Diritto e Fisco | Articoli

Affitto turistico breve: tassazione e regime della cedolare secca

8 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Febbraio 2019



Con riguardo alla gestione degli affitti turistici brevi, come e cosa si deve fatturare e come si deve detrarre?

Le norme di legge consentono, per le locazioni brevi di appartamenti o anche di singole stanze in appartamento, effettuati da persone fisiche al di fuori dell’attività di impresa, di durata non superiore a 30 giorni, di non sottoporre a registrazione obbligatoria i contratti stipulati o di sottoporli a registrazione volontaria.

Inoltre le norme in vigore consentono al proprietario dell’immobile ceduto in locazione breve, se persona fisica, di avvalersi della tassazione a cedolare secca invece che dichiarare il reddito dei fabbricati nel Quadro RB della propria dichiarazione dei redditi.

Dalla decisione di sottoporre o meno a registrazione ed a cedolare secca i contratti di locazione breve discendono alcune conseguenze.

In caso di opzione per la registrazione:

– occorrerà versare il 2% del canone di locazione col minimo di euro 67,00 a titolo di imposta di registro e pagare l’imposta di bollo di euro 16,00 ogni cento righe di contratto, o specificare che si intende optare per la cedolare secca evitando entrambi i pagamenti suddetti;

– non sarà necessario comunicare entro le 24 ore alla Ps i dati delle persone ospitate.

In caso di mancata registrazione del contratto:

– si dovrà scegliere di optare per la cedolare secca o per la tassazione ordinaria nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui sono maturati i redditi da locazione breve;

– sarà necessario comunicare entro le 24 ore dall’arrivo, i dati degli ospiti che hanno alloggiato nell’immobile locato a breve.

La tassazione ai fini delle imposte dirette avviene, per opzione:

– o in via ordinaria, indicando i redditi dei fabbricati derivanti da locazioni brevi nel Quadro RB della dichiarazione dei redditi sottoponendoli alle aliquote progressive per scaglioni valide per il periodo d’imposta in cui sono maturati i canoni di locazione – dal 23% al 43%;

– oppure indicando nella dichiarazione dei redditi l’opzione per la cedolare secca 21% – che potrebbe diminuire al 10% nel caso in cui il contratto venisse stipulato in regime di canone concordato ed il comune in cui è sito l’immobile sia considerato ad alta tensione abitativa o colpito da calamità naturali.

Il regime della cedolare secca sostituisce il pagamento di:

– Irpef e addizionali locali;

– Imposta di registro del contratto di locazione;

– Imposta di bollo di 16,00 euro ogni cento righe di contratto.

Per aderire al regime della cedolare secca occorre:

– comunicarlo preventivamente all’inquilino con lettera raccomandata o con esplicita indicazione nel contratto;

– compilare il modello RLI 2019 per la registrazione telematica del contratto riempiendo la sezione specifica prevista per l’opzione cedolare secca.

Il proprietario dell’immobile concesso in locazione breve non ha la possibilità di dedurre nulla dal reddito prodotto, ma al massimo potrà togliere dalla base imponibile, specificandolo nel contratto, che una parte del canone è composta dal rimborso delle spese condominiali e/o delle spese per il cambio della biancheria e simili, in modo che quegli importi non entrino nel valore imponibile.

In questo caso occorrerà tenere anche le fatture di acquisto dei servizi utilizzati ed il rendiconto condominiale, per poterli esibire in caso di controllo o di richiesta da parte degli organi di controllo.

Qualora l’immobile o la stanza invece siano anche ammobiliati, la norma prevederebbe l’obbligo di separare il valore del canone per l’immobile/la stanza vuoti ed il canone per la concessione in uso degli arredi, ai fini dell’imposta di registro infatti il canone di locazione dell’immobile viene tassato al 2%, oppure è assorbito dal regime della cedolare secca, mentre il canone di concessione degli arredi e dei mobili sarebbe assoggettato all’aliquota del 3% e non rientrerebbe nella cedolare secca dovendo essere sottoposto a tassazione ordinaria come reddito diverso.

Questa ultima impostazione è molto rigida come interpretazione tuttavia deve essere conosciuta per poter effettuare scelte consapevoli da parte della proprietà immobiliare.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA