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Come si impugna una contravvenzione

6 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Febbraio 2019



Le contravvenzioni per violazioni al Codice della strada: l’annullamento in autotutela e i ricorsi al Prefetto e al Giudice di pace, la contestazione della multa on-line.

Hai ricevuto una contravvenzione che reputi ingiusta e vuoi presentare opposizione? Sai che esistono diversi modi per impugnare una multa ma non ne conosci i tempi e le modalità? Per contestare un verbale dei vigili urbani dinanzi al Giudice di pace devi per forza rivolgerti ad un avvocato? Se vuoi sapere come si impugna una contravvenzione, leggi allora questo articolo al fine di scegliere il tipo di ricorso che più fa per te. Sono numerosi i casi in cui agli automobilisti vengono notificate contravvenzioni per violazioni al Codice della strada. Non sempre si tratta di contravvenzioni giuste e pertanto, le stesse si possono impugnare al fine di contestarne la legittimità.

Nullità di una multa

La nullità di una multa può essere determinata da vizi formali come ad esempio quelli riguardanti l’errata indicazione delle generalità del conducente o della data o dell’ora in cui è avvenuta l’infrazione o ancora quelli relativi alla mancata esposizione dei fatti, l’errata indicazione del tipo e della targa del veicolo o dell’autorità competente a decidere sull’eventuale ricorso oppure quelli riguardanti un errore sulla norma violata o sulla sanzione da pagare.

Accanto ai vizi formali esistono poi, altri motivi che rendono ammissibile la proposizione dell’opposizione. Rientrano tra questi il caso in cui la contravvenzione è stata notificata oltre il termine di 90 giorni dal rilevamento dell’infrazione, oppure quando gli apparecchi utilizzati dagli agenti accertatori, risultano non omologati, se manca la segnaletica che indica la presenza dell’autovelox o ancora quando la notifica del verbale è stata fatta al vecchio proprietario dell’autovettura dopo il passaggio di proprietà.

Bisogna però fare attenzione alle ragioni che si vogliono porre a fondamento dell’opposizione perché non sempre la sola presenza di un errore materiale, può determinare la nullità della multa. Se ad esempio nel verbale è riportata in modo sbagliato la data di nascita del trasgressore ma questi è comunque identificato mediante l’esatta indicazione degli altri dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo, ecc.) oppure se erroneamente è indicato un modello di macchina ma il mezzo viene comunque individuato attraverso la targa, questi sono errori dai quali non consegue la nullità della contravvenzione.

Una volta quindi, valutata l’opportunità di proporre opposizione laddove esistono motivi validi per l’impugnazione, si pone il problema di decidere quale strada percorrere al fine di ottenere l’annullamento del verbale.

Contravvenzione: come impugnarla?

Il nostro legislatore infatti, ha previsto più modi per impugnare una contravvenzione.

Più precisamente:

  • l’annullamento in autotutela;
  • il ricorso al Prefetto;
  • il ricorso dinanzi al Giudice di pace.

L’annullamento in autotutela

Quando la contravvenzione è palesemente illegittima o errata (ad esempio quando si è incorsi in un errore sulla persona del trasgressore oppure quando è stato elevato un doppio verbale per la medesima infrazione, ecc.), l’interessato può presentare richiesta di annullamento in autotutela. Può cioè, rivolgersi allo stesso organo amministrativo che ha emesso la contravvenzione, chiedendone l’annullamento.

L’autotutela infatti, costituisce il potere/dovere dell’amministrazione di correggere o annullare, su propria iniziativa o su richiesta del cittadino, tutti i propri atti che risultino illegittimi o infondati.

Facciamo un esempio. A Tizio è stata notificata una contravvenzione per violazione al Codice della strada, elevata dalla polizia municipale; il verbale è illegittimo perché non contiene l’indicazione dell’articolo di legge che si assume violato. Tizio pertanto, propone opposizione in autotutela dinanzi all’ente, in questo caso il Comune, che ha emanato la multa, chiedendone l’annullamento.

Il ricorso al Prefetto

Essendo la contravvenzione un provvedimento amministrativo, per l’opposizione, l’interessato può scegliere tra due tipi di ricorso: quello in via amministrativa e quello in via giurisdizionale.

Il ricorso amministrativo va proposto per iscritto direttamente al Prefetto del luogo in cui è avvenuta la violazione, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento oppure consegnandolo a mano.

Il ricorso può essere presentato anche al comando che ha emanato la multa (ad esempio al comando della polizia municipale se la multa è stata elevata da un vigile urbano), che lo trasmetterà a sua volta al Prefetto.

Al ricorso vanno allegati tutti i documenti utili per la decisione e il ricorrente può chiedere di essere ascoltato.

Il termine per proporre opposizione dinanzi al Prefetto è di 60 giorni dalla notifica del verbale, cioè da quando quest’ultimo è stato materialmente consegnato al ricorrente o nel caso di contestazione immediata, dal giorno in cui è stata elevata la contravvenzione.

Esempio: Tizio in data 12.12.2018 viene fermato dalla polizia municipale, che gli fa una multa per violazione al Codice della strada. Pensando che la contravvenzione sia illegittima, Tizio decide di impugnarla dinanzi al Prefetto. Il termine di 60 giorni decorre dal giorno in cui i vigili urbani hanno elevato la contravvenzione, cioè dal 12.12.2018 e pertanto, scadrà il 10.02.2019.

Se invece, la multa gli viene notificata a casa il 17.01.2019 in quanto i vigili urbani non lo hanno fermato al momento della violazione e quindi non c’è stata una contestazione immediata, allora il termine per il ricorso scadrà il 18.03.2019, cioè 60 giorni dopo avere ricevuto la notifica.

La decisione del Prefetto

Il Prefetto esaminata la documentazione allegata al ricorso e gli atti prodotti dall’organo che ha elevato la contravvenzione, sentito anche l’interessato, qualora lo stesso ne abbia fatto richiesta, decide se accogliere o meno l’opposizione.

Nel primo caso, nel termine di 180 giorni se il ricorso è stato presentato al comando che ha emanato la multa o in quello di 210 giorni, se è stato presentato direttamente al Prefetto, emette un provvedimento con il quale dispone l’archiviazione; tale provvedimento viene comunicato all’organo che ha emesso la contravvenzione, il quale a sua volta ne darà notizia al ricorrente.

Se invece, ritiene fondata la multa, sempre nei termini sopra indicati, emette un provvedimento (ordinanza-ingiunzione) con il quale ordina al ricorrente il pagamento di una somma, di importo pari al doppio della multa e comprensiva anche delle spese.

Il provvedimento va notificato al ricorrente nel termine di 150 giorni dalla sua adozione. Il ricorrente a sua volta, deve provvedere al pagamento nei successivi 30 giorni dalla notificazione, all’ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nello stesso provvedimento prefettizio.

Se nei termini indicati precedentemente, il Prefetto non decide in merito al ricorso, quest’ultimo deve intendersi accolto (silenzio-assenso).

Contro il provvedimento di ingiunzione di pagamento emesso dal Prefetto, è possibile proporre ricorso al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica.

Il ricorso al Giudice di pace

Il ricorso dinanzi al Giudice di pace è possibile a condizione che non sia stato già presentato quello dinanzi al Prefetto o che non si sia proceduto al pagamento della multa.

Il termine entro il quale va presentato è di 30 giorni dalla notifica del verbale o dalla sua contestazione immediata.

Le modalità di presentazione del ricorso al Giudice di pace

Il ricorso va presentato nella cancelleria del Giudice di pace o va inviato mediante raccomandata A/R.

Al ricorso devono essere allegati:

  • n. 4 copie del ricorso oltre all’originale;
  • l’originale e 4 copie della cartella esattoriale o del verbale impugnato o del provvedimento del Prefetto di rigetto del ricorso proposto in via amministrativa;
  • la copia degli altri documenti che si ritengono utili ai fini della decisione;
  • la copia del documento di identità del ricorrente;
  • la ricevuta di pagamento del contributo unificato e dei diritti di notifica.

I costi del ricorso dinanzi al Giudice di pace

Poiché si tratta di un procedimento giudiziario in sede civile, al momento della presentazione del ricorso è previsto il pagamento del contributo unificato, che dipende dal valore della causa, cioè dall’importo della multa che si contesta.

Per quelle di importo fino ad € 1.100, il contributo ammonta ad € 43,00 a cui va aggiunta una marca da bollo di € 27,00 se il valore della causa è superiore a € 1.033,00.

La decisione del Giudice di pace

Visionati gli atti presentati dal ricorrente e dall’autorità che ha emesso il provvedimento impugnato, il Giudice di pace potrà:

  • dichiarare inammissibile il ricorso, quando ad esempio è stato presentato oltre il termine di 30 giorni previsto per proporre l’impugnazione;
  • convalidare la multa, se il ricorrente non dovesse presentarsi in udienza senza valido motivo e comunque, dalla documentazione allegata, dovesse risultare che la multa è stata correttamente emessa;
  • annullare la multa in tutto o in parte, accogliendo il ricorso;
  • rigettare il ricorso e condannare il ricorrente al pagamento di una somma compresa tra il minimo e il massimo previsto dalla legge per la violazione contestata.

In quest’ultimo caso il tempo per il pagamento della sanzione è di 30 giorni dalla notifica della sentenza all’interessato. Alla notifica provvederà l’Amministrazione che ha emesso il verbale.

Contro le sentenze del Giudice di pace si può proporre appello dinanzi al tribunale.

Nei giudizi di opposizione alle contravvenzioni che si svolgono dinanzi al Giudice di pace, non è obbligatoria la presenza di un avvocato; tuttavia nei casi più complessi, è consigliato farsi assistere da un avvocato o comunque, consultarne uno prima della proposizione del ricorso.

La contestazione della multa on-line

Il ministero della Giustizia ha da poco introdotto una novità particolarmente utile, consistente in un modello di ricorso on-line, facile da utilizzare. Presso alcuni uffici del Giudice di pace infatti, è attivo il servizio di contestazione delle multe in via telematica, mentre altri uffici stanno provvedendo.

E’ tramite il sito che si accede al servizio, cliccando sul pulsante “Accedi al servizio”, alla pagina successiva bisogna inserire la regione e la sede dell’ufficio del Giudice di pace che dovrà decidere il ricorso. Cliccando poi, su “Compila il ricorso, si può iniziare a scrivere la propria opposizione.

Nella pagina iniziale vanno riportati i dati anagrafici del ricorrente (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, indirizzo, codice fiscale, recapito telefonico e di posta elettronica/pec, al fine di ricevere tutte le comunicazioni da parte della cancelleria).

Nella seconda pagina va indicato l’oggetto della contestazione, che nel caso delle contravvenzioni sarà “Violazione al Codice della strada”; vanno quindi, descritte le ragioni per le quali si chiede l’annullamento della multa in maniera sintetica e chiara.

Nel rigo seguente si può scegliere se chiedere al Giudice di pace di sospendere i termini e l’operatività della multa fino a quando non sarà definita la causa.

In ultimo il modulo riporta in automatico le richieste da presentare al giudice e più precisamente quella di fissare l’udienza di comparizione delle parti, di accogliere l’opposizione e quindi, di annullare il provvedimento impugnato (la multa/la cartella esattoriale o l’ordinanza-ingiunzione del Prefetto) o in caso di rigetto, di applicare la sanzione prevista per la violazione commessa nella misura del minimo.

Segue l’indicazione dei documenti che si allegano al ricorso e la richiesta delle prove come ad esempio di sentire dei testimoni.

Nella terza pagina vanno indicati i dati della multa (numero di verbale, data di emissione e di notifica dello stesso, Autorità che l’ha emesso, l’articolo del Codice della strada che si assume violato, l’importo della sanzione, l’eventuale decurtazione di punti dalla patente e le sanzioni accessorie).

Nella quarta e quinta pagina bisogna indicare l’Autorità che ha emesso la contravvenzione, il valore della causa e del contributo unificato. Compilato il modulo, è possibile inviarlo.

Per completare la procedura è comunque, necessario stampare l’atto, firmarlo e datarlo. Il ricorso in originale insieme agli allegati va quindi, consegnato personalmente o spedito a mezzo raccomandata A/R, alla cancelleria del Giudice di pace.

Se nel ricorso è stato indicata una pec, sarà opportuno controllarla periodicamente in caso di comunicazioni da parte della cancelleria, come ad esempio quella relativa alla fissazione dell’udienza. Altrimenti si può telefonare in cancelleria o verificare la data dell’udienza sullo stesso sito tramite il quale è stato presentato il ricorso.


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