Diritto e Fisco | Articoli

Consultorio familiare: come funziona

15 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Gennaio 2019



Le strutture sanitarie pubbliche o accreditate garantiscono prestazioni e consulenza a coppie e adolescenti. Ecco le attività, il personale ed i costi.

Una porta aperta a chiunque abbia un problema. Un punto di riferimento per chi ha bisogno di un consiglio ma anche di una visita gratuita mirata alla prevenzione. Si potrebbe descrivere così il consultorio familiare, la struttura istituita dalle Asl a disposizione dei cittadini in tutto il territorio nazionale. Nella maggior parte dei casi non si tratta di un vero e proprio ospedale o di una clinica ma di uffici in cui l’utente può trovare infermieri, medici e professionisti disponibili ad aiutare chi ha bisogno di una prestazione, diciamo così, particolare. Ma come funziona il consultorio familiare?

Come vedremo più avanti, entrando nel dettaglio, a questi uffici sanitari può accedere senza appuntamento qualsiasi cittadino, italiano o straniero (compreso il clandestino) per chiedere un’informazione su un problema o per sapere come comportarsi di fronte ad una situazione che non sa come affrontare. Scopo del consultorio familiare è anche quello della prevenzione, sulla quale lavora il personale specializzato che accoglie gli utenti.

Ecco, appunto: il personale sanitario. Al consultorio familiare è possibile trovare soprattutto un ginecologo, un assistente sociale, un pediatra, un infermiere. Ma anche uno psicologo, un avvocato o un sociologo a cui rivolgersi per chiedere un parere su un problema personale o familiare. E di questi tempi, visto anche il mutamento della nostra società, non manca di solito il mediatore linguistico-culturale che si occupa dei problemi degli immigrati.

Tra le funzioni del consultorio familiare c’è quella di assistere da un punto di vista psicologico e sociale chi si trova davanti una maternità non desiderata oppure chi la vorrebbe ma non riesce ad avere dei figli. Ma anche l’assistenza sui problemi dei minori.

Vediamo come funziona il consultorio familiare, come ci si può rivolgere e quali prestazioni offre agli utenti.

Consultorio familiare: che cos’è?

Il consultorio familiare è una struttura sanitaria voluta dalla legge [1] a sostegno dei cittadini, che si tratti del singolo o della famiglia. Viene gestito dalle Regioni attraverso le Asl, quindi si tratta di un servizio pubblico che rientra nelle prestazioni del Ssn (il Servizio sanitario nazionale).

Tuttavia, ci sono dei consultori familiari privati accreditati che offrono le stesse prestazioni.

Consultorio familiare: quali sono gli scopi?

Gli scopi del consultorio familiare, così come istituito dalla legge, sono:

  • l’assistenza per la preparazione alla maternità e alla paternità responsabile e sui problemi dei minori;
  • la fornitura dei mezzi adeguati a compiere una scelta libera per quanto riguarda la procreazione responsabile nel rispetto degli utenti;
  • la tutela della salute della madre e del nascituro;
  • informare adeguatamente le coppie per prevenire una gravidanza indesiderata.

Successivamente, un altro intervento legislativo [2] ha aggiunto altri scopi focalizzati sulla procreazione assistita, ed in particolare:

  • informazione e assistenza sul problema della sterilità e sulle tecniche di procreazione assistita;
  • informazione sulle procedure di adozione e di affidamento familiare (in collaborazione con i Comuni).

Inoltre, il consultorio familiare offre una serie di prestazioni che ruotano attorno all’interruzione volontaria della gravidanza, come disposto dalla legge [3]. La struttura, infatti, opera attraverso:

  • l’informazione sui diritti legali della donna e sui servizi sociali, sanitari ed assistenziali presenti sul territorio di competenza;
  • l’informazione sulla legislazione che riguarda il lavoro e la gravidanza;
  • la realizzazione di interventi o la proposta ad altre strutture di interventi quando la donna gravida ha bisogno di prestazioni che esulano dalle competenze del consultorio;
  • l’assistenza per contribuire a far superare alla donna le cause che la portano ad interrompere la gravidanza.

Ulteriori scopi sociali e sanitari riguardano, ad esempio, la prevenzione dei tumori femminili e dell’osteoporosi, così come la consulenza e l’assistenza sulla menopausa.

Da non dimenticare l’assistenza agli adolescenti sulle problematiche tipiche dell’età (l’accettazione nel gruppo, l’alimentazione, il bullismo a scuola, il sesso, ecc.).

Altri obiettivi possono essere decisi a livello locale in base alle esigenze del territorio.

Consultorio familiare: quali prestazioni garantisce?

