreto sul reddito di cittadinanza, hanno delle agevolazioni per accedere al sussidio. In particolare:

  • come appena osservato, possono non essere obbligati a sottoscrivere il patto per il lavoro e per l’inclusione sociale; se esclusi, non devono impegnarsi nelle attività di politica attiva del lavoro e non sono soggetti alle misure di condizionalità per ricevere la prestazione;
  • possono non essere obbligati ad accettare un’offerta di lavoro congrua: inoltre, chi ha un disabile grave o non autosufficiente nel nucleo familiare non è obbligato ad accettare un’offerta di lavoro lontano da casa, oltre 250 km, in quanto persona con carichi di cura;
  • se il loro nucleo familiare decade dal reddito di cittadinanza, i termini per presentare una nuova domanda sono ridotti a 6 mesi, anziché essere pari a 18 mesi;
  • il nucleo familiare beneficia di un incremento della soglia massima di patrimonio mobiliare (conti, carte, libretti, titoli, partecipazioni…) pari a 5mila euro per ogni disabile, ed a 7500 euro per ogni disabile grave o non autosufficiente;
  • il nucleo familiare può possedere autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi che precedono la domanda di sussidio, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, nonché motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti, se si tratta di autoveicoli o motoveicoli per cui è prevista un’agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità;
  • la scala massima di equivalenza del nucleo è aumentata da 2,1 a 2,2, se è presente un disabile grave o non autosufficiente.

Benefici reddito di cittadinanza per caregiver

Chi appartiene a una famiglia in cui sono presenti minori di tre anni, disabili gravi o non autosufficienti, può essere esonerato dagli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza, ossia dal patto per il lavoro e per l’inclusione sociale e dagli obblighi derivanti.

Inoltre, se nel nucleo familiare è presente un disabile, chi si trova nel suo nucleo familiare ha diritto alle agevolazioni appena osservate: possibilità di rifiutare un lavoro distante da casa, possibilità di possedere auto e moto nuove di grossa cilindrata, se acquistate per il trasporto del disabile, incremento della soglia massima di patrimonio mobiliare, termini ridotti per presentare una nuova domanda di sussidio.

Reddito di cittadinanza e pensione per disabili

Che cosa succede se il beneficiario della legge 104 percepisce anche una pensione d’invalidità o un trattamento di assistenza, e vuole chiedere il reddito di cittadinanza? Il decreto prevede che, ai fini del diritto al reddito di cittadinanza, il reddito familiare:

  • è determinato al netto dei trattamenti di assistenza (ad esempio la pensione d’invalidità o inabilità civile, l’assegno di frequenza…) eventualmente inclusi nell’Isee;
  • include i trattamenti di assistenza in godimento da parte dei componenti del nucleo familiare, escluse le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento.

Nel valore dei trattamenti di assistenza non rilevano:

  • il pagamento di arretrati;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi;
  • le esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • i rimborsi di spese sostenute;
  • i buoni servizio e gli altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi;
  • il  bonus bebè.

note

[1] All. 3 D.P.C.M. n. 159/2013.

[2] L. 68/1999.


4 Commenti

  1. Ancora non si è capito un invalido all 100×100 con euro 288.oo al mese che viene a prendere…

  2. Allora chi a diritto chi è invalido civile al 75per cento iscritto categorie protette legge 68 E vivo solo prendo 290 euro al mese più pagare bolette e o Vivo in casa in affitto o fatto domanda x casa popolare non o machina e patente

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