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Cos’è la surrogazione?

8 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Febbraio 2019



Quando è possibile e come è disciplinata la cosiddetta surrogazione cioè il pagamento di un debito da parte non del debitore ma di un terzo

Le questioni relative ai rapporti tra creditori e debitori vengono dibattute assai più spesso nei periodi di crisi economica come quello che non siamo ancora riusciti a metterci alle spalle. Chi ha un credito cerca, infatti, di capire come più facilmente e rapidamente possa recuperarlo, mentre dal lato opposto, i debitori tentano di capire se e come ottenere più tempo per pagare oppure di individuare una via di uscita dal momento di difficoltà. A questo riguardo occorre sottolineare che accade molte più volte di quel che si possa immaginare che un debito venga onorato (cioè pagato) non dal debitore ma da una persona (cosiddetto terzo) estranea al rapporto che ha dato origine appunto al debito. Questo, cioè il pagamento del debito da parte di un terzo, è un fenomeno che può accadere per una serie di motivi come, per esempio, il fatto che chi paga (il cosiddetto surrogato) fosse a sua volta debitore del debitore e, pagando un suo debito, finisce con l’estinguere il proprio. Ma al di là dei motivi che possono concretamente indurre un soggetto a pagare il debito altrui, chiedersi cos’è la surrogazione significa analizzare in modo completo i differenti casi in cui la surrogazione può realizzarsi secondo la legge [1]. In estrema sintesi, le norme vigenti individuano tre tipi fondamentali di surrogazione: la surrogazione per volontà del creditore, la surrogazione per volontà del debitore e la surrogazione legale. Verificheremo, quindi, queste tre fondamentali tipologie di surrogazione analizzandone le caratteristiche principali e le regole alle quali ciascuna di esse è soggetta.

Cos’è la surrogazione per volontà del creditore?

Abbiamo detto che in linea generale la surrogazione non è altro che il pagamento del debito da parte di un terzo.

E abbiamo già evidenziato che le forme di surrogazione sono diverse: una di queste è la surrogazione per volontà del creditore [2].

Essa consiste nel fatto che il creditore, che riceve il pagamento di quanto gli spetta da un terzo, lo surroga nei propri diritti nei confronti del suo debitore: è necessario che la surrogazione venga fatta in modo espresso e contemporaneamente al pagamento (non è ammessa, cioè, una surroga tacita, cioè fatta in modo da essere tenuta nascosta al debitore originario).

Se avviene la surroga per volontà del creditore accade quindi che il creditore, che riceve da un terzo il pagamento di quanto gli è dovuto, lo surroga, nello stesso momento in cui riceve il pagamento, nei propri diritti nei confronti dell’originario debitore in modo tale che da quel momento in poi il surrogato – cioè il terzo che ha pagato – sarà titolare di un credito nei confronti del debitore originario (del tutto identico a quello che esisteva tra creditore e debitori originari).

La surrogazione può avvenire per volontà del creditore

Cos’è la surrogazione per volontà del debitore?

Una diversa forma di surrogazione è la surrogazione per volontà del debitore [3].

Essa si verifica quando il debitore, che prende a mutuo una somma di denaro o altra cosa per pagare il proprio debito, surroga il mutuante (cioè il soggetto da cui ha preso a mutuo il denaro) nei diritti, cioè nella posizione, del suo originario creditore anche senza il consenso di quest’ultimo.

Più in dettaglio, la surrogazione per volontà del debitore richiede che:

  • il contratto di mutuo e la quietanza dell’originario creditore (che ha ricevuto il pagamento di quanto gli era dovuto grazie alla somma presa a mutuo dal debitore) devono risultare da atto che abbia una data certa (sostanzialmente attraverso la registrazione);
  • nel contratto di mutuo deve essere chiaramente specificato che la somma presa a mutuo era destinata ad estinguere il debito che il mutuatario aveva nei confronti del creditore originario;
  • nella quietanza con la quale il creditore dichiara di essere stato pagato deve essere inserita la dichiarazione del debitore che indica la provenienza (dal mutuo ovviamente) della somma utilizzata per eseguire il pagamento.

A queste condizioni, quindi, una volta che il debitore abbia pagato il proprio creditore con il denaro preso a mutuo, il debitore può surrogare il mutuante nella posizione del suo originario creditore con la conseguenza che, da quel momento in poi, il debitore originario sarà obbligato nei confronti di chi gli ha prestato (a mutuo) il denaro utilizzato per pagare l’originario creditore.

La surrogazione per volontà del debitore non richiede il consenso del creditore originario

Cos’è la surrogazione legale?

Esiste, infine, la surrogazione legale [4] che si verifica, cioè, di diritto (automaticamente) nei casi indicati dalla legge di seguito elencati:

  • a vantaggio del creditore che paga un altro creditore (di uno stesso debitore) che ha diritto di essergli preferito perché titolare di una ipoteca o di un pegno o di un privilegio (cioè di una di quelle cause che consentono ad un creditore di essere preferito agli altri nella distribuzione di quanto si possa ricavare dalla vendita dei beni del debitore): in questo caso, quindi, il creditore che paga l’altro creditore, viene surrogato nella sua posizione nei confronti del debitore (cioè prende la posizione di preferenza del creditore a cui ha effettuato il pagamento);
  • a vantaggio di chi acquista un immobile e paga uno o più creditori che hanno ipoteca sull’immobile (l’acquirente dell’immobile in questo modo prende il posto, cioè si surroga, nei diritti che i creditori titolari di ipoteca sull’immobile, da lui pagati, avevano nei confronti del debitore);
  • a vantaggio di chi paghi il debito di un altro soggetto a condizione che chi ha pagato sia obbligato, con altri o per altri, ad effettuare quel pagamento (ad esempio perché esisteva in precedenza un rapporto che legava chi ha pagato al debitore);
  • a vantaggio dell’erede che ha accettato con beneficio d’inventario (per evitare di dover pagare anche i debiti del defunto) e che ha pagato con denaro proprio i debiti ereditari (in questo caso l’erede che ha accettato con beneficio d’inventario si surroga nei diritti del creditore dell’eredità nei confronti dell’eredità cioè diventa creditore della massa dei beni che costituiscono l’eredità);
  • in una serie di altri casi indicati dalla legge (ad esempio l’assicuratore, nell’assicurazione contro i danni, è surrogato nei confronti dei responsabili del danno dopo aver pagato l’indennità all’assicurato e, quindi, diventerà creditore nei confronti dei responsabili del danno della somma corrispondente all’indennità da lui pagata all’assicurato [5]).

La surrogazione legale opera di diritto, cioè automaticamente

note

[1] Art. 1201, 1202, 1203 cod. civ.

[2] Art. 1201 cod. civ.

[3] Art. 1202 cod. civ.

[4] Art. 1203 cod. civ.

[5] Art. 1916 cod. civ.


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