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Bonus Resto al Sud per i professionisti

17 Gennaio 2019 | Autore:

> Business Pubblicato il 17 Gennaio 2019



Finanziamento sino a 50mila euro per gli under 46 che si mettono in proprio, anche come liberi professionisti, nelle regioni del Mezzogiorno.

Aumentano i beneficiari del bonus Resto al Sud, l’incentivo che offre contributi a fondo perduto e prestiti a tasso zero per aprire una nuova attività nel Mezzogiorno: grazie alle disposizioni della legge di Bilancio 2019 [1], difatti, l’agevolazione è estesa a chi vuole mettersi in proprio come libero professionista. Potranno richiedere la misura, inoltre, tutti coloro che non hanno compiuto 46 anni, non più soltanto gli under 36.

Grazie al bonus Resto al Sud, in particolare, è possibile beneficare di incentivi sino a 50mila euro per aprire una nuova attività, anche libero professionale. Non tutti i professionisti, però, possono fruire della misura, ma soltanto coloro che, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione, non risultano titolari di partita Iva per un’attività analoga a quella proposta per il finanziamento.

Inoltre, è indispensabile che la residenza dell’interessato sia, al momento della domanda, in una delle regioni del Mezzogiorno: se non lo è, deve essere trasferita entro 60 giorni, in caso di esito positivo dell’istanza, o entro 120 giorni, per chi risiede all’estero.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sul Bonus Resto al Sud per i professionisti e per gli imprenditori: chi può richiederlo, quali sono gli interventi finanziati, quanto si può ottenere a fondo perduto e quanto con finanziamento agevolato.

Chi ha diritto al bonus Resto al Sud?

Possono chiedere il Bonus Resto al Sud, grazie alle nuove disposizioni della legge di Bilancio 2019, le persone sino ai 45 anni di età residenti nelle seguenti regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

I richiedenti, se non residenti in una delle regioni elencate, possono trasferire la residenza successivamente, entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istanza, o entro 120 giorni, se residenti all’estero.

Inoltre, non devono risultare titolari di un’attività d’impresa in esercizio, o già beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità. Durante tutta la durata del finanziamento i beneficiari non possono essere titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto.

Requisiti Bonus Resto al Sud professionisti

Chi vuole avviare un’attività come libero professionista, oltre ai requisiti elencati, non deve risultare titolare di partita Iva, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui richiede le agevolazioni.

Il beneficiario della misura deve mantenere la residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia per tutta la durata del finanziamento.

Requisiti Bonus Resto al Sud imprenditori

Chi vuole avviare un’attività d’impresa o società può presentare domanda di finanziamento se ha già costituito al momento della domanda, o costituisce entro 60 giorni dalla data di comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria (entro 120 giorni, in caso di residenza all’estero):

  • un’impresa individuale;
  • una società, anche cooperativa.

Il beneficiario della misura deve mantenere la residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia per tutta la durata del finanziamento.

Le imprese e le società devono mantenere, per tutta la durata del finanziamento, la sede legale e operativa nelle regioni elencate.

Quali attività possono essere finanziate col bonus Resto al Sud?

Con il bonus è possibile finanziare le attività esercitate sotto forma di impresa individuale o società e, dal 2019, le attività professionali.

Le attività finanziabili, nello specifico, sono:

  • produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • servizi al turismo
  • attività libero professionali.

Non sono finanziabili le attività finanziarie e commerciali, ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività d’impresa.

Quali spese possono essere finanziate col bonus Resto al Sud?

I costi ammissibili sono:

  • le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili;
  • le spese per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

Le agevolazioni non coprono le seguenti spese:

  • beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback
  • beni di proprietà di uno o più soci del beneficiario e, nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado
  • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature
  • il cosiddetto “contratto chiavi in mano”
  • commesse interne
  • macchinari, impianti e attrezzature usati
  • spese notarili, imposte, tasse
  • acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione o destinati al trasporto in conservazione condizionata dei prodotti
  • acquisto di beni di importo unitario inferiore a 500 euro, ad eccezione delle spese afferenti al capitale circolante;
  • progettazione, consulenze ed erogazione delle retribuzioni ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse;
  • scorte, tasse e imposte (l’Iva versata dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è recuperabile)

A quanto ammonta il Bonus Resto al Sud?

Il Bonus Resto al Sud ammonta ad un massimo di 50mila euro per ogni richiedente. In caso di più richiedenti, già costituiti o che intendano costituirsi in forma di società, l’importo massimo del finanziamento è di 50mila euro per ciascun soggetto richiedente, sino a un massimo di 200mila euro.

Il bonus Resto al Sud, nel dettaglio, copre il 100% delle spese ammissibili per l’avvio di una nuova attività e consiste in:

  • un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo
  • un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI; gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

L’importo massimo del finanziamento erogabile è di 50mila euro per ciascun socio, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro.

Come si presenta la domanda?

Le domande di finanziamento devono essere presentate esclusivamente on line, sul sito web di Invitalia: sono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione e finanziate fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Per l’inoltro telematico della domanda è necessario:

  • essere in possesso di un identificativo Spid;
  • in alternativa, essere in possesso della Carta nazionale dei servizi (Cns);
  • in alternativa, essere autenticati tramite il sistema di gestione delle identità digitali di Invitalia.

Le domande devono essere firmate digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, o dalla persona fisica in caso di impresa da costituire o attività professionale, e devono essere corredate dal business plan e dalle specifiche richieste.

Le successive comunicazioni tra richiedente e Invitalia avvengono esclusivamente a mezzo pec, quindi è obbligatorio indicare nella domanda devi indicare un indirizzo di posta elettronica certificata.

Come sono valutate le domande?

Una volta accertata la presenza dei requisiti di ammissibilità, Invitalia esamina le domande nel merito. L’esame delle domande, che può anche richiedere un colloquio con i richiedenti, si basa sui seguenti criteri di valutazione:

  • adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dai richiedenti rispetto all’attività prevista dal progetto imprenditoriale, anche con riguardo a titoli e certificazioni possedute;
  • potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell’iniziativa e strategie di marketing;
  • sostenibilità tecnico-economica dell’iniziativa, con particolare riferimento all’equilibrio economico ed alla pertinenza e coerenza del programma di spesa;
  • verifica della sussistenza dei requisiti per beneficiare della garanzia del Fondo centrale per le Pmi.

note

[1] L. 145/2018.


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