Entrando ancora più nel dettaglio su come funziona il consultorio familiare, i professionisti che ci lavorano garantiscono queste prestazioni ai singoli, alle coppie e agli adolescenti:

  • prescrizione di contraccettivi;
  • informazione sulla maternità e la paternità responsabile e sulla sterilità;
  • assistenza psico-sessuale, per la prevenzione di rischi genetici e per il controllo della gravidanza a rischio;
  • procedure per l’interruzione volontaria della gravidanza, compresa l’assistenza medica e psico-sociale per i minorenni;
  • prevenzione dei tumori femminili;
  • monitoraggio della gravidanza e preparazione al parto;
  • ecografica ostetrico-ginecologica;
  • cardiotocografia (valutazione del benessere del feto e monitoraggio delle contrazioni dell’utero durante il parto);
  • colposcopia (serve a studiare eventuali anomalie delle cellule del collo dell’utero);
  • consulenza psicologica;
  • psico-diagnostica nell’età evolutiva;
  • procedure per l’adozione e per l’affidamento di minori;
  • consulenza sociale;
  • interventi sul disagio giovanile, della coppia e della famiglia;
  • interventi di sostegno ai genitori;
  • mediazione familiare;
  • prevenzione degli abusi sessuali e del maltrattamento sui minori;
  • richiesta di test Hiv.

Consultorio familiare: chi si può rivolgere alle strutture?

Per legge, il consultorio familiare pubblico o accreditato deve assistere in modo gratuito tutte le donne, italiane e straniere (anche senza permesso di soggiorno) ed i loro figli minorenni. Ovviamente, per alcuni servizi sono ammesse anche le coppie. Normalmente si viene accolti da un’assistente sociale che, sentite le esigenze degli utenti, li indirizza verso la figura di riferimento più adeguata all’interno del consultorio.

Non possono, invece, rivolgersi al consultorio familiari le persone che hanno già compiuto i 65 anni.

Buona parte dei consultori familiari non richiede l’appuntamento, mentre in altre potrebbe essere richiesto per motivi organizzativi.

Come detto, la prestazione è gratuita. Per alcune prestazioni è previsto il pagamento del ticket, il cui importo varia a seconda della prestazione ricevuta e dell’Asl di riferimento.

È importante aggiungere che il consultorio familiare è tenuto a rispettare l’anonimato di chi si rivolge a questa struttura per avere una prestazione. Riservatezza e segreto professionale, infatti, vengono imposti dalla legge.

Consultorio familiare: chi ci lavora?

Come abbiamo avuto modo di vedere, nel consultorio familiare è possibile trovare personale medico e paramedico ma anche dei professionisti in grado di fare delle informazioni e degli orientamenti di fronte ad un problema.

In linea generale (anche se in alcuni consultori potrebbe mancare qualcuna di queste figure), al consultorio familiare è possibile incontrare:

  • il ginecologo;
  • il pediatra;
  • lo psicologo;
  • l’ostetrica;
  • l’assistente sociale;
  • l’infermiere;
  • l’educatore;
  • il sociologo;
  • l’avvocato;
  • il neuropsichiatra infantile;
  • l’andrologo;
  • il dietologo;
  • il genetista.

Per fare qualche esempio, l’assistente sociale si occupa della consulenza e del sostegno su problemi personali o di coppia, di conflitti con i figli, di maltrattamenti in famiglia, della tutela dei minori.

L’educatore ha il compito di incontrare le neomamme in ospedale e di accompagnarle nei corsi organizzati prima e dopo il parto. Ma aiuta anche i bambini che hanno difficoltà in casa (d’accordo con lo psicologo e con l’assistente sociale) e partecipa alle iniziative scolastiche di educazione sessuale.

Lo psicologo riceve singoli o coppie per problemi legati alla sessualità e alla genitorialità, ma collabora anche nella realizzazione di corsi di educazione sessuale nelle scuole e nelle iniziative a sostegno dei giovani, oltre che nel percorso di adozione o di affidamento di minori.

Consultorio familiare: le strutture per adolescenti

I giovani possono trovare uno spazio dedicato ai loro problemi specifici nei consultori per adolescenti, ai quali possono accedere i ragazzi tra i 14 ed i 22 anni senza alcuna prescrizione del medico di famiglia.

Le attività proposte rientrano negli ambiti dell’ascolto, dell’orientamento e della consultazione.

Le aree di intervento in cui si muovono questi consultori sono:

  • il disagio nelle relazioni affettive con i coetanei o con la famiglia;
  • i problemi relativi al percorso di crescita;
  • la sfera sessuale;
  • i contracettivi;
  • il ciclo mestruale irregolare;
  • la prevenzione di malattie sessualmente trasmesse;
  • l’interruzione volontaria della gravidanza.

All’interno di queste aree, il consultorio propone attività di:

  • ascolto, orientamento e sostegno;
  • consulenza sociale e psicologica;
  • psicoterapia a breve termine;
  • consulenze e visite ginecologiche ed infermieristiche;
  • sostegno nella procedura di interruzione volontaria della gravidanza;
  • interventi sull’affettività e la sessualità;
  • attività di prevenzione sul disagio giovanile.

note

[1] Legge n. 405/1975 del 29.07.1975.

[2] Legge n. 40/2004 del 19.02.2004.

[3] Legge n. 194/1978 del 22.05.1978.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA