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Licenziamento per pensione: spetta il preavviso?

30 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Gennaio 2019



Chi raggiunge l’età pensionabile può essere licenziato senza preavviso dal datore di lavoro?

Hai raggiunto da poco l’età pensionabile, che dal 2019 è pari a 67 anni, e adesso hai paura di essere licenziato “in automatico” e senza preavviso, dato che hai maturato i requisiti per la pensione? Temi che il datore di lavoro abbia il potere di mandarti via su due piedi, da un giorno all’altro?

Non devi preoccuparti: pur essendo vero che, una volta compiuta l’età pensionabile, il datore di lavoro può recedere liberamente dal rapporto, è anche vero che, in caso di licenziamento per pensione, spetta il preavviso. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una recente sentenza [1], nella quale chiarisce che il compimento dell’età per la pensione di vecchiaia da parte del dipendente non determina l’estinzione automatica del rapporto di lavoro. Pertanto, in mancanza del licenziamento, che deve essere redatto per iscritto dal datore di lavoro, il rapporto prosegue anche successivamente al compimento dell’età pensionabile.

Di conseguenza, per quanto riguarda la risoluzione del rapporto per limiti di età del dipendente del settore privato, al datore di lavoro è imposto comunque l’obbligo di preavviso, oltreché la forma scritta.

Ma come funziona il licenziamento per limiti di età? Facciamo il punto della situazione.

Licenziamento per pensione dipendenti del settore privato

Il cosiddetto “licenziamento ad nutum”, cioè il licenziamento senza obbligo di motivazione, può essere intimato dal datore di lavoro, per raggiunti limiti di età del dipendente, quando questi compie 67 anni. Il lavoratore deve però possedere, oltre al requisito di età, il requisito contributivo utile alla pensione di vecchiaia, pari a 20 anni di contributi e, nei casi in cui è richiesto, anche il requisito economico (pensione pari a 1,5 volte l’assegno sociale) .

Se l’azienda non lo licenzia, comunque, il lavoratore può restare in servizio sino a 71 anni.

Prima del compimento dei 67 anni l’azienda non licenzia in automatico, ma valgono le regole generali, in tema di scioglimento del rapporto di lavoro, quindi il licenziamento è possibile per giusta causa, giustificato motivo soggettivo (ad esempio, licenziamento disciplinare) o oggettivo (licenziamento per motivi economici).

Farebbe eccezione il solo caso in cui sussista un’apposita clausola nel contratto collettivo applicato, che preveda la possibilità di recedere dal contratto compiuta una determinata età, solitamente pari a 65 anni: in buona sostanza, al compimento dei 65 anni, o del diverso limite di età previsto dal contratto collettivo, il dipendente potrebbe essere licenziato, sussistendo l’apposita clausola risolutiva nel ccnl. Sul punto, però, gli orientamenti della giurisprudenza non sono concordi; licenziare a una determinata età a causa delle previsioni del contratto collettivo sarebbe possibile solo se è presente la giusta causa, un giustificato motivo oggettivo o soggettivo

Negli altri casi, per quanto riguarda le aziende del settore privato, il licenziamento non è possibile, prima del raggiungimento del limite di età, nemmeno nell’ipotesi in cui il dipendente possieda i requisiti per la pensione anticipata.

Licenziamento per pensione dipendenti pubblici

La disciplina è diversa per i dipendenti pubblici [2], che in alcuni casi subiscono il licenziamento in automatico: una volta raggiunti i requisiti per la pensione, difatti, l’amministrazione è obbligata a cessarli dal servizio, se è raggiunta anche l’età ordinamentale, ossia l’età prevista per la cessazione dall’ordinamento a cui appartiene il lavoratore. Nel caso in cui l’età ordinamentale non sia raggiunta, ma siano raggiunti i requisiti per la pensione, la cessazione è invece a discrezione dell’amministrazione.

Nel dettaglio, le ipotesi di pensionamento “forzato” da parte della pubblica amministrazione sono 3:

  • in due casi si tratta di pensionamento forzato, applicabile verso chi ha maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia, oppure il diritto alla pensione anticipata, assieme al raggiungimento del limite d’età ordinamentale previsto dai singoli settori d’appartenenza;
  • un’ulteriore ipotesi è rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione, ed è rivolta a chi ha raggiunto le condizioni previste dalla riforma Monti Fornero [3] per la pensione anticipata, senza aver raggiunto il limite d’età ordinamentale.

Che cosa succede a chi ha raggiunto l’età ordinamentale e l’età per la pensione di vecchiaia, ma non possiede i requisiti per la pensione? Il dipendente si può trattenere in servizio sino ai 71 anni (requisito valido dal 2019), per maturare gli anni di contributi richiesti per il trattamento.

note

[1] Cass. sent. n.521/2019.

[2] Circ. Min. per la Semplificazione e la P.A. n. 2 del 19/02/2014 .

[3] Art. 24, Co. 10-12, D.L. 201/2011.


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