Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa sono le attenuanti?

4 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Febbraio 2019



In cosa consistono le circostanze attenuanti ed in che modo incidono sulla condanna finale.

Preso dall’ira, determinata da un comportamento (a tuo avviso) ingiusto, commesso da altro soggetto (ad esempio un insulto rivolto gratuitamente alla tua fidanzata o una provocazione realizzata nei tuoi confronti), hai commesso un reato (per esempio hai picchiato il responsabile dell’insulto causandogli delle lesioni punibili penalmente) oppure, nel commettere un delitto contro il patrimonio (per esempio un furto), hai procurato alla vittima un danno patrimoniale molto lieve? Ebbene, in tutti questi casi, sei (senza dubbio) colpevole di un reato ma, per le ragioni che spiegheremo meglio in questo articolo, hai diritto ad una riduzione di pena per effetto delle circostanze attenuanti. Cosa sono le attenuanti? Si tratta di circostanze e, dunque, di elementi non essenziali (ma accidentali) del reato (senza i quali, cioè, il reato si configura lo stesso), che determinano una modifica della pena. Esse hanno lo scopo di adeguare la pena al caso concreto e si dividono in circostanze attenuanti (che si applicano nei casi in cui la pena deve essere più lieve), circostanze aggravanti (che determinano una maggiore gravità del reato e, dunque, un aumento di pena), circostanze comuni (applicabili a tutti i reati) e speciali (applicabili soltanto a determinate fattispecie di reato), intrinseche (concernono la condotta illecita) ed estrinseche (riguardano i fatti successivi alla condotta illecita), ad efficacia comune (determinano un aumento o diminuzione della pena di un terzo) e ad efficacia speciale (possono comportare l’aumento o la diminuzione della pena in maniera superiore ad un terzo ovvero prevedere una pena diversa o indipendente da quella prevista per il reato non circostanziato), oggettive (riguardano la natura, l’oggetto, il tempo, il luogo dell’azione, la gravità del danno o del pericolo e le condizioni e qualità personali della persona offesa) e soggettive (riguardano le condizioni o qualità personali del reo, l’intensità del dolo o il grado della colpa, rapporti tra hi commette il reato e chi lo subisce). In questo articolo analizzeremo le circostanze attenuanti che riducono la pena configurando una minore gravità del reato. Possiamo immaginare che, ai fini della determinazione della pena, il furto di un libro o di una camicia sarà valutato diversamente rispetto al furto di un’automobile o di un diamante. Andiamo con ordine.

Cosa sono le circostanze attenuanti comuni?

Le circostanze attenuanti, come dice la parola stessa, attenuano il reato e comportano una diminuzione della pena. Esse si suddividono in:

  • comuni [1];
  • generiche [2].

Le circostanze attenuanti comuni sono:

  • avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale (immaginiamo il medico che pratica una terapia a base di sostanze stupefacenti per evitare che il soggetto faccia ricorso nuovamente al circuito del narcotraffico);
  • avere agito in stato d’ira, determinato da un fatto ingiusto altrui (come nel nostro esempio);
  • avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall’autorità e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale o professionale o delinquente per tendenza (invero, quando il reo, contaminato dalla fermentazione psicologica che si sprigiona dalla folla, ha una minore resistenza psichica alle spinte criminali);
  • avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, procurato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuità, ovvero, nei delitti determinati da motivi di guadagno, l’avere agito per ottenere (o avere di fatto ottenuto) un guadagno di speciale tenuità, quando anche l’evento dannoso o pericoloso sia di speciale tenuità (immaginiamo il furto di un libro, di un cellulare di poco valore, di una borsa vecchia e così via);
  • essere stato l’evento determinato anche da una condotta volontaria della vittima del reato che si è sommata a quella del colpevole del reato (può capitare in occasione di incidenti automobilistici);
  • avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso, e, quando sia possibile, mediante le restituzioni; o l’essersi, prima del giudizio adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato (immaginiamo il ladro che restituisce alla persona offesa l’oggetto che le aveva sottratto).

Cosa sono le circostanze attenuanti generiche?

Il giudice, indipendentemente dalle circostanze attenuanti comuni, può prendere in considerazione altre circostanze diverse (le cosiddette circostanze attenuanti generiche) qualora le ritenga tali da giustificare una diminuzione della pena. In effetti, a differenza delle circostanze attenuanti comuni (che vengono applicate quando sussistono delle condizioni oggettive specifiche, già predeterminate dalla legge), le generiche cercano di garantire al giudice la possibilità di ridurre la pena anche al solo fine di adeguarla al caso concreto. Poniamo il caso che sia stato commesso un furto da parte di un soggetto già gravato da precedenti penali e, dunque, recidivo. A causa della recidiva la pena dovrà essere aumentata di due terzi o, addirittura della metà: per evitare che per un banale furto la pena aumenti in maniera spropositata il giudice può applicare le circostanze attenuanti generiche e, in tal modo, ridurre la pena stessa fino ad un terzo in modo da renderla proporzionata al furto concretamente realizzato. Il giudice, ai fini della valutazione e della concessione di tali attenuanti, deve tenere conto della gravità del reato, della capacità criminale del soggetto che sta giudicando (definito reo), dei i suoi precedenti penali e di altri parametri previsti dal legislatore. Bada bene che il solo fatto di non avere precedenti condanne non obbliga il giudice ad applicarti le circostanze attenuanti generiche.

Quanto incidono le circostanze attenuanti sulla pena finale?

Di quanto diminuisce la pena in caso di concessione di una o più circostanze attenuanti [3]? Se il giudice ti concede una circostanza attenuante la pena finale sarà più bassa. In particolare, se applica le generiche:

– alla pena dell’ergastolo, potrà comminarti la condanna alla reclusione da venti a ventiquattro anni;

– alle altre pene, esse saranno ridotte fino ad un terzo.

Se ti sono contestate più circostanze attenuanti, e per il delitto commesso la legge stabilisce la pena dell’ergastolo, la pena da applicare per effetto delle diminuzioni, non potrà essere inferiore a dieci anni di reclusione [4]; invece, se ci sono più circostanze attenuanti comuni si applica un’unica riduzione fino ad un terzo (e non due riduzioni).

Se, dunque, ritornando ai nostri esempi, preso dall’ira, determinata da un insulto alla tua fidanzata o da una provocazione, hai cagionato delle lesioni ad un terzo oppure hai commesso il furto di un cellulare di scarso valore economico, provocando alla persona offesa un danno patrimoniale di speciale tenuità, puoi chiedere la concessione della circostanza attenuante che fa al tuo caso e, di conseguenza, avere la riduzione della pena fino ad un terzo. Infine, potrai avere un’ulteriore diminuzione della pena in caso di concessione delle attenuanti generiche.

note

[1] Art. 62 cod. pen.

[2]Art. 62 bis cod. pen.

[3] Art. 65 cod.  pen.

[4] Art. 67 cod. pen.


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