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La donazione in denaro

29 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Gennaio 2019



Come regalare soldi ad un parente o ad un amico, quando serve il notaio e quando si pagano le tasse. Si può anche cambiare idea e tornare indietro?

Hai deciso di dare ai tuoi figli una parte dei tuoi risparmi per aiutarli ad affrontare qualche spesa straordinaria e, per evitare troppi giri, vorresti farlo in contanti. È la prima soluzione a cui si pensa quando si vuole regalare dei soldi ai parenti: si prelevano, si mettono in una busta e si consegnano al destinatario. Purtroppo, non sempre è possibile fare così: la donazione in denaro, infatti, prevede certe modalità a seconda della cifra.

Quindi se, ad esempio, vuoi dare una mano a tuo figlio per l’acquisto della casa passandogli una cifra per pagare l’anticipo, dovrai prima di tutto valutare l’importo della donazione in denaro che intendi fare. Perché sopra una determinata soglia ti servirà uno strumento tracciabile, come un bonifico o un assegno. E se la somma è ancora più elevata toccherà andare dal notaio per redigere un atto pubblico.

Niente donazioni di denaro «in nero», insomma, a meno che non si tratti di una cifra molto bassa (1.000, 2.000 euro). In questo caso, l’Agenzia delle Entrate non ti farà le pulci e nessuno potrà dirti nulla. Altrimenti, occorrerà prendere alcuni accorgimenti che ti spieghiamo in questo articolo.

Donazione in denaro: come si deve fare?

Come abbiamo detto nell’introduzione, la donazione in denaro deve essere fatta in diversi modi a seconda della somma, cioè se si tratta di una cifra di modico valore o si tratta di un importo elevato.

Donazione in denaro di modico valore

Si ritiene di modico valore la donazione in denaro che consiste nel trasferimento di poche migliaia di euro o, per dirla nel linguaggio del Codice civile [1] «quella che non incide in modo apprezzabile sul patrimonio del donante». Ad esempio, se tuo figlio ti chiede un prestito per l’acquisto di un computer perché il suo, di colpo, si è guastato, non vale la pena ripararlo e ha bisogno urgente del dispositivo per lavorare.

Anche sul modico valore occorre distinguere due casi.

Il primo, che la cifra non superi i 2.999,99 euro, cioè che non arrivi ai 3.000 euro. A questo punto, puoi anche consegnare i soldi in contanti perché questa è la soglia consentita dalla legge al di sotto della quale non c’è bisogno di utilizzare uno strumento tracciabile. Quindi, se il computer di cui ha bisogno tuo figlio costa, ad esempio, 1.900 euro, potrai darglieli in mano che né il Fisco né l’autorità amministrativa potrà dirti nulla.

Il secondo caso è quello in cui si arriva ai 3.000 euro o più. Qui sì che è necessario utilizzare uno strumento tracciabile come un bonifico bancario o postale con tanto di causale oppure un assegno. Significa che se tuo figlio, anziché del computer, ha bisogno di una moto per recarsi al lavoro perché la sua non va più e vuoi regalargliela tu dandogli i soldi, non ti conviene fare il furbo e consegnarglieli a mano: se il Fisco o l’autorità amministrativa lo viene a sapere, rischi una sanzione da 3.000 a 50mila euro. Con quei soldi, hai voglia a comprare motorini.

Ad ogni modo, le donazioni di modico valore sono valide anche senza l’atto pubblico redatto da un notaio. Tuttavia, affinché sia efficace, la somma deve essere consegnata nelle mani del beneficiario affinché sia certa ed inequivocabile la volontà del donante.

Donazione in denaro di importo elevato

Qui il discorso cambia. Si parla di una cifra ben più elevata rispetto a quella del computer o della moto (certo, dipende dalla moto, d’accordo). Per donazione di denaro di importo elevato si intende, ad esempio, quella che serve per pagare, in un attacco di generosità verso tuo figlio, l’anticipo di una casa o una macchina nuova. E per questo, la legge vuole l’intervento di un notaio. In altre parole, la donazione di denaro di importo elevato è efficace solo se fatta con un atto pubblico alla presenza di due testimoni. Puoi anche non portarteli da casa: di solito lo studio notarile te li mette a disposizione chiamando due dei suoi dipendenti a metterci la firma.

L’atto pubblico è, dunque, indispensabile per la validità della donazione in denaro. Se questo vincolo venisse ignorato, chiunque – compreso il donante – potrebbe contestarlo in qualsiasi momento (non c’è un termine di scadenza per farlo) e il beneficiario sarebbe tenuto a restituire i soldi ricevuti.

Per stabilire se la donazione in denaro sia o meno di modico o di elevato valore non esiste una soglia prefissata dalla legge. Il Codice civile, nello stesso articolo citato prima, si limita a precisare che l’entità della donazione si valuta in rapporto alle condizioni economiche del donante. Pertanto, questo criterio è destinato a cambiare caso per caso.

Donazione in denaro: diretta o indiretta?

Il modo in cui fare una donazione in denaro non dipende soltanto dalla quantità di soldi che vuoi regalare ai tuoi figli ma anche del fatto che esista o meno una finalità in quella donazione. Facciamo un esempio: puoi fare un bonifico di 10mila euro a tuo figlio senza specificare come li deve usare. In questo caso, stai facendo una donazione diretta. Se, invece, gli regali i 10mila euro specificando nel bonifico che servono per l’acquisto della moto, allora stai facendo una donazione indiretta.

La differenza tra entrambe le donazioni è tutt’altro che banale e non si limita all’aggettivo «diretta» o «indiretta»: può essere richiesto o meno l’intervento del notaio. Vediamo.

La donazione diretta di denaro

È quella che prevede di regalare dei soldi ad un’altra persona senza secondi fini. Il beneficiario, quindi, può utilizzare la somma come gli pare.

Come detto in precedenza, se l’importo della donazione è di modico valore, il notaio non serve, mentre occorrerà l’atto pubblico se la somma è elevata.

La donazione indiretta di denaro

In questo caso, fai una donazione di denaro con secondi fini, anzi con un fine ben preciso. Come dicevamo nell’esempio di prima, regali a tuo figlio 10mila euro specificando nel bonifico bancario o postale che quei soldi devono servire solo ed esclusivamente per comprare la moto. In linea di massima, per la donazione indiretta non serve il notaio.

Attenzione, però, perché può succedere che tu intenda fare una donazione indiretta e, invece, ne stai facendo una diretta. Ci spieghiamo meglio con questi esempi.

Immagina di comprare la moto e di intestarla a tuo figlio solo in un secondo momento. Significa che stai facendo una donazione diretta, perché gli stai regalando direttamente un bene già acquistato. Come detto in precedenza, questo tipo di donazione prevede l’intervento del notaio a seconda delle tue condizioni economiche.

Ora immagina di comprare tu la moto ma di intestarla subito a tuo figlio. Cioè, andate insieme alla concessionaria, metti il suo nome sui documenti della moto ma l’assegno lo stacchi tu. Qui siamo, invece, di fronte ad una donazione indiretta e non serve il notaio, tranne che per l’atto d’acquisto da fare con il venditore alla presenza anche di tuo figlio in quanto intestatario del bene.

Infine, immagina di fare un bonifico di 10mila euro a tuo figlio specificando che deve utilizzarli solo per comprare la moto. Anche in questo caso si tratta di una donazione indiretta. Ma il notaio serve oppure no?

Su questo punto, le Sezioni Unite della Cassazione [2] hanno stabilito che per questo tipo di donazione non è necessario l’atto pubblico redatto dal notaio, anche in caso di somma elevata (cioè ben più alta dei 10mila euro, come quella che potrebbe servire per comprare una casa). Tuttavia, c’è qualche «ma». Il notaio non serve se:

  • il tuo bonifico prevede l’acquisto di un bene (in questo caso la moto);
  • sull’atto di acquisto viene precisato che il bene non è stato pagato dall’acquirente ma da un’altra persona (da te anziché da tuo figlio);
  • sull’atto di acquisto viene, inoltre, precisato che il denaro è stato versato tramite bonifico a titolo di donazione.

Che succede, però, con la donazione indiretta ricevuta dal figlio in caso di morte dei genitori? Succede che la donazione va attribuita alla quota che spetta al beneficiario (quella che si chiama «collazione», con due «elle»). Inoltre, la donazione deve rispettare la cosiddetta legittima che spetta anche agli altri parenti stretti. La donazione indiretta può essere impugnata fino a 10 anni dopo la morte del donante. Ma se al momento del decesso sono passati meno di 20 anni dalla donazione, qualcuno avrebbe il diritto di chiedere che i soldi vengano restituiti.

Se vuoi altri approfondimenti sulla differenza tra donazione diretta e indiretta, li trovi in questo nostro articolo.

Donazione in denaro: è tassata?

Se intendi regalare dei soldi ai tuoi figli, sappi che anche lo Stato potrebbe voler far parte della donazione di denaro, quasi si sentisse uno di famiglia. Il Fisco pretende delle tasse ma soltanto in certi casi: dipende dalla cifra e dal destinatario, cioè dal grado di parentela tra donante e donatario.

C’è da dire che per il denaro donato al figlio c’è una franchigia di 1 milione di euro e che si applica l’aliquota più bassa, cioè il 4% sul valore dell’immobile che supera il milione di euro.

Pertanto:

  • per una donazione di 400mila euro, non si paga l’imposta;
  • per una donazione di 1 milione di euro, non si paga l’imposta;
  • per una donazione di 1 milione e 50mila euro, si paga il 4% su 50mila euro (e il donatario dà un abbraccio più grosso al donante).

Attenzione alla franchigia: il calcolo va fatto non sulla singola donazione in denaro ma su tutte quelle fatte in vita dal donante allo stesso donatario. Questo per evitare che, ad esempio, tu voglia donare 2 milioni di euro a tuo figlio facendolo in quattro tranches da 500mila euro l’una per evitare di pagare le tasse.

Come appena accennato, se cambia la parentela cambia anche l’aliquota. Quella del 4% per i figli vale anche per genitori e nipoti. Invece per:

  • fratelli e sorelle, la franchigia è di 100mila euro con un’aliquota del 6%;
  • parenti in linea collaterale fino al quarto grado, l’aliquota è del 6% ma senza franchigia;
  • tutti gli altri parenti e gli estranei, l’aliquota è dell’8% senza franchigia.

Le tasse dovrà pagarle il donatario e non il donante.

Donazione in denaro: su quali non si pagano le tasse

Non tutti i giorni sono festa per il Fisco. Ci sono alcune donazioni in denaro che non sono tassate. Si tratta di quelle:

  • di modico valore;
  • destinate a coprire le spese del mantenimento, dell’educazione, dell’abbigliamento o del matrimonio;
  • la donazione indiretta.

Donazione in denaro: si può cambiare idea?

Pensaci bene prima di fare una donazione in denaro perché tornare indietro è molto difficile. Una volta che hai accettato di fare tale nobile gesto e che il tutto è stato formalizzato per iscritto, non puoi dire «aspetta, ci ho ripensato». La donazione in denaro, insomma, non è come un testamento che può essere modificato fino al momento prima di fare l’ultimo respiro. Quindi non si può cambiare idea, a meno che:

  • il beneficiario rifiuti la donazione o sia d’accordo nel restituire la somma;
  • il beneficiario commetta un grave reato verso il donante o verso i suoi familiari;
  • alla nascita di un figlio.

Non sarà mai possibile cambiare idea nel caso di una donazione in denaro finalizzata ad un matrimonio o di una donazione remunerativa. La prima è l’unica che non ha bisogno di essere accettata da parte del beneficiario ma va da sé che se salta il matrimonio, addio donazione. Resta, però, valida in caso di divorzio o di separazione.

La donazione remunerativa, invece, è quella fatta per sdebitarsi di un beneficio avuto in passato. Ad esempio, fai una donazione in denaro a chi tempo fa ha fatto altrettanto con te. Devi, però, stare attento: se i soldi che hai donato non sono solo tuoi e qualcuno pretende che il beneficiario li restituisca, dovrai pagargli l’eventuale perdita.

note

[1] Art. 783 cod. civ.

[2] Cass. SS.UU. sent. n. 18725/2017 del 27.07.2017.


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