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Modello richiesta congedo per gravi motivi familiari

1 Febbraio 2019


Modello richiesta congedo per gravi motivi familiari

> Moduli Pubblicato il 1 Febbraio 2019



Sono molte le norme con cui l’ordinamento cerca di consentire ai lavoratori di conciliare tempi di vita e di lavoro, tra queste il congedo per gravi motivi famigliari.

La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e, in generale, della vita personale e famigliare del dipendente con quella lavorativa è un tema sempre più caldo e di cui si sente parlare sempre più spesso. L’economia e la società moderne, infatti, spingono le persone a dedicarsi sempre di più al lavoro, a rendere sempre di più e ad impiegare sempre più tempo per la propria professione. Tutto questo porta i lavoratori a dedicarsi sempre di meno alla propria vita personale e alla cura degli affetti familiari. Per limitare questo rischio e garantire un certo equilibrio tra vita privata e famigliare e vita professionale, molte leggi hanno introdotto degli strumenti che mirano proprio a realizzare questo obiettivo. Tra questi istituti troviamo il diritto del lavoro al congedo per gravi motivi familiari. Nel presente articolo, oltre ad esporre le caratteristiche di questo particolare tipo di congedo, vi proporremo anche un modello richiesta congedo per gravi motivi familiari.

Cos’è il congedo per gravi motivi familiari?

Il rapporto di lavoro è, al pari di ogni rapporto contrattuale, un rapporto di scambio. Firmando il contratto di lavoro, infatti, le parti e cioè datore di lavoro e dipendente, si impegnano reciprocamente a fare qualcosa a favore dell’altra parte.

Il dipendente si impegna a svolgere, a favore del datore di lavoro, le attività lavorative che sono oggetto del contratto, nei tempi, nei modi e nei luoghi indicati nel contratto di lavoro stesso.

Il datore di lavoro si impegna, dal canto suo, a pagare al dipendente lo stipendio mensilmente, nei termini previsti dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro, a versare i contributi previdenziali ed assistenziali ad Inps ed Inail, nel tutelare la salute e sicurezza del dipendente nei luoghi di lavoro, etc.

Partiamo da questa premessa per dire che, come regola generale, il dipendente deve regolarmente recarsi al lavoro e solo se rispetta questo obbligo viene pagato regolarmente.

Ci sono tuttavia, nel nostro ordinamento, delle eccezioni alla rigida regola del rapporto di scambio. Si pensi alla malattia del dipendente: quando è malato, con idonea certificazione del medico, il lavoratore è autorizzato a stare a casa e a non recarsi al lavoro. Inoltre, riceverà anche un’indennità di malattia, nonostante non abbia regolarmente lavorato.

Le eccezioni alla regola del rapporto di scambio derivano dal fatto che, in certi casi, si impone la necessità di attenuare questa regola per tutelare il dipendente in momenti particolari come la malattia, l’infortunio, etc.

Il congedo per gravi motivi familiari rientra in questo ambito. Si tratta, infatti, del diritto del dipendente a non recarsi al lavoro per un certo periodo pur conservando comunque il posto di lavoro.

Questo istituto è stato pensato per permettere al dipendente che ha dei familiari molto malati e in altri casi di non essere messo di fronte ad una diabolica scelta: curare la persona malata e dedicarsi alla famiglia o perdere il lavoro.

Per questo nasce il congedo: per permettere al dipendente di assolvere ai propri obblighi che gli derivano dai vincoli di famiglia senza dover perdere il lavoro.

In cosa consiste il congedo per gravi motivi familiari?

Il congedo per gravi motivi familiari consiste nel diritto alla conservazione del posto di lavoro del dipendente che, per varie ragioni, non si reca al lavoro per un certo periodo.

Il congedo in esame può essere richiesto dal lavoratore dipendente, sia nell’ambito del pubblico impiego che nei rapporti di lavoro privati, in caso di grave motivo familiare[1]. Il congedo ammonta ad un periodo massimo di due anni nell’arco della vita lavorativa e il dipendente può fruirlo anche in modo frazionato.

In sostanza nel periodo del congedo, il dipendente ha diritto a stare a casa e non recarsi più a lavorare senza che, per questo, possa essere licenziato o ricevere un procedimento disciplinare. L’assenza, infatti, essendo coperta dal congedo, non può essere considerata ingiustificata e quindi il l’azienda non può contestare nulla al dipendente che fruisce del congedo.

La caratteristica principale di questa tipologia di congedo è che, durante la fruizione dello stesso, il dipendente non è retribuito. Pur non percependo la retribuzione, il dipendente in congedo conserva il posto di lavoro e, dunque una volta terminato il congedo, il lavoratore ha diritto ad assumere nuovamente il suo posto di lavoro, esattamente come avveniva prima del congedo stesso.

Come abbiamo detto il congedo può essere concesso per gravi motivi familiari. Ma cosa si intende con familiare?

I gravi motivi familiari, per dare diritto al congedo, devono riguardare [2]:

  • il coniuge;
  • i figli anche adottivi;
  • i genitori;
  • i generi e le nuore;
  • i suoceri;
  • i fratelli e le sorelle
  • i portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado;
  • il diritto è esteso anche alle parti dell’unione civile [3]. In questo caso ciò che conta per stabilire il diritto al congedo è che lo stesso venga richiesto a favore dei componenti della famiglia in senso anagrafico, al di là del grado di parentela, e ammettendo dunque anche la cosiddetta famiglia di fatto.

Quali sono i gravi motivi familiari che danno diritto al congedo?

E’ stato un Decreto Ministeriale [4] a individuare in maniera specifica i criteri per fruire del congedo per gravi motivi familiari. In particolare, il decreto in esame ha specificato quali sono le necessità familiari che possono dare diritto a chiedere il congedo.

Tali esigenze familiari possono derivare da una serie di cause:

  • necessità derivanti dal decesso di un familiare;
  • situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza di familiari;
  • situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo.

Vengono altresì considerate “gravi motivi” che danno accesso al congedo le situazioni, fatta eccezione per quelle che riguardano direttamente il lavoratore che richiede il congedo, che derivano dalle seguenti malattie:

  • patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale (ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche);
  • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  • patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
  • patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richieda il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale.

Quanto dura il congedo?

Come abbiamo anticipato, il dipendente può fruire del congedo per gravi motivi familiari per un periodo massimo pari a due anni nell’arco di tutta la sua vita lavorativa. Il congedo, inoltre, può essere fruito anche in maniera frazionata e non necessariamente tutto insieme in una sola volta.

Dal punto di vista pratico, una volta che il lavoratore ha inoltrato al datore di lavoro la richiesta di fruire del congedo per gravi motivi familiari, l’azienda ha dieci giorni di tempo per dare una risposta all’istanza del dipendente.

La risposta del datore di lavoro non  è necessariamente positiva. Il datore di lavoro, infatti, può rifiutarsi di concedere il congedo per gravi motivi familiari, fornendo una risposta scritta in cui vengono indicate puntualmente le ragioni poste alla base.

Bisogno infatti considerare che il diritto al congedo del dipendente deve essere bilanciato con le esigenze tecniche, produttive ed organizzative del datore di lavoro il quale non può subire un pregiudizio eccessivo alla concessione del congedo.

Per questo, oltre che rifiutarsi di dare il congedo, il datore di lavoro può anche proporre di fruire del congedo in un momento successivo oppure può suggerire una fruizione parziale. Ciò che conta è che il datore di lavoro abbia motivi seri e reali per assumere questa posizione.

Cosa spetta al dipendente in congedo per gravi motivi familiari?

Come abbiamo detto, la caratteristica principale del congedo è che si tratta di un istituto non retribuito. Mentre quando è in ferie o in malattia il dipendente, pur non recandosi al lavoro, viene in tutto o in parte pagato, se si prende il congedo per gravi motivi familiari il dipendente ha il solo diritto a conservare il posto di lavoro e tornare al suo posto una volta terminato il congedo.

Il dipendente in congedo:

  • non riceve la retribuzione;
  • non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa;
  • non matura alcuna anzianità di servizio;
  • non riceve il pagamento dei contributi previdenziali e dunque il tempo del congedo non è utile ai fini della pensione.

Modello di richiesta di congedo per gravi motivi familiari

Spett.le Società / Ente [indicare la ragione sociale del datore di lavoro]

OGGETTO: congedo per gravi motivi familiari ex art. 4 Legge n. 53/2000

Il/La sottoscritto/a __________________________ nato/a a _____________________

il ______________ residente a ______________ in via _____ n. ______, assunto alle vostre dipendenze in qualità di _________________________________ a far data dal____________

con la presente chiede la possibilità di assentarsi dal lavoro e fruire del congedo per gravi motivi familiari, di cui all’art. 4, comma 2, della Legge n. 53/2000 dal ______________ al ______________ per le seguenti motivazioni:_____________________________

Allega alla presente idonea documentazione medica che attesta la motivazione per la quale si richiede il congedo per gravi motivi famigliari.

Distinti saluti.

Data _______________________                                       Firma _________________

note

[1] Art. 4 co. 2 D. Lgs. n. 53/2000.

[2] Tali soggetti sono elencati dall’art. 433 cod. civ.

[3] Art. 1 co. 20 L. n. 76/2016 (Legge sulle Unioni Civili).

[4] D. M. n. 53/2000.


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